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@moniacatellani
E poi mi diceva sempre
Non vali che un po' più di niente,
Io mi vestivo di ricordi
Per affrontare il presente,
E ripensavo ai primi tempi
Quando ero innocente,
A quando avevo nei capelli
La luce rossa dei coralli,
Quando ambiziosa come nessuna
Mi specchiavo nella luna,
E lo obbligavo a dirmi sempre
Sei bellissima - sei bellissima
Accecato d'amore, mi stava a guardare
Sei bellissima - sei bellissima
Na na na na na na na
Loredana Bertè - Sei bellissima
DÌ, DI ME
Salina, gioia mia,
paesaggio dell’anima da cui è difficile andar via.
Quando spira lo Scirocco ti spettina i pensieri
ma vivi il presente, è già lontano ciò che è stato ieri.
Ti godi lo spettacolo della Natura,
tutto d’un tratto lo sguardo si perde nella Iancura.
Come in un cinema all'aperto su questa isola-giardino,
ti inebria le labbra un calice di Malvasia secca, divino!
In lontananza Iddu sbuffa nuvole e zampilla d’amore
per la sua Etna, di cui si è invaghito il cuore.
Nell'arcipelago di sette sorelle,
Didyme è la poesia e la cura,
Il suo canto di sirena l’anima ti cattura.
È storia di migranti
che da Santa Marina, Malfa e Leni son partiti in tanti.
Verso l’America e l’Australia
ad aspettarli i secolari ulivi,
i capperi dai fiori giulivi.
Chi vi è restato e chi vi ha fatto ritorno,
insieme l’hanno resa quel che è oggigiorno.
Per comprenderla a tuttotondo,
sappi che alle Eolie è custodito un piccolo-grande mondo.
Tra un tuffo nelle bianche-blu increspature delle onde,
romantici tramonti, guardinghi felini e verdi fronde,
Al pensiero di lasciarti, per citar Leopardi
“Per poco il cor non si spaura”,
ma già so che tornar da te
sarà sempre gioia pura.
Monia Catellani
Febbraio 2022
Tempi assurdi, approdo nella bellezza del ricordo di questa magica isola.
Puntualmente, storni a trovarmi.
M.
Lettere da Panarea - Salvatore Porto
Avrei voluto rinunciare al mio cervello.
"Hai mai lavorato? Voglio dire, hai mai usato le mani per guadagnare da vivere?".
"Nel mio lavoro ho usato soprattutto la testa".
"Hai l'aria di chi sa tutto sul modo di usare la testa".
"Ho voglia di fare l'amore di nuovo".
"Qui?".
"Chi vuoi che ci veda".
Eravamo circondati da scogli. La felicità sta forse nella capacità di armonizzare presente, passato e futuro.
𝐅𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐯𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚. 𝐋𝐨 𝐳𝐞𝐧 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐮𝐜𝐚𝐭𝐨.
Avvio la lavatrice a gettoni, attendi 40 minuti straniera, ok. Decido di allietare la mia attesa facendo sosta in un bàcaro, con 3,00 € ho la mia dose di felicità take away composta da un'ombreta e un tramezzino.
Mi fermo su un ponte, poco più in là, portata da una felina curiosità. Godo dell'ammaliante sberluccichio del placido canale nella luce di un incombente meriggio. È tutto così surreale, colma di gratitudine, mi chiedo come acciderboli possa chiamarsi questo posto... alzo la testa e leggo su queste antiche mura "Ponte dei miracoli”. Grazie Venezia per il suggerimento, qui è tutto mera voglia di meraviglia.
Ripenso alle parole del giorno prima di Bryan "Abbiamo bisogno di ricaricarci, dobbiamo trovare un modo per tirarci su, perché siamo tutti scarichi, Venezia è il luogo giusto per ricaricarsi" dice con la sua r da chi è stato straniero, pur sempre nella sua terra natia. Quanto accidenti hai ragione Bryan, capisco perché io e Alice abbiamo appoggiato le nostre chiappe su quella che è stata battezzata come “la tua panchina”, vedendoti sempre seduto lì, nello stesso posto ai Giardini della Biennale. La più assolata, quella con la vista migliore sulla laguna e abbastanza vicina alle persone di passaggio per essere casualmente coinvolti nei loro discorsi. Dovevamo incontrarti per avere la conferma di essere nel posto giusto. In tempi d’incertezza siamo tutti alla ricerca di conferme, no non intendo approvazione, piuttosto segni. Che poi voglio dire quando mai ci sono stati tempi certi e sicuri? Che cosa è certo e sicuro? Venezia è sospesa e nonostante questo in essa tutto scorre lì sul filo dell’acqua dai pensieri ai barchini. Multiformi storie, ubriache di vita, iniziano o si concludono per assumere nuova forma.
Nel frattempo mentre sto ricaricando le mie batterie, nello sturm und drang dei mei pensieri... Ah già, qualcuno mi sa dire perché lo sguardo dell'Arcano della Forza nei Tarocchi di Jodorowsky è così "perdu dans le vide"? Vabbè dicevo, nel frattempo, vengo riportata alla realtà da un ritornello proveniente da una finestra non troppo distante "Tell me why" titolo originale "I want it that way"dei Backstreet Boys (ma tanto tutti la chiamerebbero tellmiuai quindi diamo per assodato tellmiuai). Che intermezzo così fottutamente fine anni '90, al tempo stesso è così poetico pensare a back street come una calle nascosta no?"You are my fire The one desireYou are -you are- you are-you are (quasi in falsetto)"Na-na-na-naaa-na [...].
Il dannunziano tramezzino, eh sì perché fu proprio D’Annunzio a coniare questo termine per sostituirne l’equivalente inglese di sandwich, ahimè è diventato ricordo... dell’ombreta non vi è più nemmeno l’ombra. La lavatrice ormai ha finito la sua centrifuga e mi incammino sulla strada del ritorno, tra cuccioli di sapiens che sfrecciano sui loro monopattini, signore con i loro trolley per la spesa che puntualmente rallentano il ritmo del loro passo sicuro e disinvolto ogniqualvolta si presenti un ponte.
A livello di vita quotidiana per quanto riguarda “le scoasse” (spazzatura) ho scoperto che non si differenzia l’umido dal residuo, eppure sappiamo tutti (tutti?) quanto questo possa essere utile in un'economia circolare se utilizzato come compost e fertilizzante naturale, siamo anche a un tiro di scoppio dall’isola di Sant’Erasmo, l’isola più grande della Laguna, definita l’orto di Venezia…
Nelle calli i panni stesi a mo’ di festoni celebrativi, mi fanno pensare al fatto che tutti sappiano che mutande porti il proprio vicino, che bellezza questa dimensione umana di Venezia. Puoi camminare con il naso all’insù senza dover sgomitare a causa del turismo mordi e fuggi… la città-isola respira nella sua essenza più autentica, senza il timore di mostrare le proprie ferite.
Stamattina, al bancone del bar vicino a casa, c'era appeso un cartello che riportava il seguente messaggio:
“Bar Covid free
Parlemo de tuto de magri de bidoni…
ma de covid ghe navemo pieni i cojoni”.
“Shoganai”, una parola giapponese, è ciò che non può essere evitato e per cui non c’è niente da fare, se non accettare la situazione” come ci ricorda Gianluca. Dobbiamo ficcarcelo in mezzo agli occhi come un ramoscello di follia e non abbatterci, guardare avanti. Come le sciure con il trolley della spesa, mica tornano indietro, rallentano il loro incedere elegante e arrivano dall’altra parte del ponte, ci arrivano porca misera e mi superano anche!
Il 25 marzo Venezia compie 1600 anni, nonostante l’acqua alta, il cambiamento climanto, la pandemia, nonostante tutto. Mi ritorna in mente lo sguardo dell’Arcano della Forza mentre addomestica il suo leone, sarà una coincidenza che torni questo leone anche nella simbologia di Venezia? Sarà forse in quello sguardo stanco, che risiede una domanda cardine: sarà nascosta nelle nostre fragilità la nostra vera forza?
∞ MC
Elogio dell’Eudaimonia
Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme.
Elogio della fuga - Henri Laborit
Novembre 2020 - Milazzo (Sicilia) - poco prima dell'imbarco sull'ultimo traghetto della giornata, poco prima del calar del sole, poco prima delle nuove-vecchie restrizioni, poco prima dell'inizio di una nuova avventura isolana.
Quante cose possono accadere, se si decide di agire, nel "poco prima"?
Oltre il giardino - Massimo Venturi Ferriolo (Filosofia di paesaggio)
Trasformare in giardino il mondo è l'ambizione di un'ostinata filosofia che ha la forza estetica del poeta, indagine teorica e operare concreto come risposta alle esigenze fondamentali del nostro tempo che pone a suo fondamento l'esteticità. Pregio artistico di un'opera d'arte visibile nelle apparenze di un giardino, essa suscita sensazioni mostrando tutto ciò che appartiene al presente, alla vita attuale, celato o evidente nelle sue forme. Questa è vera bellezza, unità di etica e di estetica, del bello e del buono.
Non si finisce mai di... sbagliare! Vivere la vita come se fosse sempre il primo giorno di scuola.
"Esiste un rito sociale che i francesi chiamano tour du propriétaire "il giro del proprietario": si ricevono gli ospiti, li si mette a loro agio, poi li si accompagna nella visita dei propri possedimenti...
Il compiacimento che si prova facendo da guida, è la spia di un desiderio profondo: illustrare attraverso un luogo, un po' di noi stessi e della nostra storia. Questo racconta il Labirinto, e ai Teseo che vorranno esplorarlo, senza pericolo, do il mio Benvenuto alla Masone!".
Franco Maria Ricci - Il Labirinto di Franco Maria Ricci
Alicante
Une orange sur la table Ta robe sur le tapis Et toi dans mon lit Doux présent du présent Fraîcheur de la nuit Chaleur de ma vie.
Jacques Prévert
-
Un'arancia sulla tavola Il tuo vestito sul tappeto E nel mio letto tu Dolce presente del presente Freschezza della notte Calore della mia vita.
Beauty beyond time.
La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.
Albert Camus
Napoli, marzo 2019.
Cosa sto imparando, nel tempo presente e sospeso di questa quarantena.
“Disegnare un albero” di Bruno Munari
Dimmi cosa vuoi veramente,
pazzamente,
quello che vogliono le tue cellule,
il cervello chiuso nella pancia,
la tana di serpenti che hai tra le gambe.
Dimmi il tremore, il turbamento
la parte nera del sentimento.
Franco Arminio - Resteranno i canti
🌿 #Fridaysforfuture 🌿
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with Giada Tamborrino studio
“E tu, chi sei?” Il Sapere perduto: un viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi. Uno spettacolo itinerante del gruppo “La Fenice” dell’Associazione Culturale Festival della Fiaba. Ideato e diretto da Nicoletta Giberti, dedicato ai disegni di Gea Zoda presentato al Festival della Fiaba 2019 e in seguito inserito all’interno del Progetto Macinare Cultura 2019 promosso dalla Regione Emilia-Romagna. 📍Mulino di Recovato, Castelfranco Emilia (MO) 📷 Scatto di Enrico Maria Bertani
“Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. È dire “ti sento”. Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.” ― Erri De Luca, I pesci non chiudono gli occhi