Lo amo ancora quel tuo stupido sorriso, li amo ancora quei tuoi occhi che ora scappano quando incrociano i miei, e poi amo ancora la tua voce, così rilassante e irritante allo stesso tempo...
È con quella voce che mi dicesti per la prima volta inaspettatamente «ti amo» quella volta al parco, ed è con quella voce che è finito tutto.
Ed è con quella stessa voce che sei stato in grado di provocarmi pianti infiniti e una cicatrice sul cuore...
Osservavo le tue mani, che un tempo mi sfioravano come se potessi rompermi tra le tue braccia, come fossi la cosa più fragile che avessi mai visto, mentre ora... Ora non sono altro che un lontano e bellissimo ricordo.
Non pensavo potessi mancarmi così tanto, e non pensavo di certo che con il passare del tempo mi saresti mancato sempre di più.















