"Ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci." La porta - Magda Szabó

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@gloriagilbert25
"Ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci." La porta - Magda Szabó
"Si sa che la testa degli uomini non è del tutto a posto." La porta - Magda Szabó
Un uomo innamorato dietro la porta con una rosa🌹 in mano, la vigilia di Natale 🎄
Ma, dammi la mano e torna vicino. Può nascere un fiore🌸 nel nostro giardino, che neanche l'inverno potrà mai gelare. Può crescere un fiore da questo mio amore per te.💖
A mano a mano - Rino Gaetano
L'atto d'accusa è del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa. In molti Paesi ritardi inaccettabili, in materia d'aborto e contraccezione
Mai violare il gentlemen's agreement sul racconto della violenza sessuale: lo stupro va sganciato dalla questione di genere.
L'ex Zaire è diventato un inferno per la sua popolazione femminile. Che dopo aver subito ogni genere di violenza viene anche marchiata come colpevole. E allontanata
Racconta ancora Amani: «Io non ho fatto nulla per meritarmi tutto questo; sono semplicemente andata a lavorare per potermi comprare qualcosa da mangiare. Ma nella foresta mi hanno abusata, più volte, e, dopo il dolore per l’ accaduto, ho dovuto sopportare anche gli insulti e lo sfregio da parte della mia comunità. Le persone che mi conoscono mi deridono. Dicono che devo vivere isolata da tutti perché sono un cattivo esempio e che sono una donna facile, che si è andata a cercare quello che le è poi successo. Ecco cosa la gente pensa di me oggi».
– Oh Dio, – pregò Wilhelm. – Liberami dai miei guai. Liberami dai miei pensieri e aiutami a far qualcosa di me stesso. Sono pentito di aver sciupato tanto tempo. Fammi uscire da questa angustia e dammi una vita diversa. Perché non so più da che parte girarmi. Abbi pietà.
Saul Bellow, La resa dei conti (via luomocheleggevalibri)
La porta - Magda Szabó
La vita era così e basta, crescevamo con l'obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi.
L'amica geniale - E. Ferrante
Il ventennio fascista non fu, come oggi qualche sciagurato immemore figura di credere, un ventennio di ordine e di grandezza nazionale: fu un ventennio di sconcio illegalismo, di umiliazione, di corrosione morale, di soffocazione quotidiana, di sorda e sotterranea disgregazione civile. Non si combatteva più sulle piazze, dove gli squadristi avevano ormai bruciato ogni simbolo di libertà, ma si resisteva in segreto, nelle tipografie clandestine dalle quali fino dal 1925 cominciarono a uscire i primi foglietti alla macchia, nelle prigioni, tra i confinati, tra i reclusi, tra i fuorusciti. Venti anni di Resistenza sorda, ma era resistenza anche quella: e forse la più difficile, la più dura e la più sconsolata. Vent’anni: e alla fine la guerra partigiana scoppiò come una miracolosa esplosione. E il 25 aprile finalmente i vecchi conti col fascismo furono saldati: e la partita conclusa per sempre. Vittoria contro noi stessi: aver ritrovato dentro noi stessi la dignità dell’uomo. Questo fu il significato morale della Resistenza: questa fu la fiamma miracolosa della Resistenza.”
Piero Calamandrei (via gloriagilbert25)
“Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio del torturati più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA”
Piero Calamandrei, 4.12.1952
La casa in collina - C. Pavese
Esistono amori che non siano egoismo, che non vogliano ridurre l'uomo o la donna al proprio comodo?
La casa in collina - C. Pavese
Allora le dissi che gli amici non li vedevo più da un pezzo. Chi s'era sposato, chi trasferito chi sa dove. - Ti ricordi Martino? si è sposato in un bar. Ridemmo insieme di Martino. - Succede a tutti, - continuai. - Si passano insieme dei mesi, degli anni, poi succede. Si perde un appuntamento, si cambia casa, e uno che vedevi tutti i giorni non sai nemmeno più chi sia. Cate mi disse che era colpa della guerra. - C'è sempre stata questa guerra, - le dissi. - Tutti un bel giorno siamo soli. Non è poi così brutto -. Lei mi guardò di sotto in su. - Ogni tanto si ritrova qualcuno. - E cosa t'importa? Tu non vuoi far niente e vuoi star solo. - Sí, - le dissi, - mi piace star solo. La casa in collina - C. Pavese
La casa in collina - C. Pavese
La macchia umana - P. Roth