My Mister: la rivoluzione del K-drama
Ā Che i drama coreani siano fonte di distrazione e rilassamento per la maggioranza degli spettatori non ĆØ una novitĆ , ma che piano piano la televisione di questa piccola parte di mondo stia crescendo lo ĆØ eccome. Da quando ho iniziato e scoperto il mondo dei drama coreani, ho sempre sostenuto lāenorme potenziale di questa modalitĆ di raccontare storie e dellāenorme lavoro e talento che cāĆØ dietro. Abituati ad una tv che procede a stagioni, abituati a dover aspettare anni per poter giungere alla fine di una storia, approdare nella tv coreana dove ogni mese escono 3 prodotti nuovi, autoconclusivi e avvincenti ĆØ uno shock non indifferente. Dal ciclone emotivo e tecnico che ĆØ stato Goblin il piccolo schermo coreano ĆØ però cambiato, sebbene ci siano stati esempi in passato di drama malinconici, amari e tristi, mai come questāanno la realtĆ ha preso ampio spazio nel drama. Basta con giovani super ricchi e donne mendicanti, basta con storie dāamore che iniziano con un ombrello giallo sotto la pioggia, basta personaggi stereotipati, tenetevi forte che nel mondo dei drama cāĆØ da soffrire davvero.
My Mister drama in 16 episodi diretto dal regista di Signal (2016) e scritto dallo sceneggiatore di Another Miss Ho, racconta la storia di unāumanitĆ inerme agli eventi, arresa alla vita e al suo scorrere. Più che la storia di un uomo e di una donna, più che una storia dāamore o di amicizia e una storia di ultimi. Nessuna villa, nessun ufficio di lusso, nessuna macchina scintillante, nessun completo o vestito o borsa firmata. In un mondo dai perenni toni freddi vengono sviscerate le storie di tre fratelli che ognuno per motivi diversi hanno rinunciato alle loro ambizioni, scegliendo di vivere pacatamente e inghiottendo dispiacere e rimpianti per non fare troppo rumore. Nella stessa realtĆ si arrangia la povera Ji-An costretta a badare alla nonna sordomuta e fare due lavori per pagare lo strozzino che la picchiaĀ tutte le sere. SarĆ la tenacia di Ji.An e il rapporto che cresce pian piano tra lei Dong-Hoon a rompere la diga degli indugi e provocare unāinondazione di conseguenze emotive, molto forti per lo spettatore.
La vera forza di My Mister ĆØ proprio questa, saper parlare di sentimenti senza troppi artifizi narrativi, e sezionare molte delle nostre preoccupazioni che ogni giorno ci trattengono. Chi di noi non si ĆØ mai dovuto trattenere, chi di noi non ha rinunciato a un sogno, chi di noi non ha mai dovuto mettere la felicitĆ di altri prima di un dispiacere personale. My Mister ĆØ questo ĆØ un drama di persone, di esseri umani.
Difronte a tutto questo la necessitĆ di una trama romantica passa in secondo piano, cosƬ come il dover per forza definire la relazione tra i due protagonisti come amore. PerchĆ© nella vita normale i rapporti e i sentimenti non sono definibili sempre, non esiste solo il bianco o il nero. Ed ĆØ in questo, nel suo voler incentrarsi sul grigio dellāesistenza che My Mister segna la più grossa rivoluzione nella tv coreana degli ultimi anni.
Un poā come era stato con Just Between Lovers, o Waikiki o anche Live My Mister sceglie di raccontare la Corea vera, che al pubblico generalista dei k-drama non piacerĆ . Ma chi invece si ĆØ abituato al genere e cerca in esso una maggiore profonditĆ amerĆ sicuramente una svolta come questa.
La tv Coreana sta arrivando occidente, inizia a tremare
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