Amore amaro
Come si fa quando non si sa cosa fare?
Quando l’unica alternativa è quella che fa più male?
Mi sembra di stare in un limbo senza via di uscita.
Passano i giorni e io cerco di autoconvincermi che quello che ho fatto era inevitabile, che è meglio così per me e per te. Perché anche nel dolore più lancinante io penso a te. Assurdo, ma è così. Non c’è una scappatoia dal vuoto che porto dentro, dal rammarico di tutto quello che poteva essere ed non è mai stato. Io e te che scappavamo e sempre ci ritrovavamo, ora non ne sono più certa che ci risentiremo anche per un “Ehi, come stai?”. Perché io e te non siamo così, non sappiamo parlare, io e te siamo un casino ancora da capire. Ardiamo di passione ma non siamo bravi a dircelo e ci allontaniamo fino a perderci. Io che non so più stare in ombra, tu che non sai cosa vuoi. Ho perso un cuore quando a quel “io non so cosa siamo” tu sei rimasto in silenzio. Ho perso una parte di me e il collasso era inevitabile e tu non mi hai fermato, non mi hai salvato. Il silenzio è sempre stata la tua arma, e questa arma mi ha sempre ferito. Sono giorni che non parliamo più e questa volta è davvero la “fine”, anche se non c’è stato mai davvero un inizio. Mi machi, mi mancherai. Ti penso, ti penserò. Custodisco questo dolore, l’ultima cosa che ho di te.















