Quando ha scritto il pamphlet intitolato “L’impero del bene” Philippe Muray (Francia, 1945 – 2006) si è attribuito l’ingrato comp
Lo Spettacolo allestito dagli apologeti del Bene non godrebbe del grande successo che ha se non ci fosse un folto pubblico di entusiasti spettatori a tributarglielo. “Lo Spettacolo ti regala ciò che è dentro di te”, ha scritto Philips Muray. Il Consenso generalizzato a cui aspira il sistema capitalistico non è che una forma di servitù. Nel corso dei secoli ha assunto nomi diversi. Lo hanno chiamato patriottismo, Chiesa, sacralità della famiglia, dell’ordine, della proprietà. Ogni epoca lo rimette a nuovo, lo ripara, lo protegge, lo cinge, lo riveste di sani principi. Al Consenso è collegato il linciaggio di chiunque con il suo comportamento e con le sue idee non si conformi pienamente ai dettami elaborati e imposti dall’ideologia neoliberista. L’individuo non è più semplicemente privato del diritto di agire secondo il proprio pensiero (dopotutto è sempre stato lo scotto da pagare per vivere in società), ma adesso deve addirittura rinunciare alla possibilità di ragionare e di giudicare da solo. L’invito alla delazione si propaga senza remore, perché è per il bene di tutti, e non indigna nessuno. L’obiettivo è fare in modo che le alternative alla democrazia e all’economia di mercato, che sono il Bene, non siano nemmeno considerabili. Continua a leggere, clicca sul link.
Massimo Virgilio












