effe n.6 copertina di Pamela Cocconi
Per questo numero abbiamo lavorato sul concetto di “limite”, leggete l’articolo su Flanerí

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effe n.6 copertina di Pamela Cocconi
Per questo numero abbiamo lavorato sul concetto di “limite”, leggete l’articolo su Flanerí
Ecco il nuovo numero di effe!
Racconti inediti di: Paolo Cognetti, Davide Coltri, Luca Franzoni, Laura Fusconi, Francesca Morelli, Matteo Pascoletti, Luca Ricci, Alessio Schreiner
illustrazioni di: Nathalie Cohen, Marianna Coppo, Alessandra De Cristofaro, Geometric Bang, Giovanna Lopalco, Alessandro Ripane, Alice Socal, Olga Tranchini
Illustrazione di copertina e pattern interno di Pamela Cocconi
Ordinatelo da questo link o cercatelo nella libreria più vicina
“Da qualche parte nell’oscurità arrivava un suono, un lamento, come di qualcuno che lottasse per ogni respiro, come se l’aria conquistata non gli bastasse a compensare lo sforzo per quella perduta.”
da “Conigli”, un racconto di Davide Franchetto su effe n.5, illustrazione di Alessandra De Cristofaro
“Il cane comunque l’avevano chiamato Biondo, anche se era un aggettivo e non un nome. Dopo averle detto: è bellissimo e posso accarezzarlo?, tutti le chiedevano se quel nome si riferisse alla pubblicità del Crodino e lei annuiva, anche se non era vero, perché non avrebbe avuto senso perdere tempo a citare Il buono, il brutto, il cattivo a gente che associava “Il Biondo” a un aperitivo analcolico.”
da “Il cane non ha colpe”, un racconto di Valeria La Rocca su effe n.5, illustrazione di Carol Rollo
“Geghegé non era cattivo. Era il teatro della vita che gli dava sempre il ruolo dell’infame.” da “Scisciano Paradise”, un racconto di Antonella Cilento su effe n.5, illustrazione di Paolo Cattaneo
“Uno scarafaggio saliva verso il mobile dei biscotti. Sicuramente una mamma che andava a teatro. L’avevo spostata fuori dalla finestra. Mi spiace signora mamma, ma così va a farsi un giro, un aperitivo coi suoi amici e colleghi scarafaggi. Sul davanzale c’erano ancora le briciole del pranzo. Friggevo, mangiavo pezzetti di polpette, bevevo Bordeaux.” da “Attese”, un racconto di Gessica Franco Carlevero, illustrazione di Kero su effe n.5
“Guardate il cielo stellato, è bellissimo. Il cielo stellato è la memoria.” “Il sermone di Tobia”, racconto di Demetrio Paolin su effe #5, illustrazione di Silvia Rocchi
“Al secondo piano si fermano sul pianerottolo, come fanno sempre dal lunedì al venerdì, quando lui entra e lei esce, o viceversa. Ma nessuno scherza, adesso, sull’assonanza dei nomi. Nessuno riempie il vuoto di parole e forma, tantomeno di finti ringraziamenti. È sabato e la primavera si è allontanata per un attimo lunghissimo.” “A casa ne parliamo”, racconto di Elena Chiattelli su effe #5, illustrazione di Soniaqq.
“Piove su Lourdes, piove sui malati in carrozzella coperti con il cellophane, piove sulle Madonne di plastica fosforescente allineate sulle bancarelle dei cinesi, Madonne vuote in attesa di essere acquistate, riempite con l’acqua miracolosa della fonte di Lourdes, riposte qualche decennio sui comodini delle camere da letto e infine destinate, senza più acqua, al fondo di un cassetto, tra cacciaviti e tubetti di colla secca. In ogni famiglia c’è sempre un bambino che, affascinato dalla Madonna di plastica fosforescente, riesce a romperla e svuotarla del suo contenuto divino, ma poi non c’è mai nessuno, in quella stessa famiglia, che ha poi il coraggio di buttarla nella spazzatura ”. Lourdes, racconto di Renzo Vinzio su effe #5 - illustrazione di Patrizio Anastasi
“E dice che ci sono troppe forme di vigliaccheria, una di queste si chiama sopravvivenza. E aggiunge, senza prendere fiato, con la tazza vuota fra le mani da minuti, che ci sono però infinite forme di amore, e che nessuna di queste si chiama speranza. Che se speri, è perché non desideri veramente, perché l’amore non è speranza ma volontà”.
da “Santiago”, un racconto di Cristiano Denanni su effe n.5 illustrazione di Daniela Tieni
effe n. 5
racconti di Gessica Franco Carlevero, Elena Chiattelli, Antonella Cilento, Cristiano Denanni, Davide Franchetto, Valeria La Rocca, Demetrio Paolin, Renzo Vinzio
illustrazioni di Patrizio Anastasi, Paolo Cattaneo, Alessandra De Cristofaro, Kero, Silvia Rocchi, Carol Rollo, Soniaqq, Daniela Tieni
copertina e pattern di Andreco
Save the date! giovedì 7 luglio 2016 Flanerì Birthday Party + Anteprima di effe - Periodico di Altre Narratività n.5 dalle ore 19.00 al Trabant Bar, Roma illustrazione di Alessandra De Cristofaro
link evento su fb ➡ https://goo.gl/L75hjw
effe n.5 è quasi pronto: otto racconti, otto illustratori e un nuovo colore. Seguiteci anche sulla nostra pagina fb https://www.facebook.com/effeperiodico/
Dal 4 al 18 maggio in mostra le stampe delle illustrazioni di effe #3 e effe #4 da HulaHoop Club, via F.L.De Magistris 91/93, Roma Illustrazioni di Eleonora Antonioni, Margherita Barrera, Darkam, Alessandra De Cristofaro, Mariachiara Di Giorgio, il Pistrice, littlepoints…, Misstendo, Amalia Mora, Sara Stefanini, Alina Vergnano, Daniele Castellano, Massimiliano Di Lauro, Alberto Fiocco, Giada Ganassin, Lucamaleonte, Elisa Macellari, Margherita Morotti, Viola Niccolai
«Loro vuotavano l’appartamento, portavano via i suoi vestiti, trascinavano il divano giù per le scale. Il vento dalla finestra spalancata faceva volare fogli di carta, entrava aria fredda che muoveva i vestiti, le tende, faceva vibrare i vetri. La stanza sembrò aprirsi, spalancarsi sulla strada, come se le mura stessero per crollare. C’era freddo, luce, spazio». Da nessuna parte | racconto di Valentina Maini | illustrazione di Giada Ganassin | effe #4
«Un ombra si muove dentro la stanza. Mi ripeto che non c’è niente di strano, anzi è giusto che sia così. La signora Anna viveva da sola ma qualcuno dovrà sbrigare le pratiche funerarie. Ecco, quel qualcuno ha acceso la luce. Perché dentro la casa c’è qualcuno. Il cielo è un vetro elettrico in frantumi, i fulmini si inseguono, si staccano, si scompongono come in un esperimento di Nikola Tesla».
La signora Anna | racconto di Vins Gallico | illustrazione di Alessandra De Cristofaro | effe #4
«Uscì dal camerino e puntò dritta verso la sala centrale della discoteca. Stava per attraversare l’ultima tenda quando il pavimento sussultò ancora, e stavolta più a lungo e in modo molto più forte. Dopo un attimo di esitazione, fece un passo indietro e poi uno in avanti. Perse l’equilibrio. La tenda le si rovesciò addosso insieme alla porta. Sdraiata e immobile a terra, vide crollare il soffitto».
La diva e il terremoto | racconto di Giovanni Truini | illustrazione di Elisa Macellari | effe #4