Una volta l'anno, la vigilia di San Giovanni, in casa Owens s'infiltrava un passero. L'uccellino riusciva a entrare nonostante gli sforzi di tutti per evitarlo. Mettevano piattini colmi di sale sui davanzali e facevano venire un operaio a sigillare le grondaie e il tetto, ma l'uccellino appariva lo stesso. Entrava al crepuscolo, l'ora della malinconia, e sempre in silenzio, eppure con una strana determinazione che sfidava il sale e i mattoni, come se il poveretto non potesse fare a meno di posarsi sulle tende e sul lampadario polveroso, dal quale pendevano come lacrime grosse gocce di vetro.
Le zie tenevano pronte le scope per cacciarlo dalla finestra, ma il passero volava troppo in alto per intrappolarlo. Le sorelle contavano i giri che faceva intorno alla sala da pranzo, perché sapevano che tre significava guai in vista, e lui faceva sempre tre giri.
(...) Sally notava a malapena la differenza tra inverno e primavera. Ma l'estate in casa Owens aveva una sua caratteristica ben definita e quando arrivò la successiva vigilia di San Giovanni Sally e le zie erano pronte come ogni anno per accogliere il loro ospite indesiderato. Stavano aspettando l'apparizione del passero riunite in sala da pranzo, ma non accadde niente. Passarono ore, sentirono ticchettare la pendola nel salottino, ancora nessun arrivo, nessun sbattere di ali, nessuna piuma. Sally, con la sua strana paura degli uccelli in volo, si era legata una sciarpa intorno alla testa, ma capì che non ce ne sarebbe stato bisogno. Non entrò nessun uccello, né dalla finestra, né dal buco nel tetto che il muratore non era riuscito a trovare. Nessun uccello volò tre volte intorno alla stanza per annunciare la cattiva sorte. Non bussò neppure alla finestra con il suo piccolo becco aguzzo.
Le zie si guardarono perplesse, ma Sally rise forte. Lei che insisteva sempre per avere delle prove, ne aveva appena avuta una estremamente significativa: le cose cambiano. Mutano. Un anno non era uguale a quello dopo, e a quello dopo ancora. Sally uscì correndo di casa e continuò a correre finché non fu davanti al negozio di ferramenta, dove si scontrò con l'uomo che avrebbe sposato. Appena lo guardò, ebbe un giramento di testa e dovette sedersi sul marciapiede, con la testa tra le ginocchia per non svenire, e il commesso tanto informato su come lavare un pavimento di cucina si sedette appena discosto da lei, anche se il padrone gli gridava di tornare al lavoro, perché alla cassa si era già formata la coda