Khajuraho, Madhya Pradesh, India, ca. 2014 - by Philippe Bréson (1960), French

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@domingogio
Khajuraho, Madhya Pradesh, India, ca. 2014 - by Philippe Bréson (1960), French
"E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile." Bertolt Brecht - da L’eccezione e la regola, 1930
André Kertész. Washington Square Park, New York City. 1962
Paul Klee
Joné Reed
Daniel Sannwald
Franciska Clausen Cercle et carré 1929 Gouache på papper 18.5 x 13 cm
Ahora estamos juntos en la nube y tú dices
mi nombre. Tal vez al decir mi nombre escuches
una duda mientras yo escucho una promesa.
No sé lo que es una promesa, pero sí una
nube: el lugar
donde tú dices mi nombre
no para llamarme. Una montaña entra en el cielo
y tú dices que cuando alguien entra en ti,
sientes que eres tú
la que entra. Yo quiero
entrar en ti, en tu cuerpo,
en tu destino, y tengo miedo de que tal
vez tu destino esté cerrado y tu cuerpo esté
herido. El miedo es el estado líquido del
dolor, como una herida es el estado sólido
del miedo, y no sé si duele más la
verdad o la belleza.
- Mariano Peyrou, de "Posibilidades en la sombra". Pre-textos 2019
-Theo Graham por Richard Avedon, Bahamas, 1954
"Per capire chi vi comanda basta scoprire
chi non vi è permesso criticare".
(Voltaire)
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( L’ironia è come un fiore, se non sapete coglierla, non sentirete mai il profumo della leggerezza.)
Dedicata 🌈
“I fall, more and more, into my own silences”
Theodore Roethke / Edward Hopper
In Spagna si può tirare fango contro il re.
In Italia se posti una critica ti arriva la Digos a casa.
.
....ahahahahah, è vero...
Buster Keaton The Cameraman (1928)
by @kesiafinleyart @instagram
l più sorrentiniano dei film di Sorrentino... Da evitare se non si ama il regista napoletano (all'uscita dal cinema un marito, evidentemente provato nell'animo e nel fisico, ha tuonato alla moglie 'non mi chiedere mai più di venire a vedere un film di Sorrentino'), imperdibile se si amano i temi cari e ormai risaputi del regista: la bellezza, il lento ma inesorabile passare del tempo, la fuggevolezza della gioventù. Parthenope nasce in acqua, nel 1950, in seno a una famiglia benestante. Si chiama come la sua città di nascita e della sua città di nascita è la personificazione : bellissima, sfuggente, sarcastica, curiosa, ricca nel linguaggio o povera di spirito a seconda dei momenti, Parthenope È Napoli e una dichiarazione d'amore struggente a Napoli, in tutte le sue contraddizioni (ne è voce una sorprendente Luisa Ranieri) , è in definitiva l'ultimo film di Sorrentino. Seguiamo la parabola di Parthenope da quando ha 18 anni fino ai giorni nostri, in un immersione profonda nel mondo sorrentiniano. C'è tutto ciò che sta a cuore a Sorrentino, in questa pellicola : l'estetica della gioventù, le puttane dei bassifondi di Napoli, gli scrittori americani gay e depressi, le grandi, impossibili domande che pone la vita, il surrealismo di certe situazioni al limite dell'assurdo. E c'è tanta, tanta bellezza, alla quale ormai Sorrentino ci ha abituati : nelle riprese al rallenty, nella rappresentazione di Napoli, nella colonna sonora come al solito perfetta ed evidentemente selezionata con cura. Parthenope è un film talmente bello da smuovere alle lacrime, commovente nel suo dipanarsi, una vera carezza per lo spirito e una assoluta gioia per gli occhi. Imparare a VEDERE. Così definisce l'antropologia un sempre meraviglioso Silvio Orlando nei panni del professore universitario di Parthenope. Perché al contrario di ciò che siamo portati a pensare, Vedere davvero è tutt'altro che semplice ed è la chiave della comprensione di questo deprimente e al tempo stesso scintillante mondo. È VEDERE, con altri strumenti che non siano solo gli occhi, è proprio la sfida a cui ci chiama Sorrentino. Fortunati quelli che la accettano.
Cinefili nel cuore
...non l'ho ancora visto..
{2024} розсипалася