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@shiny-whitenana
— Luca
È giorni che ci penso, senza versare parole o cercare confronti.
Sto cercando nel mio passato - nei momenti trascorsi insieme - un ricordo di felicità, e per la prima volta nella mia vita non riesco a trovare nulla: nessun momento perfetto, nessuna esperienza unica e irripetibile della quale sentirò la mancanza.
Non ho trovato nulla, nemmeno un ricordo perfetto, magari qualche ricordo di felicità ma sempre legato a un momento conseguente rovinoso.
Nulla in grado di farmi tornare sui miei passi e cercare di riavere ciò che ho perduto.
Forse inconsciamente non lo voglio trovare, o forse ho semplicemente costruito un muro di ghiaccio per autodifesa, oppure ancora... Forse davvero il saldo del conto è in rosso.
Infondo dai, non è possibile che ogni singolo ricordo di questi anni insieme sia sempre costantemente stato rovinato dalla presenza della stessa persona che doveva contribuire attivamente a rendere quei momenti perfetti e indimenticabili. Mi rifiuto di accettare una tale sconfitta - ed è questo che davvero ferisce ora, una sconfitta personale, una scommessa persa - ma dopo tutte queste ferite, dopo tutte queste assenze, queste distanze, davvero è mai possibile non provare nulla?
Non provare nulla se non rancore. Un rancore per le occasioni perdute, per le battaglie perse, per le felicità rovinate. Forse dovevo capirlo prima o forse no.
È così strano che tutte le cose belle siano svanite nel nulla.
È una reazione nuova per me, non mi è mai capitato, sono sempre stata nostalgica e sentimentale.
Non mi riconosco.
Se mi chiedessero di parlarne inizierei a elencare solo le cose brutte - non che siano poche, difficile resistere - ma che fine hanno fatto quelle belle?
Negli ultimi mesi mi sono imposta un certo distacco, ho abbandonato ogni comportamento indulgente, gentile, premuroso o affettivo, portando con me solo acidità e rancore nei suoi riguardi, smettendo di chiedermi "perché lottare?".
Negli ultimi mesi ho mollato.
E dal momento in cui ho smesso di lottare per un "noi" ho lasciato questa faccenda al suo destino.
Ma ciò non motiva certo questa strana sorta di amnesia delle cose belle. Non comprendo proprio questa mia reazione più o meno conscia all'evolversi degli eventi.
Questo rancore e poi questa gratitudine verso le mie scelte più difficili, quelle più drastiche, sono sensazioni così nuove, così estranee.
Davvero non so come sbrogliare questo casino che ho o forse non ho dentro.
Forse è solo una questione di tempo.
<< ...il dubbio è una strategia per conoscere,non il fine, lo scopo della conoscenza, che deve rimanere sempre la ricerca della verità, sia che tu sia esista realmente oppure no. Credere che esista la verità è un atto di Fede, cercarla è una funzione esistenziale della mente. Abdicare alla ricerca del vero, è come abdicare alla nostra stessa natura di esseri coscienti e pensanti. >>
- A. Bertirotti
Non per tutti stare in casa significa stare al sicuro.
"Nelle famiglie disturbate i bambini si sentono responsabili dei problemi familiari e anche della loro soluzione. I modi in cui questi bambini cercano di “salvare” le loro famiglie sono tre: rendersi invisibili, diventare cattivi o essere bravi.
Rendersi invisibili significa non chiedere mai nulla, non avere esigenze, evitare preoccupazioni ai genitori. La sofferenza personale di questi bambini/adulti è essere intorpiditi, non sentire niente.
Essere cattivi significa essere ribelli. Il capro espiatorio della famiglia, punto focale delle sofferenze della famiglia. I genitori possono chiedersi "cosa faremo di lei/lui?” invece di chiedersi "cosa faremo del nostro matrimonio?".
La rabbia copre il suo dolore.
Essere bravi significa essere vincenti nel mondo esterno. Sembrare felice e brillante serve a coprire la paura e la rabbia.
Apparire felice diventa molto più importante che sentirsi felice."
R. Norwood
Elimina i rapporti tossici.
Elimina i rapporti tossici.
Elimina i rapporti tossici.
Ascolta te stessa.
Ascolta te stessa.
Ascolta te stessa.
Fai ciò che ti rende felice.
Fai ciò che ti rende felice.
Fai ciò che ti rende felice.
Un solo passo alla volta.
Giorno per giorno.
Momento per momento.
Perché la tua vita è solo tua ed è solo una.
Che senso ha stare con una persona con la quale non ci si possono fare le cose belle?
Quelle cose così belle che le si condividerebbe anche con gli sconosciuti, quelle che solo a pensarle mettono il buon umore...
Forse un senso non ce l'ha.
No, non ce l'ha.
Perle.
Sono caldissime, bollenti a contatto con la mia pelle, che invece è sempre gelida e candida, come se fosse già eterna. Sono silenziose, e lente a rovinare in piccole scie, create solo dal dolore, e guidate dall'unica forza che ci lega a questo mondo. Sono luminose, quasi brillano, nelle notti e negli anfratti, in cui escono allo scoperto. Sono impreviste, come un fiume in piena che esonda, rovinando il campo a lungo coltivato, ma rendendo più fertile in futuro. Sono salate, e bruciano, come il mare sulle ferite, quelle che non sapevamo nemmeno di avere. Sono dolore, e sono rabbia, talvolta gioia, ma mai serenità. Sono mie, di tutti, e di nessuno, contemporaneamente.
Cosa sto sbagliando?
Forse do amore alle persone sbagliate, sbagliate forse solo perchè non sanno amare... non con l'amore che io conoscono, fatto di sacrifici, l'altruismo, e di quella voglia di rendere felice le altre persone oltre ogni persnale possibilità, talvolta sorprendendole. Quindi, perchè? Dicono di amarmi ma.. non mi sento amata o importante, non mi sento felice, la loro vita scorre come se non ci fossi. Forse chiedo troppo. Non so per quanto ancora riuscirò ad accontentarmi, ad essere triste e incazzata, delusa per la maggior parte delle mie giornate.
Una sensazione di vuoto, di paura,
di ammirazione per l’estremo coraggio,
una presa di coscienza per le vite quasi stupidamente perdute.
- First Man [2018 di Damien Chazelle]
Seppur pieno di difetti, e bisognoso di cure. Non riesco a non amarlo. Perchè lui ama me, ogni singola parte del suo corpo mi ama. Anche se alcune di esse mi temono fortemente, ne sono la riprova di quanto sia radicato in lui il sentimento.
Ci sta, avere paura di perdersi in un altra persona, soprattutto se non si è abituati ad essere altruisti o adattarsi ai contesti, in effetti c'è da temerlo.
Ma so per certo che il giorno in cui riuscirà a fidarsi di me, le cose andranno meglio.
Certo la resilienza è importante, oggi giorno è molto importante, ma io posso insegnargliela.
Io posso?
Posso aiutarlo a crescere?
A migliorarsi?
Ad adattarsi meglio all'ambiente circostante senza perdere la sua identità?
Senza confondersi con gli altri?
Si può insegnare?
Io lo spero con tutta me stessa, perchè mi spezzerebbe il cuore abbandonarlo a un triste destino di solitudine e ottusità.
Non lo posso permettere.
Potrebbe anche lasciarmi, anche se io lo necessito, e necessito il suo affetto, la sua compagnia. Ma non potrei mai abbandonarlo a quel crudele destino che ho interrotto da quando sono entrata nella sua vita.
Lo amo.
E non lo lascerò da solo senza gli strumenti per cavarsela dignitosamente.
Non pensiamo quasi affatto al presente, e se lo facciamo è solo per trarne lumi per organizzare il futuro. Il presente non è mai il nostro scopo. Così non viviamo mai, ma aspettiamo di vivere, e preparandoci sempre ad essere felici finiamo per non esserlo mai.
Blaise Pascal
Sono solo brutti sogni lo so. Ma quando li vivo, quando ci sono dentro, sono viva per davvero. FANNO PAURA. Perchè sono io da sola contro tutto ciò che più temo, contro quello che giorno dopo giorno cerco di seppellire negli angoli più remoti e bui di me stessa.
Li freghi sorridendo, quando ti urlano addosso.
Non serve urlargli contro: è con la felicità, che li lasci più di sasso.
Li freghi scrivendo, amando, sognando. Chi ti vuole morto lo freghi vivendo.
Il casino che fanno, lo freghi col silenzio.
Se ti buttano addosso odio, tu fregali: tu dagli amore, contro.
Chi ti vuole perso nei rancori e nei rimorsi, lo freghi respirando la bellezza dell'adesso.
Guardando su, verso il cielo, occhi d'ammirazione, contro ogni volare basso.
Fai battere quel cuore: è così che ci si salva, solo così, da tutto questo elettrocardiogramma piatto.
Enrico Galiano
Almeno una volta, però, mi piacerebbe dire quello che penso davvero.
Fabio Volo