Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
Friedrich Nietzsche

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@francesca85
Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
Friedrich Nietzsche
FIGLI
Ci sfidano, ci affrontano.
A volte ci offendono e sono pieni di rabbia.
Poi ci sorprendono con un gesto, un pensiero.
Ci fanno battere il cuore per il timore
e versare calde lacrime di scoraggiamento.
Ma anche gonfiare il petto d'orgoglio
sentire il sangue scaldarsi per la tenerezza.
Nell'immensità di sole cinque lettere
c'è un universo intero.
Tremendamente complicato.
Tremendamente bello.
Carolina Turroni 🖋
Torna pure a casa con i graffi figlio mio,
torna pure con gli autografi dei rovi sulla tua pelle, con le dediche del bosco e l’affetto del dirupo
stai attento ad arrampicarti sugli alberi ma non rinunciare mai a farlo che il mondo sopra la quercia nasconde un panorama migliore
che tra i rami del bosco non passa mai vento cattivo, le foglie filtrano sempre un’intenzione malvagia
non posso dirti di non farlo, io più di te ho sempre amato i bordi dei precipizi, posso solo dirti di scegliere con cura le scarpe giuste di fortificare lo sguardo di un militare e la leggerezza di un acrobata
la rapidità di un felino e la meditazione di un sasso
non rinunciare alle vette delle tue montagne preferite ma porta sempre con te una giacca a vento per il cuore che c’è sempre un momento in cui il sole va e il freddo viene, il momento in cui le ombre hanno il benvenuto dalla luce
torna pure a casa sporco di terra figlio mio
che tanto qui, per uscirne puliti bisogna far vedere alle montagne che non ci siamo mai tirati indietro
quando c’era da correre, da giocare e da tentare un volo, torna con le maglie strappate di gioco che è meglio ricucire una maglia piena di acchiapparella che poterla rimettere il giorno dopo perché non si è sporcata di niente
torna pure a casa pieno di vita, figlio mio
pieno di salti nel vuoto
pieno di atterraggi nel pieno
pieno di vertigini tenaci
di altezze vinte e di basi salde
di felicità divertite e di coraggi stimolati
torna pure a casa che non hai rinunciato un solo attimo a prepararti come si deve per il giorno in cui avrai un sogno.
(Gio Evan)
Easter Time 🐇
Source : Pinterest
Com'è profondo l'abisso ch'è in me.
“Ti vorrei accanto
perché nella testa
non è più abbastanza.”
— Marzia Sicignano
Qualcuno mi ha detto: “Oggi sembravi triste”.
Ho risposto: “Sono triste tutti i giorni, ma oggi non avevo l'energia per nasconderlo”.
Ma quanti strappi può reggere un cuore?
Le donne fanno spesso l'errore di perdersi.
Si perdono in amori sbagliati,
in storie che le consumano,
in amicizie deludenti,
in giornate tristi.
A volte, le donne si consumano.
E un poco alla volta smettono di sorridere,
di ballare, di meravigliarsi.
E poi fanno l'errore più grande.
Si dimenticano chi sono e come lo sono diventate.
Dimenticano di essere speciali. E rare.
Poi, però, ed è questa la bellezza delle donne, arriva un giorno in cui stravolgono tutto,
e dicono "no, così non va".
E riaprono gli occhi.
E in quel momento,
guardandosi allo specchio, si ritrovano.
In uno sguardo nuovo.
In una pettinatura insolita.
In una sfrontatezza improvvisa.
Si riscoprono uguali, ma diverse.
Più forti. Più vive.
Ed è bellissimo quando una donna... si innamora di sé stessa.
Riccardo Bertoldi
“Fortis in arduris”
Sii forte nei momenti difficili
Ci hanno insegnato che bisogna essere forti.
Non è vero.
Non lo siamo.
Non lo siamo mai stati.
Non sempre.
Non abbastanza.
(Fabio Palombo)
“Ti diranno che tutto passa. Ti diranno che tutto passa ma non ti diranno dove. Passerà nelle vene, nelle ossa, tra i contorni del tuo viso, in ogni muscolo, in ogni goccia di sangue, tra i tuoi sorrisi, nelle tue lacrime, attraverso quel vuoto che scaverà nello stomaco. E passerà senza pietà, senza chiederti il permesso. E passerà, e ti cambierà. E resisterai, e passerà. Avrai nuovo inizio, un’altra vita. Ma nelle giornate no, in un momento di crisi, in un attimo di debolezza… beh, solo una cosa ti tornerà alla mente. Un segno sul cuore, una cicatrice rimarginata ma mai guarita. Il desiderio più grande, una stella cadente, la monetina lanciata nella fontana, le striature bianche nel cielo. Un nome e un paio d’occhi. Perché, ragazzo mio, alcune cose finiscono. Ma altre, semplicemente… finiscono di meno. E saranno l’eco assordante del silenzio con cui fingerai non ne sia mai valsa la pena. Vedrai la tua stessa casa bruciare, senza poter far nulla per salvarla. Ti sentirai stupido quando ascolterai le stesse vecchie canzoni, quando avrai paura del buio e ancora di più della luce, quando piangerai in mezzo alla gente con gli occhi asciutti. Ma proprio in quelle giornate no, in quei momenti di crisi, in quegli attimi di debolezza… quando vivere non ti basterà più, allora ricorderai. E scaverai nel tuo passato, e ti farai del male. Lo farai. Dovrai. Perché dimenticare è impossibile. E ricordare è il solo modo che esiste per imparare a non farlo più.”