Gentili Tumblere e Tumbleri, questo mese abbiamo deciso di deliziare i vostri occhi intervistando un’illustratrice che non potrete dimenticare tanto facilmente: @beatricecerocchi vi fa tornare bambini, proiettando un mondo fantastico e colorato.
Ciao Beatrice, raccontaci di te. Chi sei, da dove vieni, cosa fai?
Ciao! Sono Beatrice Cerocchi, sono un architetto con la passione per l'illustrazione. L'anno scorso dopo essermi laureata in Architettura a Roma mi sono trasferita a Milano per frequentare il MiMaster, un master in illustrazione editoriale. Lì ho avuto modo di affrontare i diversi ambiti dell'illustrazione: dai magazine, agli albi illustrati, alle copertine di libri, alle infografiche, il tutto diretto e coordinato da grandi professionisti. Attualmente lavoro come illustratrice freelance e grafica, ho illustrato un piccolo libro per Edizioni EL e ne ho altri in cantiere.
Hai uno stile molto particolare, che non passa inosservato. Qual è la tua fonte d'ispirazione?
Mi capita spesso di uscire a disegnare. Sicuramente la realtà, tutto quello che mi circonda, è la mia fonte d'ispirazione primaria. Sono un'osservatrice, noto dettagli che altri attorno a me non noterebbero mai: direi che gli occhi sono il mio strumento di lavoro principale. Mi piace viaggiare, vedere nuove città, visitare mostre, mi interessa l'arte e l'architettura.
Secondo te cosa colpisce di più dei tuoi disegni?
Probabilmente la sintesi delle forme e lo studio della composizione. Questa semplicità può attirare il pubblico dei più piccoli. Qualcuno mi ha scritto che i miei disegni “sono illustrazioni senza tempo”, da qui ho capito che questi miei disegni suscitano anche negli adulti una forza evocativa di qualcosa che è passato, nascosto nella memoria ma pronto a ritornare attuale.