Cosa hanno in comune Trump e la coda di tir al Brennero?
"La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati".
In questi anni di crisi e post-crisi di questo appunto dal carcere di Gramsci abbiamo abusato. Tuttavia rimane il punto di partenza ideale per provare a comprendere cosa significa l'affermarsi della maggioranza Lega e Cinque Stelle.
Per rispondere vorrei fare, per una volta, il giro lungo.
La crisi del 2008 (ma in realtà già le code davanti agli sportelli di Northern Rock del 2007) ha chiarito come il ciclo economico iniziato negli anni '90 fosse in una crisi irreversibile. Ad un eccesso di debito (privato innanzitutto, vedi i famigerati sub-prime) si è risposto con misure sbagliate che hanno innescato una crisi del debito pubblico (vedi alla voce austerity).
A questo si è cercato di rimediare con il bazooka monetario, la FED che stampa moneta, il whatever it takes di Mario Draghi che hanno consentito di tappare qualche buco.
Se alziamo lo sguardo dall'oggi ci accorgiamo che questo surreale stallo è destinato a finire. Oggi un titolo greco a due anni remunera meno di un titolo americano di pari durata. Forse la Grecia è un debitore più affidabile degli USA?
Cosa sta succedendo? Ma soprattutto cosa succederà?
Succede che lo scenario è già cambiato e che stiamo passando da una risposta alla crisi quasi esclusivamente monetaria (l'austerity infatti non è una risposta, semmai una medicina che peggiora la malattia) a una risposta in materia di politica economica e fiscale.
E qui vengono le note dolenti. Il campo delle risposte è dominato completamente dalle destre.
Perché sì, l'austerity è di destra ma è stata in fretta abbandonata nelle mani di chi, senza nemmeno capire di cosa si stesse parlando, si è trovato con il cerino in mano - vero PSE?. A volte pure con entusiasmo, pare -vero PD?
Nel frattempo è comparsa una destra che sta dove è sempre stata, al servizio del capitale, ma che oggi combina elementi di protezione con il mantra dell'impresa privata quale unico motore del benessere della società.
La mia opinione è che non ci si renda bene conto della dimensione e dello stato avanzato di questo processo. Provo a spiegarlo con alcuni esempi.
ZTE è un colosso delle telecomunicazioni controllato da un'impresa statale cinese. Ad aprile, in poche settimane, ha rischiato di chiudere perché è stata sanzionata dagli USA per aver fatto affari con Iran e Corea del Nord: un componente essenziale alla sua produzione arrivava proprio dagli USA e da un giorno all'altro non poteva più produrre.
Una decisione politica di uno stato terzo (le sanzioni da parte USA) per una questione geopolitica (affari con stati considerati ostili) rischia di far perdere oltre 3 miliardi di $ a ZTE.
Torniamo in Europa. E' di tre giorni fa la notizia di una coda di tir lunga 70km al Brennero. L'Austria ha contingentato i tir, cioè le merci. Quello che avveniva in maniera illegale e ributtante con le persone -vedi Ventimiglia- sta iniziando ad accadere anche con le merci. Paradossalmente nell’Europa di oggi un totem ancora più difficile da abbattere.
Dall'altro lato assistiamo all'atto finale della trickle-down economics di reaganiana memoria. L'assunto -che i fatti provano essere nel suo automatismo falso oltre ogni ragionevole dubbio- è semplice: abbassare le tasse ai ricchi creerà più crescita che creerà benessere per tutti.
E allora ecco lo shock fiscale di Trump ma anche la flat tax del contratto di governo italiano tra Lega e M5S.
Si sbilanciano ulteriormente i rapporti di forza tra capitale e lavoro a favore del primo. E non si mette quindi in discussione il vero motore della diseguaglianza della nostra epoca: i 10 punti di PIL che sono passati dalle tasche di lavoratori e pensionati ai pochi che percepiscono rendite e profitti.
Ora possiamo sgombrare il campo da un equivoco: il governo tra Lega e M5S non si tratta di un fenomeno morboso da interregno, ma di qualcosa di molto più pericoloso.
E’ il tentativo di formulare un nuovo paradigma. E la maggioranza che sostiene il nascente governo è maggioranza -ahimè- anche nel paese. Perché al bar ve lo confermeranno, sono certo: giù le tasse alle imprese così creiamo lavoro e lotta a euro e globalizzazione.
E ovviamente la risposta dei socialisti non può essere un inseguimento a questo senso comune. Un tentativo di declinare il sovranismo da sinistra.
Saremmo destinati a sicura sconfitta.
Ma la risposta non è nemmeno l’inquietante abbaglio che porta persone che si definiscono progressiste a scrivere slogan violenti come “meno pensionati, più Europa”. Che facciamo ai pensionati gli spariamo? Li facciamo lavorare fino a 75 o 80 anni?
Per i sinceri socialisti, tra il disagio di quelli qui sopra e l’inseguimento a Salvini sul suo terreno ci sono già alternative, anche se ancora sembriamo non accorgercene.
Ma questa è un’altra storia.