Uno sguardo al futuro
Nell’articolo precedente ho parlato di come un’automobile dotata di intelligenza artificiale possa “conoscere” sempre più a fondo il guidatore. Ma come riesce a farlo? Tutto questo è possibile grazie allo sviluppo di algoritmi sempre più accurati di intelligenza artificiale.
Attraverso una rete neurale, l’auto raccoglie i dati esterni, come ad esempio mappe o condizioni della strada, gli algoritmi elaborano questi dati e sono in grado di prendere decisioni. E’ quindi possibile che questi algoritmi diventino un vero e proprio copilota. Questi sistemi sono chiamati reti neurali.
Schema di una rete neurale artificiale (Fonte: Wikipedia)
Ma cosa significa rete neurale nel campo dell’automotive? Si tratta di algoritmi costituiti da tantissimi nodi, collegati fra loro formando una rete detta “neurale” (perchè ricorda quella del cervello umano) capace di interpretare dati e tenere sotto controllo tutto ciò che riguarda l’auto, come ad esempio la rotta.
Le funzioni particolarmente innovative sono molte: grazie alle reti neurali convoluzionali, l’algoritmo è in grado di “leggere le forme” e le immagini, dunque può riconoscere fisicamente il proprietario dell’auto; una volta riconosciuto il guidatore, sincronizza la sua rete neurale con i nostri device, in modo da poter identificare mail e messaggi e leggerli a voce per non distrarci dalla guida, oppure fissare sul calendario del cellulare nuovi appuntamenti o semplicemente consultarlo.
Inoltre alcune intelligenze artificiali, come axel.ai, possono imparare “per concetti”: questo permette al sistema di dare consigli e suggerimenti. Ad esempio, se la nostra destinazione è l’aeroporto, non solo ci ricorderà a che ora è il volo, ma potrà chiedere se abbiamo preso il passaporto e la valigia.
Questa capacità di raccolta dati e analisi permette all’algoritmo di controllare anche tutti i parametri relativi alla sicurezza; infatti, oltre alla già citata capacità di monitorare le condizioni della strada, può tenere sotto controllo i segnali biometrici del conducente, per segnalare eventuali segni di stanchezza. La raccolta di tutti questi dati permette all’auto di compiere azioni per salvaguardare la nostra salute, dal più semplice degli avvisi alla richiesta di SOS tramite connessione Cloud.
Con questo sviluppo così rapido dell’intelligenza artificiali (e dei suoi algoritmi), la guida non solo sarà più confortevole, ma anche molto più sicura.
Diego Riva














