Ho perso il conto delle volte in cui ho sperato di sbagliarmi. E invece niente, ho sempre ragione io. Bella dote di merda l'intuito.
Marcella (via giuggioliina)
YOU ARE THE REASON
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Cosimo Galluzzi

Janaina Medeiros
he wasn't even looking at me and he found me
Alisa U Zemlji Chuda

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@perunavoltasceglime
Ho perso il conto delle volte in cui ho sperato di sbagliarmi. E invece niente, ho sempre ragione io. Bella dote di merda l'intuito.
Marcella (via giuggioliina)
si arrendono e si salutano per sempre. ah
“E un amore incompiuto resta a metà per un paio di anni nella nostra vita anche quando non lo vogliamo”
Il cortisone non mi fa dormire. E spesso e volentieri succede che quando il corpo nel pieno della notte si contorce sotto i dolori fisici, la mente invece si apre e velocemente comincia a elaborare il pensiero fino a ridurlo a un dolore nella mente spesso più atroce di quello fisico. Ed è difficile distogliere un pensiero doloroso. Per quanto cerchi di indirizzare i miei ricordi altrove, ora penso a te. Così capita che un fermo immagine sul telefono mi riporta a quello che io chiamo un "amore incompiuto". Rimane nella mia testa. E un amore incompiuto resta a metà per un paio di anni nella nostra vita anche quando non lo vogliamo. Spesso e volentieri quando ero più piccina scrivevo di amori immaginari, di quei ragazzi che tanto ci si innamora perdutamente da adolescenti ma è sempre così tutto ridicolo, tutto così platonico e irreale. Poi ti ritrovi adulta. Anche gli amori cambiano. Non è più un bacio timido a soddisfare i giorni di separazione. È un desiderio indecente, i messaggi, le foto, sono le serate solo a letto e mai a conoscerci davvero. È il disagio dopo il bowling, un uomo e una donna a trovarsi a parlare per la prima volta con i vestiti addosso e sentirsi degli estranei. Eppure sai, io mi sentivo diversa. Non era più l'amore platonico che scrivevo da ragazzina sul diario, la mia vita era infelice e la colmavo con del sesso e condividevo la mia frenesia con un uomo che non vedeva altro che piacere. Ma io intanto mi innamoravo. E si, fui così stupida e masochista a voler continuare. A voler cogliere ogni momento per capire com'eri veramente, per carpire quell'altra persona che vedevo in te ma non mi volevi mostrare. Perché mi ricordo perfettamente della prima volta che ti ho sentito parlare di te stesso e non mi sembravi tanto lontano dall'infelicità che provavo io. Eppure tu di tutta risposta mi dicesti che non ero la tua psicologa. Ogni parola si zittiva sempre sul letto. Ero una donna, l'amore non era più piangere per la parola non rivolta come due bambini adirati, ero così succube che per te cambiavo. Quello che io chiamavo amore andava avanti, spesso e volentieri sparivi e tornavi quando volevi. Io c'ero, aspettavo in continuazione il tuo ritorno. Ogni volta le tue parole mi ferivano, ma mi rendevano ancora più determinata a conquistarti. Che cosa sciocca. Eri tu che non volevi essere conquistato. Non da me. Ero solo una delle tante. Ma volevo davvero essere diversa dalle altre donne. E mi piegavo al silenzio perché sapevo che non amavi il mio sarcasmo. Volevo farti ridere utilizzando il tuo stesso modo di fare, mi mostravo ogni volta diversa convinta di essere sempre di più la persona che volevi vedere in me. Qualsiasi cosa perché non mi dicessi ogni volta, sempre peggio, che non eravamo compatibili. Che al di fuori del letto, al di la dell'attrazione, non provavi nulla per me. Ed io beh.. Pian piano cercando di limitare me stessa spesso e volentieri ero ancora più infelice. Ed ora, oh mio dio, ci ripenso. A tutto questo peccato, a tutto questo segreto fra noi, tutte quelle parole forse a volte di disprezzo. Ed ora che ci ripenso, un'altra sta al tuo fianco. È arrivata dopo di me ma ti tiene la mano ed io non ci sono mai riuscita. L'hai portata nelle tue terre ed io non ho mai nemmeno conosciuto tua madre in un anno. Mi ricordo che mi dicesti che se eri innamorato davvero eri in grado di cambiare. Ma le parole per me erano sempre pungenti. Ed io un po' la invidio, per molto tempo ho preso la parte cattiva di te e ora tutto ciò che ho sperato di vedere tu lo mostri ad un altra. Un po' mi sento stringere il cuore. Perché ero così stupida da amare anche il dolore che mi facevi ogni volta che ti allontanavi, che mi usavi, che le parole mi raggiravano. Alcuni lo chiamano masochismo. Ma io la chiamavo disperazione. Sei stata la persona sbagliata nel momento sbagliato della mia vita. E mi ci aggrappavo a te, con tutte le mie forze. Perché non riuscivo mai a dirti di no, il male che mi facevo rispecchiava in pieno quello che credevo di meritarmi dalla vita. Ed era difficile credimi, sapevi così poco di me. Ti seguivo a ruota, e di tanto in tanto ancora mi chiedo se i baci prepotenti che mi davi forse ora sono più dolci. Non ha importanza. Ero io quella sbagliata. Me lo hai sempre fatto capire d'altronde. Mi sono sentita spesso e volentieri una stupida. Anche adesso a ripensare a una storia che nemmeno è mai davvero esistita. Volevo solo scrivere le mie debolezze e forse per la prima volta ammetterle. Eppure sai, un amore incompiuto resta a metà per un paio di anni nella nostra vita anche quando non lo vogliamo. La mia mente è sempre stata una tormenta anche se non lo sai. Insomma, non sai nulla di me, come puoi saperlo. Non sai come prendo il caffè, che cosa mangio a colazione, perché ho paura dei medici e vivo in una casa così piccola da sola. Ed io non resisto, sei sempre stato la mia tentazione, lo sai, nel bene e nel male. Ma io sono l'immagine che può dare solo un amante. Sempre così lontana e così vicina solo per poter scatenare il proprio piacere. Volevo solo spiegarti. Ma la mia mente è una tormenta e mi è difficile farti capire. È difficile ammettere che io, a distanza di due anni ormai con un altro uomo a fianco ancora penso che avrei voluto conoscerti davvero. Era solo un amore platonico. Un amore incompiuto ecco.
Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore
Italo Calvino (via italocalvinoblog)
Mi sono sentita dire per l'ennesima volta che sono un fallimento e a forza di sentirmelo dire, ci sto credendo
Algofobia: Paura ossessiva di soffrire Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare. Atychifobia: paura di fallire Autofobia: paura di essere soli o di se stessi Cherofobia: paura della felicità. Eleutherofobia: Paura della libertà Eremofobia: paura di essere se stessi o della solitudine Fobofobia: paura di aver paura Isolofobia: Paura della solitudine, essere soli Kakorrhaphiofobia: Paura di fallire o di essere sconfitti Mnemofobia: Paura dei ricordi Monofobia: paura della solitudine Odynofobia o Odynefobia: Paura del dolore Oneirofobia: Paura dei sogni Soteriofobia: Paura di dipendere da altri
Perunavoltasceglime (via perunavoltasceglime)
“Fedeltà significa che, qualunque cosa succederà nella tua vita o nella mia vita, io ti resterò sempre accanto, io ci sarò”
Roberto Benigni, I dieci comandamenti (via callistina)
In qualche posto del mondo qualcuno conosce le parole esatte che vorresti sentirti dire.
Massimo Bisotti (via youaresuchadisaster)
La gente vive senza certezze, scambia gelide carezze e giura false promesse.
Truth (via cercandoitacacomeulisse)
Ma scegli me
Ricordati di te. Non dico sempre. Non dico spesso. Ricordati che prima di essere innamorata, sei stata tante altre cose, tutte altrettanto meravigliose.
Susanna Casciani (via electraheart94)
Il giorno in cui ho capito di potercela fare da sola non è stato un giorno facile. Era un pomeriggio di fine aprile, la valigia ancora da disfare a pochi passi da me e un futuro incerto davanti agli occhi. Ero tornata da poche ore, il sogno che per anni avevo conservato gelosamente in un cassetto, all'improvviso era diventato un ricordo. Non si è mai pronti a lasciar andare via un sogno, ma questo ancora non lo sapevo; pensavo valesse solo con le persone, all'epoca. La vita che avevo lasciato era la stessa di sempre ed io non sentivo più di farne parte. Ricordo di aver iniziato a piangere: mi sentivo una bambina in un grande parco giochi, circondata da giostre ma senza nessun adulto a cui tenere la mano. Gli amici di sempre sembravano essere andati avanti senza di me: ero felice per loro ma segretamente desideravo far parte di quegli eventi in cui non comparivo più, neppure tra i titoli di coda. Ero piena di gioia ma al tempo stesso la paura mi impediva di respirare. Forse si diventa forti in questo modo, pensai: restando in piedi anche quando il terreno sotto i tuoi piedi non smette di muoversi.
(via eleonoratisi)
Non si è mai pronti a lasciar andare via un sogno, ma questo ancora non lo sapevo; pensavo valesse solo con le persone, all'epoca.
(via eleonoratisi)