Resurrezione di Lazzaro (Pietro Annigoni - 1946) “Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo” (Gv 11,53). Che la vita diventi pretesto di morte pare impossibile, specie se immessa nuovamente. Esistono però pietre e bende che chiudono e legano; pesi che schiacciano, reti che intrappolano. Esistono pietre che chiudono, celano, abituano. Pesi che diventano, col tempo, insostenibili. Esistono bende che fanno prigionieri, cattivi. Ci si sente in trappola. Pietre e bende che fanno presumere una morte prematura; un fermo improvviso a quella vitalità interiore, all’energia che ci anima. “Lazzaro, vieni fuori!” (Gv 11,43b). Abbiamo bisogno di un comando-altro che ci spinga verso-. Questo venir fuori è un ritorno alla vita nella decisione di sé. “Fa meraviglia che per mezzo di lui sia risuscitato uno, quando ogni giorno tanti nascono per mezzo di lui?” (Agostino). https://www.instagram.com/p/CqULsDvKtFf/?igshid=NGJjMDIxMWI=













