Il giusto tempo
Credi davvero che verrà il tempo giusto quello che perdona alla mano i tremolii, che concilia proustianamente capo e coda, che non attorciglia le budella in un vortice di angoscia insensata e ti bisbiglia pazientemente all'orecchio buono le verità del mondo?
Credi davvero che ci sarà un tempo giusto per punire chi nomina l’amore invano, per dichiarare fuori legge i calzini spaiati e la solitudine, per riabilitare le rughe, per incoronare i perdenti?
Credi che verrà il tempo giusto quello che non fa morire senza motivo le piantine da interno, che mette in fila la notte e l'alba, che le fa rigare dritto senza permettere ai giorni di confondersi, che li spoglia dal superfluo svuotando gli oscuri nascondigli dai deliri di una vita da vinti?
Credi che verrà il tempo giusto quello in cui ogni dolore umano guarirà al suono di un violino dorato, in cui il maglione preferito non si deforma in cui non avrà più senso domandarsi se, mai, arriverà il giusto tempo?









