“Quando scrivi qualcosa di nuovo dimmelo,
che mi piace leggerti...”

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Kiana Khansmith

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@giorgiadale
“Quando scrivi qualcosa di nuovo dimmelo,
che mi piace leggerti...”
9 lines 100 feelings
"Lei non era mai troppo bella...lei era come l'arte e l'arte non è nata per essere bella, l'arte è nata per farti provare qualcosa".
Cafunè (portoghese)
L’atto di passare delicatamente le dita fra i capelli di qualcuno.
Ma l'arte la fanno i pazzi, i solitari e i dannati. L'arte non viene mai dalla felicità.
@laragazzadiplastica (via laragazzadiplastica)
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Mi sono innamorata per caso. Ricordo che era Gennaio, non ricordo il giorno preciso, perchè un giorno preciso non c'è stato. Era una delle tante mattine di Gennaio, non avevo voglia di prendere l'autobus e tanto meno di andare a scuola, non avevo voglia di niente e la musica quel giorno non bastava. Ecco, io non ricordo il giorno esatto ma ricordo che cominciai a cercarlo ogni mattina con lo sguardo, ricordo che appena salita sull'autobus il primo pensiero non era più timbrare il biglietto ma cercare i suoi occhi tra quei studenti svogliati e quei lavoratori assonnati. Il mese di Gennaio passò in fretta ed io avevo imparato a memoria i lineamenti del suo viso, e mentre la speranza di vederlo cresceva, il coraggio di parlare con lui non esisteva. I mesi volarono e la scuola finì, l'estate portò via ogni ricordo e ogni paranoia che durante l'inverno avevano torturato la mia mente. Il ricordo di lui cominció a sbiadire piano piano fino a scomparire del tutto, storia finita, occhi dimenticati. Ma ritornò Settembre con le sue piogge e il suo vento freddo, ritornò la scuola e il bisogno di prendere l'autobus. Ma lui non c'era, i suoi occhi erano scomparsi, delle sue cuffie nere neanche l'ombra, dove era andato a finire? Forse era stato tutto uno scherzo della mia mente, forse le sue cuffie nere, il suo sorriso dolce e i suoi occhi erano frutto della mia mancanza d'amore, mancanza di qualcuno da amare, forse si era trasferito in un altra città o semplicemente aveva smesso di prendere l'autobus. Quante ipotesi assurde per capire dove fosse andato a finire quel ragazzo che per mesi mi aveva fatto sorridere senza neanche saperlo. Non volevo neanche piú prenderlo quell'autobus, nonostante ci fossero tantissime persone, a me sembrava vuoto. Ed è davvero assurdo come possa pesare l'assenza di qualcuno che non conosci neanche, ma era proprio cosi e non riuscivo a spiegarmi neanche il perchè, perchè l'assenza di uno sconosciuto faceva sembrare vuoto quell'autobus? È proprio nelle mattine peggiori che ricevi quello che non ti aspetti, perchè in una delle mie mattine piú brutte vidi lui, lui e quei suoi occhi infiniti come l'universo, lui e il suo tanto dolce sorriso. Siamo a Dicembre, il mese del Natale, della neve, dell'albero e dei regali. Siamo a Dicembre, quasi un anno da quando ho visto i suoi occhi e non so come, ma in quegli occhi mi sono persa. Ogni mattina lui è lì, con le sue cuffie nere, con il suo dolce sorriso e con i suoi bellissimi occhi, non ho il coraggio di parlargli, non lo riesco proprio a trovare, ma se mai dovessi farlo la prima cosa che gli dirò, sarà che in quelle mattine di Gennaio, i suoi occhi, senza saperlo, hanno cominciato a salvarmi.
Ragazza-Sbagliata. (via ragazza-sbagliata)
Figlio mio adoratissimo, se tua madre ti ha dato questa lettera probabilmente non sono sopravvissuto alla guerra. Guerra. La devi ripetere spesso questa parola, ripetila perché la gente la vuole sentire poco, ha paura di nominarla, ha paura di darle concretezza. Ma c’è. Esiste. La guerra è presente in ogni paese e in ogni momento storico, anche se velatamente, c’è. La pace, figlio mio, è una concezione del proprio cuore, ahimè, non dei popoli. Avrai dieci anni ora, secondo i miei calcoli approssimativi. Bene, molte delle cose che ti sto per dire non le capirai per adesso, altre non le capirai mai. Ti auguro una vita piena, piena di tutto, di bellezza, di gioia, perfino, di dolore. Ti auguro di prendere una scuffia per una bella signorina tra un paio di anni, di esserne deluso, di ubriacarti per una sera e poi di andare oltre: ti auguro di attraversare il dolore, ma mai di soffermarti su di esso. Prendila sempre con filosofia, ridi di ciò che pensano gli altri di te. La vita è breve, figlio mio, chi ti deluderà è destinato a morire, come tu del resto, e tutte le cose che ti sembreranno terribili in realtà sono estremamente vane. Ti auguro di sentire la pelle d’oca, i brividi, di tremare come una foglia e di arrossire. Anche se sei un giovanotto non ti precludere la possibilità di piangere ogni tanto. Non c’è nulla di male, anzi, è terapeutico. Per quanto riguarda la tua istruzione, ti prego appassionati di storia, letteratura e arte. Se queste materie non sono di tuo interesse e vuoi, ad esempio, diventare medico, professione certamente nobilissima, ti scongiuro di studiarle da autodidatta. Devi conoscerle, devi farle tue, perché quelle materie insegnano, Dio solo sa quanto insegnano. La matematica, la biologia, l’ingegneria determinano il progresso e sono cose utilissime; ma mi chiedo a che serve tutto questo progresso se poi la guerra lo distrugge? A che serve costruire palazzi se una bomba li farà crollare? A che serve sapere come si guarisce un gatto se per primi non ci prendiamo cura della vita di un essere umano? Quindi, figlio mio, leggi tanti libri, osserva i quadri, filosofeggia, interessati di storia e di politica. Fallo, figlio mio, perché è così che a crescere non sarà solo il tuo corpo, ma anche il tuo spirito. La cultura ti aprirà la mente. La cultura ti farà buttare via quei soldatini con cui giocavi a sei anni. Quella, figlio mio, ti farà pensare al vero progresso. E il vero progresso, non è la tecnologia: è la libertà.
apoteosidiparole, lettera di guerra. (via apoteosidiparole)
Silvia mi fruga negli occhi, e per la prima volta io la guardo dentro gli occhi. Ci sono due modi per guardare il volto di una persona. Uno è guardare gli occhi come parte del volto. L'altro è guardare gli occhi e basta, come se fossero il volto. E’ una di quelle cose che mettono paura quando le fai. Perché gli occhi sono la vita in miniatura. Bianchi intorno, come il nulla in cui galleggia la vita, l'iride colorata, come la verità imprevedibile che la caratterizza, sino a tuffarsi nel nero della pupilla che tutto inghiotte, come un pozzo oscuro senza colore e senza fondo. Ed è lì che mi sono tuffato guardando Silvia in quel modo, nell'oceano profondo della sua vita, entrandoci dentro e lasciando entrare lei nella mia: gli occhi. Ma non ho retto lo sguardo. Invece Silvia sì.
Leo, Bianca come il latte rossa come il sangue (via respirotralepagine)
Ho visto sguardi dirsi cose che le labbra non sanno nemmeno pronunciare.
Cit. (via nuvole-violacee)
La loro intesa era diversa. Totale. Spregiudicata. Improvvisa. Certe intese non si hanno con chiunque.E vanno oltre l'attrazione fisica. Così dentro non ci arrivi con i tacchi,ma con l'anima.
Angelo De Pascalis (via sonoquellachesono)
La vita gli pare simile a quelle equazioni nel libro di matematica di cui puoi leggere il risultato in basso a destra, tra parentesi, ma il procedimento non gli riesce mai, e lo preoccupa che meno per meno dia più e meno per più meno. Il meno è sempre di mezzo.
Alessandro D'avenia. (via philophobja)
Le migliori giornate non hanno foto. Perché quando sei felice l'ultima cosa a cui pensi è immortalare il momento che tanto lo sai già che rimarrà sempre impresso nella tua mente, senza mai sbiadire.
(via yeahyoudeservemuchmore)
Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. E’ giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri, e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: “Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perchè ce l'ho fatta.”
Barack Obama (via whiteheaven93)
“Ci stavo da schifo”
Io ho bisogno di qualcuno che mi faccia ridere,di qualcuno che si incazzi se faccio qualcosa che non va. Ho bisogno di sentirmi amata,protetta,al sicuro. Ho bisogno di sentirmi dire ogni tanto che sono bella,che sono brava in qualcosa, anche se non è assolutamente vero. Ho bisogno di sentirmi adeguata, al posto giusto,come se non avessi nulla di sbagliato. Ho bisogno di qualcuno che accetti le mie piccole stranezze, i miei difetti, le mie incertezze,le mie paure. Ho bisogno di qualcuno che mi dica ‘Ti amo’ almeno un paio di volte al giorno, per non farmelo scordare. Ho bisogno di credere nell'amore, nei sogni, nelle speranze e nei miei desideri, con qualcuno che mi aiuti a farlo. Ho bisogno di qualcuno con cui guardare il cielo e con cui non mi vergogni di mettermi il costume a mare. Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a combattere il mio passato,di qualcuno che mi abbracci quando fuori fa freddo, di qualcuno che mi scriva lunghe lettere e che per Natale mi regali solo libri e baci. Non posso lamentarmi di essere sola,nessuno sarebbe mai disposto a darmi tutto questo.
- theseaofwinter (via theseaofwinter)