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blake kathryn
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we're not kids anymore.

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i don't do bad sauce passes
AnasAbdin
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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d e v o n

@theartofmadeline

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Show & Tell
Cosimo Galluzzi
TVSTRANGERTHINGS
trying on a metaphor
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@loverman13
Un grande romanzo acuisce le vostre percezioni, vi fa sentire la complessità della vita e degli individui, e vi difende dall'ipocrita certezza nella validità delle vostre opinioni, nella morale a compartimenti stagni...
Azar Nafisi - Leggere Lolita a Teheran
Gatsby § 17
La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l'esperienza dei contemporanei a quella delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento.
La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono.
The destruction of the past, or rather of the social mechanisms that link one’s contemporary experience to that of earlier generations, is one of the most characteristic and eerie phenomena of the late twentieth century. Most young men and women at the century’s end grow up in a sort of permanent present lacking any organic relation to the public past of the times they live in
Eric Hobsbawm - Age of Extremes The Short Twentieth Century 1914-1991 / Il Secolo breve (1994)
Traduzione di Brunello Lotti
Quando Freud deve definire, un po' a tentoni, la malinconia, dice che somiglia a un lutto senza defunto, il lutto di aver perduto qualcosa senza sapere cosa: e quindi, mancando un oggetto, il lutto si ritorce sull'io. Pensandoci mi convinco che questi siano i termini più precisi per definire il mio stato d'animo attuale. E gli oggetti assenti di questo lutto, quelli per cui provo malinconia senza che esistano davvero, ho la sensazione che siano tutti gli io che non sono stato e che avrei potuto essere, e che in un certo senso incontro ogni volta che lascio il piacevole anonimato della metropoli, in cui tutto è sgranato, pixellato, e dunque in un certo senso smussato e inoffensivo, e vengo investito dalla contundente definizione della mia città natale, in cui ogni strada, ogni albero, ogni tramonto e ogni occhio posato sul tramonto mi riguardano e mi contengono, e dunque mi appaiono nettissimi, quasi taglienti. Non è tanto il fatto che rivedo gli io che sono stato e che non posso più essere: non ho alcuna nostalgia del passato, di ciò che è stato e che sono stato, della mia infanzia e della mia giovinezza: che il passato sia passato mi va benissimo. Il lutto che sempre mi si ripresenta quando torno qui è quello per tutte le cose che avrei potuto essere e non sono diventato, per tutte le vite che qui mi apparivano ancora possibili e che poi per forza di cose non si sono realizzate. E non significa che io abbia sbagliato le mie scelte: ad atterrirmi è il fatto stesso di averle dovute fare, aver bruciato a ogni bivio miriadi di alternative, aver smesso progressivamente di vivere nella virtualità abdicando ogni volta a una vertiginosa serie di possibilità per tenermi un micragnoso pezzetto di realtà. Qui sono stato un «giovane di belle speranze», come si dice, e sono proprio quelle belle speranze abbandonate ad aleggiare per le vie e le spiagge della mia vecchia città, a tormentarmi come fantasmi. Quando giro per queste strade è come se fossi costantemente visitato dalle vite che avrei potuto vivere, come se tutti i miei io abortiti mi venissero a chiedere conto delle scelte con cui ho deciso che non meritassero di provare a vivere. Di tutte le persone che avremmo potuto essere, ne resta solo una, quell'io a cui abbiamo infine dovuto aderire, sacrificando tutti gli altri, che oggi appaiono assai più belli e luminosi proprio perché non hanno mai dovuto scendere a patti con l'esistenza.
l’idiota di famiglia, dario ferrari
Alcune libertà che la vita ci nega
Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono, hanno in sé il nocciolo di una rivolta, l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà, e ne acquisisce il controllo dando origine a un mondo nuovo, che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte [...] celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti, gli orrori e i tranelli della vita. La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.
Azar Nafisi - Leggere Lolita a Teheran (2003)
Traduzione di Roberto Serrai
Ciò che cerchiamo nella letteratura non è la realtà, ma un'epifania della verità
Azar Nafisi - Leggere Lolita a Teheran (2003)
"PLASMIAMO L'ARGILLA PER FARNE UN VASO, MA È IL VUOTO AL SUO INTERNO CHE COSTITUISCE IL SUO USO"
'Breaking Bad' was released 18 years ago today.
NOUT at Trans Musicales 2024
i think it's worth remembering this xkcd from 2013 that's still equally true
novembre.
CapaRezza interpreta Il banditore di Enzo Del Re nell'ultimo album Orbit Orbit (2025)
Richard Kern, Lung with Lizard, 1987