Paul is Dead (PID) - Teoria del Complotto #3
(I titoli delle canzoni, se cliccati, vi reindirizzano alla canzone originale, su spotify).
È uno dei complotti più famosi.
Pare che Paul McCartney sia morto il 9 novembre del 1966.
Il tutto iniziò quando l’ufficio stampa dei Beatles, nel settembre del 1966, iniziò a ricevere sempre più telefonate da persone curiose per l’accaduto. Tony Barrow, capo dell’ufficio stampa, si assicurò personalmente sulle condizioni di Paul e risultò vivo.
La leggenda si diffonde nel 1969, quando un dj Detroit racconta in radio di aver ricevuto una telefonata da un certo Tom che rivelava che Paul fosse morto in un incidente stradale il 9 novembre 1966. Stando alla leggenda, l'agente e i restanti Beatles, temendo varie crisi tra i fan, decisero di sostituirlo con un sosia.
I Beatles rimanenti avrebbero lasciato vari indizi che "dimostrano" la sua morte nelle copertine di alcuni album.
Nella copertina di Help! (foto sotto), pubblicato nel 1965, un anno prima della presunta morte del bassista, Paul sarebbe l’unico a non indossare il cappello.
Molti ritengono che sia senza per simboleggiare il fatto che sia un estraneo o una possibile decapitazione avvenuta nell’incidente.
Se si ascolta al contrario la title track si sentirebbe “Now we need a member” (”adesso abbiamo bisogno di un membro”).
Anche in Yesterday verrebbe fatto riferimento all’accaduto nella frase “I'm not half the man I used to be, there' s a shadow hanging over me” ("Non sono neanche metà dell'uomo che ero, c'è un'ombra che incombe su di me").
Vi ricordo però che l’incidente sarebbe avvenuto nel 66 e che l’album è uscito un anno prima.
Passiamo a Rubber Soul (foto sotto) anche questo pubblicato nel 1965.
La scritta sarebbe un cuore spezzato rovesciato. La foto, scattata dal basso, fa credere ai sostenitori che sia stata scattata dalla prospettiva della tomba del “vero” Paul.
Nella canzone Nowhere Man, contenuta nell’album, Lennon canta “Nowhere man, can you see me at all?” (”uomo invisibile, puoi vedermi?”), che i complottisti hanno interpretato come Lennon che parla a Paul sottoterra che ormai non può più vedere.
Revolver (foto sotto), pubblicato nel 1966, nella copertina (foto sotto, non me ne fa caricare altre, vi lascio i link) rappresenta Paul di profilo, al contrario degli altri.
Nelle canzoni “Taxman”, “Eleanor Rigby” e “She Said She Said” la morte sarebbe un tema ricorrente e si pensa che sia stato proprio questo album a far nascere la teoria.
In Taxman due frasi dicono "Se guidi un'auto" e "Se hai troppo freddo", la prima farebbe riferimento all’incidente, ma seconda viene interpretata come “se diventi troppo freddo”.
In Eleanor Rigby viene detto "Padre McKenzie, che scrive le parole di un sermone che nessuno ascolterà” e “pulendosi le mani dalla terra mentre si allontana dalla tomba". I versi si riferirebbero al funerale segreto di Paul, una messa che nessuno ascolterà e il prete che si pulisce le mani dopo averlo sotterrato.
Anche qui la teoria non regge in quanto l’album venne pubblicato ad agosto del 1966, mentre Paul sarebbe morto il 9 novembre 1966.
A Collection of Beatles Oldies (But Goldies!) i teorici hanno notato che la parola “oldies” termina con “dies”, ovvero “muore”.
Inoltre le lettere O e L nell’alfabeto precedono la P e la M. La parola simboleggerebbe dunque P. M. (Paul McCartney) Dies.
La copertina (foto sotto) raffigura anche un auto rivolta verso un personaggio, che i teorici hanno identificato come Paul.
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967) è l’album che probabilmente racchiude più indizi, ma ne metterò solo alcuni.
Gli indizi sulla copertina (foto sotto) sarebbero infiniti. A destra, seminascosto dalla pianta, è presente un personaggio che tiene una bambola. Questa persona indossa un guanto da automobilista macchiato di sangue.
In basso è presente una composizione floreale gialla che rappresenterebbe lo strumento di Paul, il basso, ma con una corda in meno.
Se si prende uno specchio e si appoggia, dall’alto, sulla scritta “Lonely Hearts”, tagliandola a metà, l’immagine riflessa riporterebbe “1 one 1″ e “he die”. I tre uno rappresenterebbero i tre componenti ancora tutti in vita, all’epoca, mentre “he die” fa riferimento a Paul.
In Magical Mistery Tour (foto sotto) la scritta “Beatles” se letta allo specchio mostrerebbe un numero, 5371438. Si dice che se quel numero fosse stato chiamato negli anni 60, un messaggio registrato avrebbe detto “ti stai avvicinando”.
Nello stesso album in Hello, Goodbye il “finto” Paul canta “you say goodbye, I say hello”, ovvero “tu dici addio, io dico ciao”, come a simboleggiare Paul che se ne va e il sosia che lo sostituisce.
Alla fine di Strawberry Field Forever pare che Lennon dica “I buried Paul” (ho sepolto Paul) al posto di “cranberry sauce”.
In Blue Jay Way Harrison canta “please don't be long, please don't you be very long”, che ascoltato al contrario dice “Paul is bloody, Paul is very very bloody“, ovvero “Paul è sanguinante, Paul è davvero molto sanguinante”.
Nel singolo Lady Madonna viene detto “i giornali di mercoledì mattina non arrivano”. Il giorno della presunta morte di Paul, l’11 novembre 1966, era un mercoledì e la frase starebbe a indicare il fatto che tutto sia stato tenuto nascosto alla stampa.
Nel White Album (foto sotto) nella traccia Revolution 9 viene ripetuto “number nine” tre volte e se ascoltato al contrario si può sentire “turn me on, dead man” ovvero “eccitami, uomo morto”. Number nine, nove, come la data della presunta morte di McCartney.
Nella copertina di Abbey Road (foto sotto) Paul è l’unico a non indossare le scarpe. Nella targa dell’auto a sinistra si legge “28IF”, ovvero “28 (anni) se (fosse ancora vivo)”, anche se quando fu scattata la foto Paul aveva ancora 27 anni.
Altri sostengono che invece Paul volesse abbandonare il gruppo, che ingaggiò un sosia e che questo portò allo scioglimento dei Beatles.
Molti fan notarono dei cambiamenti nei lineamenti del bassista, lineamenti che possono modificarsi nel tempo, come ad esempio la faccia che risulta meno gonfia e paffuta.
Scusate se non ho incluso tutti gli album e gli indizi, ma sono troppi e mi sono limitata a riportarne solo alcuni e solo tratti dagli album dei Beatles, dato che sono presenti anche negli album di McCartney solista. Potete trovarli tutti qui.
Io non credo a questa storia, ma avendo dato il via ad altre leggende simili, mi sembrava giusto condividerla. I Beatles probabilmente sapevano di queste voci, dato che arrivavano al loro ufficio stampa telefonate di gente che voleva spiegazioni, già da un anno prima della presunta morte. Avranno semplicemente colto l’occasione per lasciare finti indizi e far parlare di se. Ci terrei anche a ricordavi che il tutto può tranquillamente essere l’effetto di un condizionamento. Vi dicono che una canzone dica una determinata frase, il vostro cervello cercherà di trovarla e la sentirà sempre.
Anche “Highway to hell” degli AC/DC la seconda parte della canzone sembra che dica “le galline con le spine” al posto di “like a wheel, gonna spin it”. Prendete tutte le teorie con le pinze.
Qui il link con l’elenco di tutte le teorie che ho pubblicato nel blog.