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Incalcolabile agg.s.m e f. capace nel far di conto.
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Incalcolabile
Incalcolabile agg.s.m e f. capace nel far di conto.
Echeggiare
Echeggiare v.intr. lodare ripetutamente il vasaio.
Savonarola
Savonarola n.pr.m. riformatore del Levante ligure.
Italian novelist/artist, Dino Buzzati (1906-1972).
Joseph Plateau — Phenakistoscope art (1887)
@phenakistoskope
Medico
Medico sost.s.m. cfr. fig.81
fig.81
sarebbe bello conoscere nome cognome e città di residenza
Eretiche
Eretiche agg.pl.f. Alpi eterodosse.
Black and Light
Hobbytorio
Hobbytorio sost.s.m. luogo del diletto.
Marmo
Marmo sost.s.m. interventista di pietra.
Se il mondo cancella gli orrori di Gaza
Lontano dagli occhi del mondo si muore tra bombe, fame, sete e repressione
Ci siamo dimenticati di Gaza e ci stiamo dimenticando del Libano, negli stessi momenti in cui l’esercito israeliano lo sta attaccando sempre più duramente. Non servono più anni o mesi a dimenticare, a mettere in secondo piano, a fare scomparire nell’indifferenza le tragedie più grandi. Le ricordiamo un attimo solo, e quando il televisore si spegne sulle immagini di morte e distruzione, queste smettono di essere reali.
E invece non c’è stato arresto alle distruzioni, il sangue continua ad essere sparso. In Libano, nonostante un’altalena di tregue e riprese, dall’inizio delle ostilità, ad oggi sono morti oltre tremila libanesi, molti dei quali civili, molti dei quali bambini. È di due giorni fa l’uccisione di un’intera famiglia, con due bambini piccoli. È morta colpita dal fuoco israeliano anche l’ambientalista di quasi ottant’anni Mona Khalil, che si è per anni occupata delle tartarughe marine. Un’altra terrorista? Come già a Gaza, l’esercito annuncia, anche se non sempre, di essere sul punto di bombardare e ordina l’evacuazione in tempi ristrettissimi. Questo è ciò che anche da noi alcuni definiscono come la prova che non esiste volontà genocidaria da parte del governo israeliano. Nell’ultima ripresa di bombardamenti, seguita due giorni fa all’uccisione da parte di Hezbollah di quattro soldati israeliani, il ministro della Difesa Katz ha dichiarato che ogni lacrima di una madre israeliana sarà pagata con le lacrime di mille madri libanesi. Tanto poco valgono le loro lacrime rispetto a quelle delle madri ebree? Tutto il Libano brucerà, ha aggiunto. Intanto nelle tendopoli di Gaza, con intorno l’80% delle case distrutte, si continua a morire. Il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 non ha fermato, solo diminuito, i bombardamenti, come non ha consentito che a una parte dei rifornimenti di entrare nella Striscia ad alleviare la fame dei suoi abitanti. Quasi mille palestinesi sono morti sotto le bombe israeliane dall’ottobre ad oggi e oltre 3.000 sono stati feriti, secondo la rivista israelo-palestinese di opposizione +972 Magazine, che cita fonti ufficiali palestinesi. Nelle ultime settimane, al resto si è aggiunta la carenza drammatica di acqua. Il che significa epidemie, in un contesto privo di strutture sanitarie. La bella intervista sulle pagine recenti di questo giornale di Francesca Mannocchi ad un poeta e scrittore di Khan Younis, Muhammad al-Zaqzouq, ci svela dall’interno non solo la situazione concreta di Gaza, fra continui sfollamenti da una tendopoli all’altra, ma anche la disperazione dei suoi abitanti, la loro percezione del disastro che li ha sommersi. Emerge nell’intervista la consapevolezza, vera o meno che sia, che Gaza non potrà mai più risorgere. Che cosa succederà quando questa consapevolezza diventerà concreta disperazione di tutti?
Nel Libano, a cui i ministri di Netanyahu vorrebbero riservare la sorte di Gaza, la situazione è ancora lontana dall’essere quella della Striscia. Ma quanto a lungo, se non si metterà fine a questo massacro? I bombardamenti in Libano, accompagnati dall’allargamento delle zone occupate e dallo sfollamento forzato degli abitanti, (da 800.000 a un milione, secondo stime Onu) sono divenuti il mezzo con cui Netanyahu cerca di fermare le trattative diplomatiche tra Usa e Iran: l’Iran denuncia la violazione degli accordi e chiude Hormuz, Trump impone nuove tregue, subito violate. Ma il costo in termini di vite umane è altissimo. E nessuno nel mondo sembra curarsene.
Ma c’è un altro fronte anch’esso ignorato, quello della Cisgiordania occupata. E non solo per le continue aggressioni di coloni ed esercito. C’è anche il problema dei 150.000 lavoratori che dai territori si recavano ogni giorno a lavorare in Israele prima del 7 ottobre. Molti lavoratori rimasti disoccupati tentano di scavalcare illegalmente il muro. Prima del 7 ottobre – c’erano infatti restrizioni e divieti anche prima – venivano per lo più arrestati. Ora l’esercito spara e il numero di quanti muoiono per andare illegalmente a guadagnarsi il pane cresce ogni giorno. Il ministro Ben Gvir ha dichiarato che si tratta di un ottimo risultato.
Quando finirà questa immane rappresaglia che colpisce tutto un popolo per vendicare l’attentato, orrendo che sia, del 7 ottobre? O, meglio, per usarlo senza vergogna per raggiungere il progetto politico della “grande Israele”?
Anna Foa , " La Stampa " , 22/06/2026
Carovanieri
Carovanieri sost.pl.m. viaggiatori dal passato nomade.
Leonardo da Vinci non morì in Francia: la tomba segreta a Firenze nascosta nei quadri del suo allievo
E se il più grande genio del Rinascimento avesse orchestrato la propria morte come uno dei suoi enigmi? E se, invece di spirare ad Amboise nel 1519, Leonardo fosse tornato segretamente a Firenze per l’ultimo capitolo della sua vita?
Uomo di profilo (disegno a sanguigna di Francesco Melzi, 1520, Firenze) È davvero Leonardo da Vinci? La data sul disegno dice 19 agosto 1520…” La storia ufficiale contro un mistero sorprendente Secondo i libri di storia, Leonardo da Vinci morì il 2 maggio 1519 nel castello di Clos-Lucé, vicino ad Amboise, in Francia. I funerali avvennero mesi dopo e la tomba fu in seguito profanata, con i resti dispersi. Fine della storia. Ma guardando con attenzione le opere del suo allievo più fedele, Francesco Melzi, emerge un racconto completamente diverso: un ritorno a casa, una morte nel 1520 a Firenze e una sepoltura segreta sotto falso nome nella Basilica di Santa Croce. I due dipinti che raccontano tutto: Flora e Vertumno e Pomona Melzi, erede testamentario di Leonardo e suo discepolo devoto, lasciò messaggi cifrati nei suoi quadri più importanti.
“Flora” (o Colombina), 1520 – Ermitage di San Pietroburgo Una giovane dea della primavera con il seno scoperto (simbolo materno), un giglio reciso in mano (emblema di Firenze) e uno sguardo malinconico. Sullo sfondo scuro, fiori e foglie sembrano stelle nel cielo notturno. Melzi celebra qui la vita del maestro appena scomparso e invita chi guarda a scrutare “nel cielo della notte infinita”.
“Vertumno e Pomona”
Vertumno (divinità etrusca) travestito da vecchia corteggia Pomona. Ma osservando bene: Una pietra squadrata instabile su ciottoli (“qui devi scoprire!”) Fiori di giglio e paesaggio toscano Un tralcio di vite che avvolge l’albero (simbolo di ritorno, pace e segretezza)
Il volto di Vertumno è identico al disegno del “profilo d’uomo” di Melzi del 1520, ma ribaltato. E su quel disegno appare chiaramente: “1520 Adi 19 agosto Firenze de sabato 'Leonardo da Vinci !?! ".de anni 71” Se questo è davvero Leonardo, la data ufficiale della morte va riscritta.
Il nome scritto da Melzi nel disegno é glissato, notiamo come sia sovrapponibile al nome di Leonardo da Vinci
I rebus e le costellazioni: il codice segreto di Leonardo Melzi conosceva perfettamente il metodo del maestro: usare le costellazioni per costruire rebus e anagrammi nascosti nei dipinti.( "Codici da costellazioni " metodo decodificato nelle mie due pubblicazioni) Ecco alcune delle rivelazioni più potenti .
Dalla costellazione della Volpetta su Flora: Anagramma: “E VINCI LO FE SOTTO NELLO SEPOLCRO”
Dalla costellazione di Cerberus su Vertumno: Anagramma: “VINCI IN SANTA CROCE OCCULTO GIACE CHI ÈL BELL’OMO TAL PROBO LEO”
Altre costellazioni sovrapponibili come (Lira, Delfino, Perseo, Aquila, Leone)applicate ai due dipinti ripetono concetti simili: Leonardo giace a Santa Croce, nome occultato, “Leo Probo”, in terra toscana, con il giglio di Firenze. Tutti gli anagrammi hanno senso compiuto e convergono sulla stessa storia. La tomba “terragna” di Santa Croce: il rebus finale A Santa Croce, tra le tombe monumentali di Michelangelo, Galilei e Machiavelli, ci sono anche lastre pavimentali più umili dette “terragne”. Una in particolare, datata 1479,( questa data non indica la reale di sepoltura) appartiene a Jacobo Cocco (“viro probo” = uomo probo) e alla moglie Leonarda Carducci. L’iscrizione latina, analizzata come rebus e anagrammata, produce riferimenti precisi a Leonardo, alla madre Caterina Butes e persino alla data 10/01/1451 (collegabile al suo primo battesimo). Leonardo avrebbe progettato anche la propria sepoltura come un ultimo, geniale gioco enigmistico. Perché tutto questo mistero? Leonardo custodiva legami e segreti con le potenti famiglie fiorentine. Il suo ritorno sotto false spoglie e un nome occultato (“Leo Probo” fu ritenuto necessario per ragioni di sicurezza politica. Melzi, con devozione filiale, ha documentato tutto nei dipinti: il viaggio di ritorno (probabilmente via mare, date le condizioni di salute), l’ultimo anno a Firenze e la sepoltura segreta.
Ed ecco il risultato con tutte le lettere; sono state utilizzate in totale 128 lettere. Seguono le somme per lettere: A-14, B-5, C-11, D-5, E-7, F-1, GJ-2, I-20, L-2, M-4, N-4, O-12, P-2, Q-1, R-10, S-8, T-7, U-8, V-4, X-1. (La “J” in italiano si trasforma in “G”, mentre la “x” prende valore numerico di 10.) Epigrafe sovrapposta, il sepolcro di Leonardo da Vinci, rebus in latino e anagramma in italiano. “JACOBO COCCO VIRO PROBO ET CIVI DE REP BENEMERITO LEONARDA CARDUCCIA UXOR GRATISSIMA MARITO SUAVISSIMO SIBIQ FACIUNDU CURAVIT OBIIT A. SALUTIS 1479 DIE 28 IVNIJ” (J=G). Anagramma: “LEONARDO DA VINCI VISSI RICCO GRATO A MADRE CATERINA BUTES, CRESCO DI TUA PIA LUCE MI AMASTI CON SQUISITO GIUOCO, CAVAR I SUOI PRIMI FIORI EBBI VOTO UBBIDIR 10/01/1451”.
Conclusione: un genio che ha scritto anche la propria fine Leonardo non ha lasciato nulla al caso. Ha codificato la propria vita, le scoperte e, con l’aiuto di Melzi, anche la propria morte. I dipinti del suo allievo più caro sono l’ultimo messaggio: “Sono tornato a casa, tra i gigli di Firenze, e ho scelto io come andarmene”. Cosa ne pensate? È possibile che la storia ufficiale sia sbagliata? Lasciate un commento e condividete le vostre teorie! (Sintesi di un capitolo del libro “Leonardo – Il primo libro dei segreti: morte e sepoltura” di Maurizio Pecorari)
Edizione Etabeta 2025, LEONARDO IL PRIMO LIBRO DEI SEGRETI
Source: Leonardo da Vinci non morì in Francia: la tomba segreta a Firenze nascosta nei quadri del suo allievo