Automne à Strasbourg - Parc de l’Orangerie
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Automne à Strasbourg - Parc de l’Orangerie
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Automne à Strasbourg - Parc de l’Orangerie
Colori Intorpiditi
Sospesa. Nel torpore malinconico e annebbiato dei respiri affannati. Sorpresa. Nell'entusiasmo addormentato e formicolante dei pensieri in paralisi. Sono i luoghi che ho vissuto. Le scale che ho salito. Di corsa. Sono i luoghi che ho abitato. Rue de Moscou e la Robertsau. Ero io. Sono i volti che ho perduto. Che non ho mai avuto. E se penso ora d'aver perso, Colmo il nulla con le strade già battute. L'avvenire è il mosaico del passato. Sotto la polvere, brillano i colori. Inconsistenti come la luce, brillanti come gli occhi che vorrei avere di fronte.
Caratteri Armati
Labbra nastrate. Mani legate. Colla e Corda. Immobile tortura. Dolorosa censura. La mia anima insegue e abbraccia la tua. Spontanee e leggere. Si trovano. Si sciolgono. Si spogliano. Ammorbidite nell'abbraccio della fantasia. Lontane dalle rigide mura dei caratteri armati.
INTERFERENZE
Frequenze disturbate.
Canto più forte.
Frequenze disturbate.
Ci suono sopra.
Frequenze disturbate.
Cambio stazione.
Cambio binario.
Ma sbaglio coincidenza.
E continui a fare interferenza.
De.Ca.Ri.
E non so decriptare questo altalenante sospendersi e riprendersi e scivolare e nascondersi e fuggire e dissimulare o essere puramente felici e poi vergognarsene. E non so capire questo esuberante modo di spegnersi nell'amarezza di una vasca di zucchero filato intrappolati nei filamenti collosi sciolti nel freddo del silenzio. E non so risolvere la paura dell'affetto che fiorisce e si trancia nelle complicazioni di una irrisolta e semplice spontaneità bruciata nel pensieroso sentiero della solitudine.
Amor e Luce
Sentieri di terra calda, accogliente, avvolgente. Respiri profondi, quieti, sicuri, felici. Radici profonde, salde, nella serenità dell'anima. Sorrisi che affiorano dal cuore che ride. Leggero, e come, se ride. Un volo sospeso e leggiadro. Danza di rinascita. Danza di vita. Amor proprio e luce del mondo.
Circonvoluzioni Astrali
Volteggia nel calice di champagne.
Accarezza bollicine.
Esplora dolci fondali.
Sfreccia in cielo.
Sfodera ali cangianti.
Abbraccia l'atmosfera.
Volteggia nel calice di stelle.
Eco
Respiro il silenzio.
Ci urlo dentro.
Lo prendo a pugni.
A denti stretti.
Scalcio nelle mie prigioni.
Mi divincolo.
Inarco la schiena per tendermi ai rumori.
Ma è solo l'eco delle mie catene.
RIPETIZIONE CASUALE
Play.
Buio.
Lembi incollati di autentico ardore.
Luce.
Vago onirismo di ombre sbiadite.
Pause.
Buio.
Sapori forti di presenze massicce.
Luce.
Insipido gusto di assenze evanescenti.
Pause.
Buio.
Pieno.
Luce.
Vuoto.
Stop.
REPEAT.
DUEMILA9
Sapore, tiepido soffio di dolcezza al vento. Odore, fragrante tenerezza di sguardi profumati. Tepore, lenitivo abbraccio di presenze rassicuranti. Candore, ingenua serenità di immature certezze. Vita di seta. Vita di sete. Candore, irresponsabile dolore di baratri ignoti. Tepore, costante ricordo di assenze abissali.
Odore, asfissiante perdita di scontri e pupille.
Sapore, rovente tornado d'amarezza iraconda. Sorriso perduto nella notte oscura di vite passate. Laggiù, ti sei perso. Ritrovati. Ritrovami. Torna. Torna. Torna. E Resta.
Calore
Amarezza. Esonda nei pianti abortiti. Contamina strati d'affetto. Infesta respiri strozzati. Gelo. Separa miscele avvinghiate. Ricopre sorrisi di lutto. Stacca le pelli incollate. Vergogna. Abbassa due occhi stremati. Pietrifica momenti soffusi. Affoga pensieri gridati. Calore. Disperdi l'amarezza. Sciogli il gelo. Brucia la vergogna. Scaldami. E Salvami.
Stoffa
Veli di malinconia gettati al vento dei giorni, che discreti scorrono nel clamore di presunte felicità.
Brandelli di storie rattoppati con fili di parole evanescenti, che si rincorrono, scorrono e si dissolvono.
Drappeggi di emozioni sontuosi nei banchetti regali, che si esauriscono con l'assalto di una folla affamata.
Coltri di silenziosa solitudine e chiassosa inadeguatezza, che si disperdono nel pudore di un pianto in disparte.
Teli di uniforme e anonima superficialità, che coprono lo scempio di vite nude, multiformi e abissali.
IMBR (O/I) GLIARE
Imbrigliare senza imbrogli. Imbrogliare senza briglie. Non riesco più a sbrogliarmi. Non mi faccio più imbrigliare. Non mi faccio più imbrogliare. Corro a briglia sciolta Per colpa di un imbroglio Se m'imbrigli non ti imbroglio. Se m'imbrogli non m'imbrigli. Ma mi sbaglio.
L'aquila e il delfino
Quando mi chiese "che animale sei?" rimasi un po' stupita e interdetta.
Poi ci pensai un attimo e dissi "ma certo, il delfino! Libero, acuto, profondo e leggero allo stesso tempo!"
"E chi vorresti accanto?"
"Questa è facile! Un'aquila!"
"Che strana coppia... E perché un'aquila?"
"Perché agli abitanti del mare è negata la visione d'insieme. Per quanto brillante, il delfino non può vedere il mondo da lassù"
"Ma come faranno ad incontrarsi due animali così diversi, se il delfino non sa volare e l'aquila non sa nuotare?"
"Il delfino sa saltare".
Corpo
Corpo esanime.
Scomposto a terra.
Lurido e pesante.
Putrido.
Sguardi di pietà e disgusto.
Occhi ladri e occhi in fuga.
Qualcuno la riconosce.
Qualcuno non la riconosce più.
Quand'era anima, erano comparse.
Da quand'è carne su strada, sono scomparse.
Due braccia coraggiose la sollevano per portarla altrove.
Sollievo.
Finito il contatto duro e ruvido con l'asfalto.
Si lascia portare. Si lascia riscaldare. Si lascia curare.
Andrà meglio, dicono.
Ma invece è sempre lì.
Nessuno mai s'era fermato.
Corpo esanime.
Scomposto a terra.
Lurido e pesante.
Putrido.
E intanto s'è fatta notte.
Ed è freddo pure fuori.
Schegge
Nel disordine entropico di un'aria affollata, ti ho riconosciuto. Vibrazioni rallentate attraversano interferenze di pensieri spezzati. Ladri di sguardi abbracciati e fuggenti si rincorrono, si scacciano e si negano. Magneti scalfiti esercitano invano forze primitive nell'irrisolvibile labirinto del presente. Sarà silenzio, buio e impressioni perdute.