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@jeffreycombspinealgland
wow this star trek got me feeling very gay
Remember when ezri was like hey remember how your dad used to lock you in a closet when he wasnt manipulating you into a tool to do his bidding. Thats kind of like when i get space sick. And then garak had a seizure about it
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The Gays ✨
Juan Manuel Fangio and Eugenio Castellotti || Photos by Richard Meek, Angelo Cozzi, Bernard Cahier
Mika Häkkinen receiving the International Racing Drivers award | Autosport Awards | 1999
ohhh the only person that can save me is me
if i was a barista i would make cute coffees at home for my hypothetical gf every morning n id polish my latte art for her
i have [gestures vaguely] my tendencies
2026 half year report 🐎
yippee! 🍀
all in all, not bad 🦩
hoping for better... 🧍♀️
only a miracle can save 2026 now
despair and misery
Mika and his son Hugo wearing a Kimi hat at the 2004 Monaco GP (x)
About Mikas 1991, Lotus adventures how it taught him, and how his relationship with Keke helped him.
Lotus Mika was so precious, a little track monster but so cute, He really was so aesthetically adorable in 1991 in the green lotus outfit, with his iconic helmet. He was also very pouty LOL.
x
STIRLING MOSS, PETER COLLINS & MIKE HAWTHORN walking back to the pits after crashing out of the 1957 MONACO GRAND PRIX
Close-up view of Michael Schumacher's pendant, which bears his wife Corinna's name | German GP | 1998
What is your favorite gemstone?
diamond
corundums (sapphires & rubies)
moissanite
rutile
alexandrite
garnets
spinel
peridot
turmaline
aquamarine
peridot
other
There is no "quartz" option because that's simply too encompassing (citrine, amethyst, agate, jasper...)
Martino Mazzonis
Nel 2016 Alessandro Leogrande pubblicava Uomini e Caporali. Se non ricordo male tutto partiva dalla vicenda di decine di braccianti polacchi scomparsi nella capitanata.
Sul sito Feltrinelli Editore il libro è presentato così: "Sono lavoratori (...) alloggiati in ruderi fatiscenti, sottoposti alle vessazioni, spesso sadiche, dei “caporali”, che offrono il loro lavoro a un mondo delle imprese che se ne serve per comprimere i costi. Talvolta, questi nuovi “cafoni”, così diversi dai “cafoni” di ieri, hanno anche difficoltà ad avere pagato quel poco che era stato pattuito. E alle proteste non di rado ci scappa il morto".
Nel 2015 Paola Clemente, bracciante del tarantino, è morta a 150 km da casa sua al mattino, dopo una giornata cominciata alle 3.10. Senza un esposto della Flai-Cgil Nazionale quella morte sarebbe stata un infarto. Dopo l'esposto vennero arrestate sei persone per con sei arresti per "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro oltre che truffa aggravata e continuata". Gente di un'agenzia di intermediazione del lavoro e autisti dei furgoni che portavano i braccianti a lavorare. Tutti italiani. Quella morte produsse una buona legge mai apllicata del tutto come spiega in un suo post Stefano Liberti.
Un editoriale di Leogrande del 2015 su Internazionale ricordava come la morte di Paola Clemente fosse una di cinque avvenute nelle stesse settimane.
Nel (credo) 2023 come giuria del premio giornalistico dedicato a Ivan Bonfanti premiammo il long form IrpiMedia sulla vicenda di un lavoratore del Punjab nell'agropontino. Il trentenne si uccise dopo due mesi che non gli pagavano lo stipendio.
Nel 2017 fu la volta di due braccianti maliani.
Nel 2018 Sacko Soumali maliano sindacalizzato venne ucciso con un colpo alla testa.
Giorni fa a un convegno in memoria di Enrico Pugliese ho sentito un suo antico amico e sodale sindacalista parlare della necessità di individuare una forma di qualche collocamento pubblico per il lavoro in agricoltura, forme di trasporto, ecc che si sostituisca all'intermediazione di lavoro dei caporali. Non so dire se questo si traduca in applicare la legge che esiste o altro ma, insomma, il punto è quello.
I caporali sono italiani e stranieri, spesso provenienti da regioni simili a quelle degli sfruttati, come nel caso della strage degli afghani di questi giorni. Spesso c'è un debito contratto in patria in cambio di una promessa di lavoro ingannevole. Girando "Serve di Stato", il documentario sul lavoro delle donne migranti dalle Filippine, abbiamo incontrato diverse donne truffate e spedite nella Penisola araba a fare le semi schiave da intermediatori (si tratta di agenzie, alcune autorizzate, altre no).
Il problema, insomma, è il sistema, si tratti delle leggi sull'immigrazione o della filiera produttiva dell'eccellenza italiana che piace tanto al ministro Lollobrigida. Chi se la prende contro la "mafia pakistana" dei caporali o le abitudini degli islamici vi prende in giro. A pagare o non pagare i lavoratori sono le imprese. A usare questi intermediatori che poi non pagano i braccianti sono le imprese. A pagare due spicci per i prodotti agricoli sono le catene di distribuzione. A non fare nulla contro il fenomeno che è sotto gli occhi di chiunque voglia vedere sono le istituzioni. Con buona pace di sciacalli come Vannacci o Adinolfi
Only day you can rb this