Lobotomizzati, Febbraio 2011
"Questo è il mio primo articolo e avevo pensato di stupirvi, di parlare di qualcosa da “wow”; invece parlerò del quotidiano: la televisione. Non la solite cose, che il Grande Fratello fa schifo, che Amici è spazzatura e Beautiful fa piangere, de gustibus, parlerò di come tale mezzo abbia smesso di lanciare il giusto messaggio. Perché in fondo un po’ è così, abbiamo i più disparati mezzi per poter comunicare con tutti in qualsiasi momento, ma stiamo perdendo ciò che dovevamo dire. Tornando a noi, siete liberi di stare spaparanzati per ore davanti a quello schermo e ridere con qualche puntata dei Simpson o “piangere” per il morto di turno; però, siete contenti? Vi sentite “realizzati”? Io personalmente le ho detto addio -e sono in disintossicazione da Facebook- ma, quando l’accendo, ci rimango pure male. Rimango male del fatto che è diventata futile, è diventata simbolo di una società che se ne frega di informare di ciò che accade nel mondo, è diventata un mezzo di menefreghismo. “Società di massa”, perché studiarla? Basta fare zapping per capire come ormai siamo diventati un +1, siamo tutti necessari, nessuno indispensabile. Non voglio stare molto a farvi esempi ma guardate Sarah Scazzi: è stata uccisa dai familiari e, per settimane, i mass media hanno infierito, hanno criticato un non-rispetto che essi stessi non hanno avuto, ridicolizzando la morte di una ragazza e infangando la sua persona, ostentando una continua ricerca di dettagli, accuse e pettegolezzi, becchime insipido di un pubblico rimbecillito. È morta un’adolescente, questo soltanto dovrebbe far capire a noi spettatori che la vita va vissuta, che il quotidiano va speso coi cari, facendo ciò che piace, qualcosa che possa renderci migliori, che non serva solo come riempimento tra un impegno e l’altro. Facciamo un piccolo test: guardatevi dentro, il vostro passato… se non vedete che una grigia foschia, se vi siete accorti di quanto tempo abbiate sprecato davanti a quell’arnese infernale- non è infernale di per sé, è l’utilizzo che se ne sta facendo che lo rende tale-, sappiate che siete parte di un burattino. Una piccola ma importante parte di un grande burattino, manipolato e condizionato dal dio del ‘900, il dio denaro, è lui che “tira avanti la baracca”.Ma siamo ancora in tempo a cambiare, se non per voi, fatelo per le future generazioni, per il futuro che anche noi vivremo, che non sia pieno di maschere e di parole disperse al vento. Fatelo in memoria, quella vera, della “ragazza del pozzo”, che la sua morte non diventi una delle tante. Perciò, se non volete che le cose importanti si perdano col tempo, se credete che serva più rispetto verso coloro che hanno visto la propria vita stroncarsi, se non vorrete girarvi e vedere come il passato sia diventato un unico blocco grigio, fate questo piccolo passo: non state lì imbambolati, come lobotomizzati, davanti a ciò che degli scellerati chiamano intrattenimento, spegnete e andate a vivere la vostra vita, da protagonisti, non come giudici della vita di altri! Abbiamo una nostra mente e siamo capaci di usarla, non lasciamola a domani che “del doman non c’è certezza”, diciamo “NO!” a questo menefreghismo generale, questa noncuranza dei fatti, che sta portando alla fine di ciò per cui abbiamo combattuto fino ad ora, non lasciamo che gli altri decidano per noi. Ne è un esempio Sarah Scazzi, che non è stata uccisa, è stata assassinata e, per settimane, hanno continuato a farci soldi sopra, hanno infangato la sua persona e ridicolizzato la morte di una ragazza- nessuno che si sia mai soffermato su chi lei fosse veramente, ostentando una continua ricerca di dettagli, di informazioni e accuse. È morta una adolescente, questo dovrebbe bastare per far capire alla gente che la vita è importante, che il quotidiano dovrebbero passarlo a parlare ai cari, non a spettegolare e “intristirsi” per un morto. In particolar modo se tale notizia è, come sempre, gonfiata e ampliata per il solo gusto dei soldi, di una “persona” che nemmeno conosciamo. È questa la differenza tra “vita” e “Vita”, pensate al vostro passato: cosa avete realizzato realmente? Se non vedete che una foschia grigia, se vi accorgete di quanto tempo abbiate sprecato davanti a quell’arnese infernale- ora come ora- sappiate che siete- e siamo- parte di un burattino. Siete sempre in tempo a cambiare, se non per voi, per i vostri figli, che il loro domani non sia fatto di parole disperse al vento. Fatelo in memoria della “Ragazza del pozzo”, che la sua morte non diventi una delle tante.
Cominciamo."









