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♥♥♥ #gift #mylove #flowers #colors #happy #love #cariniecoccolosi (presso Catania)
Mario Giacomelli & App-mail
Mario Giacomelli.. perché ho scelto proprio lui nel sito monografia?
Il grande Mario Giacomelli, ha commosso con le sue forti foto, con la sua umanità e umiltà, e la sua ricerca. Che sia poeta, pittore e tipografo non stupisce. Giacomelli è anche fotografo.
“Ciò che conta è quello che nasce nella mia mente”, diceva.
Lui fotografa la scomparsa, le sue paure, le sue ossessioni, mascherandole dietro le serie.
Utilizzando lunghi processi tipografici, presto comincia a liberare i suoi lavori da ogni traccia di materia, alla ricerca del significato autentico delle cose.
Giacomelli inizia proprio con la tipografia, per poi passare alla pittura, alla scrittura di poesie e infine alla fotografia. Utilizza un medio formato, senza esposimetro con una mascherina per ridurre il formato da 6x9 a 6x8. Cura i contrasti, utilizza la scarsa profondità di campo e il mosso. Nella grande tradizione del lavoro in bianco e nero, cerca una carta sufficientemente ricca d’argento per poter sviluppare punti specifici con tempi di sviluppo diversi. Giacomelli domina perfettamente la tecnica dello sviluppo con bianchi chiari e profondità variabile nei neri. È altrettanto aggressivo nella tecnica che nella scelta dei soggetti: talvolta graffia la pellicola, usa la sovraesposizione o gioca con i negativi. Adopera e domina i materiali per esprimere principalmente un messaggio. Non ama le manipolazioni in laboratorio, preferisce passare dal soggetto al messaggio nel modo più diretto possibile. Quando interviene, lo fa da pittore.
Esaminando un po’ il suo vasto portfolio, ho potuto notare una ricerca che lo contraddistingue in tutta la sua carriera:
-Agli inizi i soggetti sono diversi, e solitamente molto classici: ritratti, nudi, nature morte.
- Successivamente inizia una ricerca approfondita, che prosegue per tutta la sua esistenza, su paesaggi della sua regione, in maniera sempre più grafica.
-Realizza delle foto molto forti sull’ Ospizio di Senigallia, dove lavora sua madre, e con il permesso dei responsabili realizza i primi reportage sugli anziani.
Vecchiaia, morte, e lo scorrere del tempo: ecco ciò che si nota a primo impatto.
-Lourdes: dove fotografa la processione di fedeli che da tutto il mondo si incontrano per pregare la Madonna o per sperare in una guarigione. - In Puglia, dove realizza un reportage sulla gente del Gargano. L’arretratezza sociale e la miseria si leggono sui volti della gente, facendoci rivivere una Puglia abbastanza impoverita.
-Immagini scattate a Senigallia che raccontano l’amore di una coppia di ragazzi. -“Mattatoio”: che è ambientato all’interno dei macelli di Senigallia, e le grida delle bestie uccise sono il motivo per cui Giacomelli decide di non tornare a fotografare più quel luogo.
-Una serie di immagini che descrivono i momenti di ricreazione nel Seminario Vescovile di Senigallia, i cosiddetti “pretini” dove l'effetto manuale di stampa amplifica l'effetto grafico e il contrasto con il nero delle tonache su uno sfondo che appare di sola luce bianca. L'idea del movimento è accentuata dalla bassa velocità che serve a creare immagini parzialmente sfocate, mentre la neve è scelta per l'effetto di contrasto e ideale per scatenare la voglia di gioco. -Scatta una serie di ritratti all’artista Walter Bastari. Il bianco e nero della stampa conferiscono alle immagini un aspetto irreale; in questa serie fanno la comparsa alcuni "oggetti non veri”: uccelli di plastica, un cane di gesso, una bambola.. che nei seguenti lavori invaderanno lo spazio fotografico in maniera sempre più evidente, creando una sorta di teatro surreale allestito da Giacomelli stesso. -Giacomelli si avvicina agli ultimi anni della sua vita. Tra le immagini il fotografo sceglie di raffigurare se stesso, per poi scomparire, mostrando lo stesso scenario vuoto nell’immagine successiva.
Per quanto riguarda il sito app-mail ho realizzato il sito Outlook.com, utilizzando il logo caratteristico del marchio in modo da rendere esplicito sin dall’inizio lo scopo della pagina web.
Ho utilizzato colori che richiamano quelli del logo stesso, in modo da rendere più uniforme il sito stesso.
Ho realizzato tre pagine:
-L’home page: che raffigura il logo dell’app posta sullo sfondo, e una breve frase che introduce le funzionalità del sito.
-Gallery: raffigura degli screenshot, su ciò che è possibile fare con l’app
-Caratteristiche: dove vengono spiegate passo passo le caratteristiche dell’app mail, e cosa è possibile fare.
Web Design: la vendetta
Web design: La vendetta.
Risale al 16 novembre 2012 (seconda lezione di Web design) il primo “tema” delle famose 700 parole su ciò che avevamo appreso i primi due giorni di lezione. Da quel giorno più di un anno è passato, e molti argomenti sono stati affrontati durante quelle dieci lezioni..
L’argomento principale :ovvero Html e Css.
Ed è proprio su entrambi che si sono sviluppati i vari esercizi sui siti web. Adesso però specifichiamo meglio, cos’è l’Html?
Innanzitutto NON è un linguaggio di programmazione, la sua funzione principale è definire testi, i contenuti.. in poche parole è la struttura basilare di una pagina web. Una pagina Html all’interno deve possedere dei tag, che permettono al browser di leggerli e visualizzarli. Cosa sono i tag?
I tag sono delle istruzioni, possono essere:
-tag in linea: tag che occupano solo lo spazio del suo contenitore
-tag in blocco: tag che occupano tutto lo spazio che hanno a disposizione.
I tag devono sempre aprirsi e chiudersi <b> …… </b>
Per realizzare un sito web è indispensabile conoscere almeno 10-15 tag.
Ci sono diversi tipi di tag:
-html: tag che definisce la pagina
-head:tag che da informazioni sulla pagina web (titolo- parole chiave- richiamo di file esterni- informazioni non visibili della pagina...)
-body: tag che definisce tutto ciò che si vede (testo, link, immagini..)
Link: ahref, serve a creare collegamenti a pagine esterne (in cui è possibile linkare tanti contenuti: pdf, immagini, file zip..)
-testo: il testo è il contenuto di una pagina web.
Es( <h1>”Il Web Design è bello”</h1>)
Inoltre ogni pagina web deve essere definita in aree.
Come si crea? Con Dreamweaver, nuovo Html (che come abbiamo detto in precedenza serve a creare la struttura base) quindi bisogna specificare la testata, il logo, la navigazione (liste), contenuti, footer…
Non è stato specificato che, inizialmente bisogna però creare una sorta di “storyboard” su Photoshop, che prevede la struttura del nostro futuro sito web.
Ritornando a Dreamweaver (che ha fatto si che la struttura base del nostro sito ci sia) bisogna “dare la forma” grazie al CSS, e cambiando quindi le proprietà dei tag stessi.
Il passo successivo durante le lezioni è stato lo svolgimento di alcuni esercizi, per poi ripeterli e riprovarci una volta ritornati a casa.
Iniziando con ”Scuola Idea”, “Scuola Cucina”, procedendo con il “Font face” (dove personalmente ho scoperto che grazie al sito “FontSquirrel” è possibile scaricare dal web caratteri free), la “Photogallery”, lo “Slider” (grazie allo Jquery), per poi passare al primo esercizio ovvero “Scuola Idea” cercando di creare all’interno pagine interne, creando cosi un piccolo sito web, che abbia solamente un CSS.
Un mese dopo l’inizio della prima lezione, si è parlato dell’uso del Responsive nel Web Design.
Nel Responsive non si lavora più in pixel, ma in spazi di colonne da occupare, in poche parole bisogna ragionare in percentuale.
Ecco l’esempio che è stato fatto a lezione:
-Bisogna dividere il contenuto rispetto al contenitore
(contenuto) 300 : 960 (contenitore) = 0,3125 dal quale si eliminerà lo zero iniziale,
diventando così 31.25%.
A questo punto il Responsive è stato affrontato in “Scuola Idea”.
-trasformando tutte le colonne in percentuale
-dando sia a immagine che a contenitore la proprietà “max width”
-breakpoint (che è utile per rimpicciolire la finestra del sito)
-e come abbiamo detto prima dividere il contenuto rispetto al contenitore.
Oltre ai vari eserciti affrontati durante le lezioni e non, vi è stata anche la visione di parecchie slide: dalla presentazione del corso, agli esercizi della tipografia, delle citazioni, per poi arrivare al colore, all’ html, e cosi via…
Concludo con le ultime frasi-affermazioni che ho appena trovato sul mio quaderno di appunti, che risale all’ormai lontana ultima lezione di Web Design.
“Il Web Design inizialmente parte da una pagina, ma voi dovete fare in modo che esca fuori…” L’esempio che è stato fatto è quello di Instagram.
Instagram è un' applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri, e condividerle su numerosi servizi di social network, come: Facebook, Foursquare, Tumblr, Flickr..
Dal lancio avvenuto nel lontano 2010, Instagram ha avuto un successo enorme, per arrivare fino ai giorni d’oggi dove è stata aggiunta lapossibilità di girare e condividere video della durata tra i 3 e i 15 secondi.
CPF. #tesi #hitchcock #cpf #oggieundici #abact #accademiadibellearti #catania (presso Accademia Belle Arti)
Mega enormi tortine tomarchio! :3 #supermercato #food #sweet #tortinatomarchio #good #love (presso Auchan)
#riflessi #me #tree #sky #water #colors #light #trecastagni (presso Trecastagni)
Still life today #photography #lesson #salaposa #stilllife #bread #light #nikonD800 #accademiadibellearti #catania (presso Accademia Belle Arti)
#study #book #cinema #movie #hitchcock #abact #tesi #accademiadibellearti #catania (presso Accademia Belle Arti)
#today #shooting #photography #photo #place #accademiadibellearti #hotelnettuno #catania (presso Hotel Nettuno Catania)
#today #lostatodellecose #wimwenders #movie #film #photography #lesson #abact #accademiadibellearti #catania (presso Accademia Belle Arti)
Relazione Social Network
E’ passato più di un anno dalla prima lezione di Web design, precisamente parliamo del 15/11/2012.
Ricordo quel giorno abbastanza bene, e soprattutto ricordo l’affermazione “Dovete trasferirvi online per i prossimi tre mesi, dovete essere UTENTI!” La cosa che mi ha “turbato” particolarmente è stata l’iscrizione a 6 social network di cui non conoscevo l’esistenza(tranne per Facebook), ovvero Pinterest, Twitter, Behance, Tumblr, Colour Lovers e Facebook.
Come detto prima ai tempi possedevo solo Facebook, social network diventato sempre più di “moda”, adesso devo dire che è stato piacevole e utile venirne a conoscenza e usarli.
Iniziamo dal primo:
-Facebook: dopo il lancio del 2004 è diventato anno dopo anno il sito più visitato al mondo. Facebook ha dato una svolta alle interazioni sociali, alla socializzazione..
La registrazione è molto semplice: basta compilare dati anagrafici, e indirizzo email ed ecco che si entra “magicamente” nel grande mondo social. Il prossimo passo è quello della personalizzazione di un profilo, dove è possibile inserire interessi, preferenze televisive, musicali, aggiungere album fotografici che documentino attimi della giornata, immagine del profilo in modo da avere un’identità (vera o falsa che sia) e aggiungere i cosiddetti “amici” per scambiarsi idee, messaggi e interagire sul web.
Inoltre Facebook prevede la creazione di gruppi(privati o pubblici che siano) in modo da condividere con altri utenti interessi, comunicazioni, esercizi universitari..
-Pinterest: lanciato invece nel 2010, è un altro social network che si basa sulla condivisione di immagini e talvolta video. L’idea è stata quella di creare un catalogo online, che permette agli utenti di creare bacheche(segrete o meno) sul proprio profilo, e “pinnare” (ovvero appendere) fotografie realizzate da noi(e non), o semplicemente “repinnare” foto inserite da altri utenti, che compaiono nell’home page in ordine cronologico. Pinterest inoltre può interagire con Facebook, Twitter..(di cui parleremo a breve)
-Behance: è una piattaforma web che permette ad artisti professionisti o dilettanti di presentare propri lavori che spaziano dalla fotografia, grafica, illustrazione ecc..
L’utilizzo è molto semplice e intuitivo, superata l’iscrizione con i propri dati è arrivato il momento di inserire un proprio portfolio, selezionando le immagini scelte, intitolando il progetto, e aggiungendo dei tag in modo da poter essere visualizzato da un numero maggiore di utenti, e in modo da catalogare il progetto tra le varie categorie presentate.
Su Behance si possono trovare tra i migliori fotografi, grafici, illustratori del momento e del mondo intero, che presentano i propri lavori, sotto forma di “progetti”.
-Tumblr: lanciato nel 2007, è una vera e propria piattaforma blog che consente la condivisione di foto, testo, link, video ecc... il blog è personalizzabile grazie ai temi che si possono cambiare a seconda delle preferenze, e alla grafica(dal font, al layout).
Le interazioni con gli altri utenti e con ciò che postano avvengono grazie alla dashboard (home page di Tumblr) che accumula gli aggiornamenti giornalieri dei vari utenti che seguiamo. Anche in questo caso è un social network facilmente intuibile, con una grafica semplice ma al tempo stesso efficace.
-Twitter: lanciato nel 2006, è un social network che ha la caratteristica del famoso “Tweet” tradotto come “cinguettio” ovvero la possibilità di scrivere uno stato, un pensiero, una citazione di massimo 140 caratteri. Ogni messaggio può essere accompagnato da un “hashtag” parole precedute da un “#” che creano un collegamento a tutti i messaggi precedenti che possiedono la stessa parola utilizzata per l’hashtag.
Il social è diventato popolare per la sua semplicità d’uso, il profilo personale inoltre è personalizzabile. A differenza di Facebook non esiste una chat con annesso l’invio dei file, e inoltre gli “amici” diventano in questo caso dei “follower”. Quando si sceglie di seguire qualcuno, i tweet appena pubblicati vengono visualizzati nella home page in ordine cronologico in modo da poter seguire in tempo reale ciò che avviene nel mondo.
-ColourLovers: fondato nel 2004, ColourLovers in poche parole è un social network realizzato per gli appassionati del colore. In questa comunità si possono creare grazie ad appositi strumenti: Colori, Palette, Pattern e forme, in modo personalizzato a seconda dei gusti dell’utente, e della finilità del lavoro stesso, cosi come nei social network elencati precedentemente anche in questo caso è possibile creare dei tags, o hashtag attraverso parole chiave, ed è possibile condividere i colori appena realizzati in modo che i nostri followers (e non) possano guardarli. Viceversa noi, attraverso l’home page abbiamo sotto controllo tutto ciò che è stato creato dagli utenti: dalle palette ai colori.
Per concludere la mia esperienza con i social posso dire di essermi ricreduta, un anno fa pensavo di non aver bisogno di conoscere altri social network oltre Facebook, adesso posso dire che mi sono serviti sia per conoscere lavori provenienti da tutto il mondo, e sia per pubblicizzare e far vedere ciò che provo a fare fuori e dentro l’Accademia di Belle Arti.
"Oltre"
#photo #photography #accademiadibellearti #catania
Relazione "Web design per creativi, grafici, sviluppatori"
Parleremo di “Web Design per creativi,grafici, sviluppatori” un libro che ha la finalità di dare gli strumenti necessari sia a chi si “perde” nel web design, e sia a chi è un po più esperto nel campo, attraverso esempi. L’autore è Jason Beaird designer e sviluppatore che condivide con noi la sua passione per il web.
Il libro si suddivide in cinque capitoli:Layout e composizione, Il colore, La texture, La tipografia, Le immagini.
1 Layout e composizione
Per la creazione di un sito originale e piacevole agli occhi allo stesso tempo, bisogna innanzitutto soddisfare le esigenze del cliente, attraverso il cosiddetto “comp” di design, (una simulazione di un layout su carta) dove bisogna concentrarsi su: osservazione, analisi e implementazione.
-L’osservazione: prevede più incontri con il cliente stesso, dove la comunicazione gioca un ruolo fondamentale
-L’analisi: in questa fase le informazioni recepite in precedenza con il cliente vengono analizzate
-L’implementazione: ovvero la creazione di un layout, attenzione attenzione..su un foglio di carta!
Una pagina web può essere costituita da una serie di blocchi (a seconda delle dimensioni e dal genere di sito web che si deve realizzare). Abbiamo:
-Blocco contenitore(container) la sua presenza garantisce l’inserimento del contenuto della pagina
-Blocco del marchio(logo) si associa il termine “identità” di un’azienda con il suo marchio, ovvero il brand
-Blocco navigazione(navigation) deve essere semplice da individuare e da utilizzare
-Blocco contenuto(content) è importante che il contenuto sia sempre il punto centrale
-Blocco piè di pagina(footer) contiene copyright, info legali…
-Blocco vuoto(whitespace) aree che non contengono testo o immagini, ma che assumono la stessa importanza dei contenuti
Altri concetti sono fondamentali: l’equilibrio che può essere simmetrico(quando gli elementi di una composizione sono identici) e asimmetrico(che invece implica la presenza di oggetti di diversa forma, dimensione, colore..)
Per ottenere un’unità del layout abbiamo a disposizione la prossimità,la ripetizione,l’enfasi, il posizionamento, la continuità, l’isolamento, il contrasto e la proporzione.
Inoltre abbiamo diversi tipi di layout: navigazione a colonna sinistra, a colonna destra e a tre colonne. I layout possono essere anche a larghezza fissa(semplici da progettare e da gestire),larghezza variabile(detto anche fluido), e dinamico(che si adattano a larghezze diverse).
2 Il colore
La scelta del colore non è facile come sembra, anzi bisognerebbe approcciarsi meglio ad essi in modo da usarli nel miglior modo possibile. Si deve sempre tener conto dell’utente in primis e della pagina web che si andrà a creare. Attributi inoltre che interessano i colori sono: la temperatura colore,i valori cromatici, e la saturazione.
Per quanto riguarda invece la visualizzazione sullo schermo, i colori sono basati su un modello RGB, mentre per la stampa su un modello CMYK. Esistono sei schemi colore usati(per trovare delle combinazioni di colori) e sono: schema monocromatico, colori analoghi, colori complementari, colori split complementari, colori triadici e colori a rettangolo.
3 La texture
Si intende un elemento che caratterizza l’aspetto o la sensazione provocata dalla superficie di un oggetto. Tutto ciò si ha grazie a: punti(l’unità di misura sono i pixel, la composizione di questi pixel genera l’immagine digitale visualizzata dal computer), linee (la linea è l’elemento più comune e uno dei più espressivi), forme(due estremità di una linea generano una forma), volume e profondità (attraverso la prospettiva, le proporzioni, luci e ombre) pattern(che grazie al CSS possono essere applicati a qualsiasi elemento)
4 La tipografia
L’obiettivo principale sta nel comunicare qualcosa, e la tipografia ha proprio questa finalità: saper comunicare attraverso la scelta corretta dei font.
Si è giunti al momento di portare il testo nel Web, e di scegliere i font da visualizzare in un browser. I font comuni a tutti sono un po limitati, infatti l’aspetto negativo della cosiddetta “safe list” è proprio questo. Per visualizzare un testo nel Web abbiamo diversi metodi: il metodo Phark che serve a sostituire il testo con un’immagine, e successivamente il metodo ideato da Jason Cranford Teague ovvero il @font-face(permette di visualizzare testo in un sito web utilizzando font che non sono installati nel computer). Esistono diversi metodi per modificare un testo e sono:
-Kerming: modifica lo spazio tra le singole lettere
-Tracking: modifica la spaziatura orizzontale tra i caratteri, ma aumenta lo spazio tra una lettera e quella vicina
-Interlinea: la spaziatura verticale tra le righe di testo
-Giustificazione: la spaziatura tra lettere e parole
Ogni famiglia di font ha delle proprie caratteristiche, abbiamo: il Font serif(con grazie), il Font sans serif(le grazie vengono eliminate),il Font di scrittura a mano(aspetto negativo: non vi era uniformità nei caratteri, aspetto positivo: la personalità del testo scritto), il Font a larghezza fissa(spaziatura proporzionale), Font novelty(decorativi o fantasy), Font dingbat(caratteri ornamentali)
5 Le immagini
Anche le immagini possono presentare dei problemi: dalla scelta dei file alle fonti. Prima di scegliere delle immagini bisogna rispondere alle seguenti domande.
-E’ pertinente?
Immagini pertinenti aggiungono interesse al design e arricchiscono il contenuto di una pagina web.
-E’ interessante?
Si può evitare di considerarla come priorità.
-E’ affascinante?
Immagini piacevoli esteticamente possono essere efficaci per catturare l’attenzione.
Bisogna però fare attenzione alle fonti delle immagini, abbiamo tre opzioni:
-Fotografare per conto proprio
-Acquistare immagini da archivi fotografici
-Ingaggiare un fotografo professionista.
Vi sono anche dei metodi non consigliati, ovvero: prelevare immagini da Google, e l’utilizzo delle clipart. Mentre invece i “ritagli creativi” sono consentiti.
Per quanto riguarda i formati sono tre supportati dai browser:
-JPEG: formato di piccole dimensioni a 24 bit
-GIF: formato a 8 bit, che supporta fino a 256 colori
-PNG: formato a 8 e 24 bit
Appunti sul design per dispositivi mobile
Oggi gli utenti accedono al Web da tablet, smartphone.. Aumentano le possibilità, ma anche i problemi da affrontare, bisogna risolvere questo problema cercando quindi di adattare le pagine web a ogni tipo di schermo e a ogni tipo di esigenza.
Relazione "Don't make me think"
Analizzeremo “Don’t make me think” dello specialista Steve Krug che osserva come la gente reale riesce(o non) a cavarsela davanti a un sito web, e ci spiega anche le soluzioni.
1° Capitolo
La prima legge sull’usabilità “Don’t make me think!”
Quando guardo una pagina web dovrebbe essere ovvia e autoesplicativa, ogni punto interrogativo aumenterebbe il nostro pensiero. Bisognerebbe rendere ogni pagina evidente in modo che al primo sguardo l’utente saprà come usarla.
2° Capitolo
La gente il più delle volte “getta un’occhiata” a ogni nuova pagina, scorre parte del testo senza troppa importanza, e clicca sul primo link che cattura la loro attenzione.
Come abbiamo appena detto la gente spreca poco tempo a leggere, essenzialmente perché:
-Solitamente andiamo di fretta
-Sappiamo di non aver bisogno di leggere tutto(e siamo bravi nel farlo)
-Sbagliare non comporta nulla
-Indovinare, e dare spazio alla casualità risulta più divertente
Infatti non appena troviamo un link che potrebbe interessarci, la prima cosa che facciamo è cliccarci, senza pensarci due volte.
3° Capitolo
Ci sono però cinque passaggi per far in modo che gli utenti vedano:
-Creare in ogni pagina una chiara gerarchia visiva
-Sfruttare le convenzioni
-Dividere le pagine in aree ben definite
-Rendere ovvio ciò che è cliccabile
-Minimizzare il “rumore”
4° Capitolo
La seconda legge sull’usabilità: agli utenti non importano i molti click, finchè ogni click è indolore e finchè hanno la fiducia di essere sulla pista giusta.
5° Capitolo
La terza legge sull’usabilità: omettere le parole inutili.
In molte pagine web si ha l’impressione che molte parole servano solo a riempire lo spazio bianco, invece si dovrebbe dimezzare il contenuto in modo che il testo non diventi un vero e proprio “elemento decorativo” della pagina web.
6° Capitolo
Esplorare il web è come muoversi in uno spazio fisico, in uno spazio web:
-Non vi è il senso delle proporzioni: anzi abbiamo a malapena idea della sua grandezza
-Non vi è il senso della direzione: non c’è destra, sinistra,alto basso..
-Non vi è il senso della posizione.
Sul web ci creiamo un percorso cliccando sui link, ciò ci spiega anche l’importanza della Home page: dei luoghi immobili che consentono una nuova partenza.
7° Capitolo
La Home page deve contenere:
-Identità del sito e missione: deve dirmi che sito è e a cosa serve
-Gerarchia del sito: deve offrire una visione d’insieme di quanto il sito ha da offrire
-Ricerca: search box
-Stimoli: deve attirare l’attenzione
-Contenuti opportuni: il contenuto dovrà essere aggiornato
-Affari: deve accogliere pubblicità, promozioni...
-Scorciatoie: link, in modo da arrivare più velocemente alle informazioni
-Registrazione: link per l’iscrizione dei nuovi utenti(se il sito prevede questa funzione)
-Mostrarmi cosa sto cercando: deve rendere ovvio come trovare quello che voglio.
8° Capitolo
I temp di sviluppo web non riescono a prendere decisioni in merito a problemi relativi all’usabilità, oltre a perdere tempo creano tensione.
L’unico modo per fare che ciò non accada è il test.
9° Capitolo
Spesso si utilizzano i cosiddetti focus group, dove si studiano le reazioni a idee e progetti di un gruppetto di persone. Possono dare ottimi risultati per determinare desideri, bisogni e gusti del pubblico.
Vi sono parecchi motivi per cui fare il test:
-Se si vuole un gran sito, bisogna testarlo
-Testare un solo utente è meglio che non testarne nessuno
-Lo scopo del test è quello di dare forma al vostro giudizio
10° Capitolo
Qui si illustra come condurre il test:
-Provate prima voi stessi il test: provate a fare tutto ciò che andrete a chiedere ai partecipanti.
-Proteggete i partecipanti: prevenire qualsiasi danno all’autostima degli utenti
-Stabilite un contatto: siate cordiali, pazienti
-Cercate di vedere i pensieri formarsi sopra la loro testa: osservare il loro processo mentale
-Non date loro indicazioni su cosa fare
-Istruzioni semplici
-Porre continuamente domande
-Non abbiate paura di improvvisare
-Non rimanete delusi se l’utente si rivela privo di esperienza
-Prendete appunti
11° Capitolo
Successivamente bisogna esaminare i risultati ottenuti:
-Triage: ovvero esaminare i problemi rilevati e decidere quali risolvere
-Problem solving: capire come sistemarli.
Solitamente i problemi più frequenti sono i seguenti:
-Gli utenti non hanno chiaro il concept: pur sforzandosi, non ci arrivano
-Non ci sono le parole che cercano
-C’è troppa carne al fuoco: ridurre il “rumore”
Vanno invece ignorati i problemi “kayal” in cui gli utenti si smarriscono solo momentaneamente, e bisogna cercare di resistere all’impulso di aggiungere ulteriori cose in modo da non far confondere maggiormente gli utenti, anzi la soluzione giusta sarebbe quella di togliere qualcosa.
Work in progress #shooting #photo #makeup #light #misterbianco
In mostra! #photo #exhibition #accademia #lovecigo #portedicatania (presso Centro Commerciale Porte di Catania)