La nascita è un grande miracolo preceduto da tanti piccoli miracoli.
"La levatrice", C. Bohjalian
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La nascita è un grande miracolo preceduto da tanti piccoli miracoli.
"La levatrice", C. Bohjalian
Cancro
Nel reparto in cui sono attualmente sono ricoverate anche le donne con neopalsie alla mammella. Donne che effettuano spesso un intervento di rimozione parziale o totale della mammella, chiamato mastectomia. Che tornano dalla sala operatoria con medicazioni disposte sul petto, tamponi di garza spessi e compressivi. Alcune di loro non hanno capelli, perchè eseguono la chemio o la radioterapia. Alcune di loro piangono, mentre su altre ho visto deboli sorrisi.
Come se per l’ennesima volta, o la prima, escano vincenti da battaglie da loro ritenute dure, difficili, impossibili.
Avere il cancro alla mammella fa schifo. Per le donne fa schifo più di altro, perchè anche se si sconfigge, lascia segni intangibili del suo passaggio: lui arriva e si porta la mammella con sè. A volte entrambe. E la donna perde ciò che più la contraddistingue come donna, come madre, come moglie: il seno.
Cerco di sorridere e in reparto ci riesco, ma quando torno a casa e penso, le lacrime mi scendono sul viso. Mi sembra impensabile che una persona debba pensare anche solo per un secondo della sua vita di avere una neoplasia.Â
Bisogna bardarsi, ma non di vestiti per evitare il contagio. Bisogna bardarsi di corazze, scudi e spade. Le donne devono, per arrivare intere alla fine della loro battaglia. Le ostetriche, o le infermiere, devono, per non farsi mangiare dalle emozioni. Perchè quelle, le emozioni, poi entrano dentro e dopo, rimangono lì, con te, e ti ricordano ogni giorno di quel flebile sorriso al letto 21, a cui avevi cambiato la flebo o fatto qualsiasi altra cosa. E a quel numero, corrisponde un nome.
Il miracolo della vita :)
Mi commuovo ogni volta che lo vedo!! Buona visione
Qui non è ancora tempo di veder nascere bambini, ma vediamo nascere il giorno ogni cinque.
Tirocinio giorno#1 (anzi notte..)
Tirocinio I
Lunedì inizio il secondo tirocinio e sarò in ginecologia. Speriamo che vada tutto bene, tranquillo! Sono piuttosto emozionata perchè da febbraio, quando ho fatto il primo, non vedo l’ora di riniziare: la professione mi piace!
A tutti coloro che si domandano perchè un’allieva ostetrica vada in ginecologia, rispondo che la nostra professione lo prevede, ma che purtroppo nella realtà lavorativa ancora non è una pratica molto affermata (anzi, è già dura trovare ostetriche turniste nei reparti di maternità , dove in genere sono solamente affiancate alle infermiere).Â
Trovo sia un peccato, le donne si meritano figure come l’ostetrica anche in momenti difficili come quelli che si possono provare in un reparto di ginecologia.
Una piccola confessione
Domani ho un esame, ma non riesco a studiare molto. Mi perdo spesso nei pensieri di com’è la professione nel risvolto pratico, mi immagino lavorare e stare accanto alle tante donne che un’ostetrica conosce. Non solo donne in travaglio, ma donne per tutta la durata della gravidanza, oppure giovani ragazze in cerca di informazioni o ancora signore alle prese con il passare del tempo.
Anche una piccola chiacchiera ogni giorno, rende attivo un tessuto sociale. Non c’è bisogno di grandi cambiamenti, sconvolgimenti. Non c’è bisogno di competizione e voti perfetti. Trovo che sia più bello e interessante il lato umano, di certo anche preparato, competente e istruito, ma senza che queste caratteristiche superino quella fondante: l’empatia, la comunicazione.
In fondo, i bambini nascono da sempre, le ostetriche nascono con i bambini. E duemila anni fa nessuno aveva idea, eppure le donne sentivano comunque il supporto di una presenza più esperta di loro. La scienza non è tutto, non è empatia, non è quella sensibilità che ci tiene legate alle persone, in tutte le loro sfaccettature. Â
A febbraio, in tirocinio, sono stata in mezzo alle donne. E’ molto particolare far parte della loro vita in quei brevi giorni in cui sono ricoverate in ospedale, in cui ti domandano, chiedono, si affidano e si fidano di te, pur essendo per loro una perfetta sconosciuta.
Come nasce la storia di ognuno
Ognuno nasce, e un’ostetrica è sempre pronta ad aiutare una mamma.
Quando nasce un bambino, nasce anche una mamma. E nasce anche un’ostetrica: se nessuno nascesse, l’ostetrica non avrebbe senso. E quindi, siamo tutti nati. Siamo tutti stati aiutati, spinti, tirati.
Poi ci hanno lavati, vestiti e presentati al mondo. E in questo percorso che è la nostra vita, qualcuno diventa medico, qualcuno cassiere, qualcuno postino: ognuno ha la sua storia.
Qualcuno diventa ostetrica, non importa se maschio e femmina: quella persona decide di continuare a donare ad altri tutto l’aiuto che ha ricevuto anni addietro, riscrivendo la propria storia e quella di centinaia di futuri piccoli cuccioli umani, postini, cassieri, avvocati.
Insomma, sappiatelo: nella storia di ognuno c’è un’ostetrica. La storia di ognuno nasce con un’ostetrica, ognuno nasce con un’ostetrica.