Il tuono tuona mentre la pioggia, piove. Il vivo, vive; perfino la notte, nota, degli occhi, azzurri, ora blu. E l’amato, ama, a modo suo. Egli sente, con la mente, con il corpo, con il mento, ma non mente, mentre prova, un sentimento, mestamente. Nel subbuglio, due delfini, blu come quegli occhi, immobili come quel corpo, nuotano in un mare di parole. Il vetro non vetra, perché taglia, squarcia; è un dono che dona e toglie, e taglia, e toglie, e dona, e suona, la sua musica, che è un blues. Sono vetri blu.es per occhi blu.es, i tuoi. E quando ti guardo lo sento, il blu.es, nelle vene, e te lo dico, all’orecchio, tra un accordo e l’altro. Che io ti blu.es. E mi stringi. E balliamo, sulla porta di casa, su quel blu.es che è anche un colore. Che è anche calore, in questa freddanotte. E intanto il tuono ha smesso di tuonare, e la pioggia di piovere. E l’amato diventa ricordo, si reinventa parola, lettera, d’amore, per te.