da qualche parte ho letto di sfuggita che c’è il rischio di un aumento di agorafobici. mi sono chiesta se effettivamente potrei rientrare in quella percentuale, ma la domanda subito seguente è stata chiedermi cosa farò quando verrà il momento di rivedere le persone. ci ho pensato perché l’idea un po’ mi spaventa, come quando ti interrogavano il giorno che avevi letto una pagina su venti e chiedevano pure gli argomenti indietro.
quale sarà la reazione a caldo? chi dei due ci rimarrà male? ma piangerò di gioia se un abbraccio dura cinque secondi più del dovuto? chissà se ci siamo realmente mancati. quanto vuoi che duri poi la felicità di ritrovarsi di nuovo, tanto si fa presto a ricadere nelle abitudini.
bo io non so se mi faccio troppe aspettative o troppi problemi o entrambe le cose, ma continuo a pensarci qualche volta a come sarà. se da una parte non vedo l’ora, dall’altra è come se non mi sentissi pronta perché tanto la botta con la vita reale al di fuori della bolla sta sempre in agguato. è l’attimo in cui salti per poi farti trascinare giù dalla gravità terrestre. quindi sì, spero solo di non inciampare l’attimo dopo.




















