Ti sentivo, combattere contro il risucchio di un vortice senza fine. Un dolore vibrante che si irradia in ogni fibra muscolare. Una notte che da complice amica si trasforma in spietata assassina. L'atmosfera si fa pesante, il respiro si fa corto, la frequenza cardiaca aumenta. Spasmi lungo gli arti. Come uno schifoso ragno che tesse la sua tela nel tuo cervello. Fuggire si, ma come? Apri gli occhi: la consapevolezza dell'incubo, la fragilità del sapere che ancora una volta, sei stata turbata. Un macigno in testa, offusca i pensieri. Ma tu sei qui, tu hai vinto. Ed io mi sveglierò con te, ogni volta. Senza il bisogno di dire nulla, senza il bisogno di giustificare o cercare sollievo.










