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@soohf
Aveva quella bellezza di cui solo i vinti erano capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.
Baricco,Oceano mare (via cla-rus)
È che sei tu. E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede. Per quanto io cerca di trattenermi, se si tratta di te io sono felice.
Carlos Ruiz Zafón, ioetesiamounacosasola (via ioetesiamounacosasola)
Scesi quegli scalini, che non contai più, domandandomi: “Chissà se l'amo?” È un dubbio che m'accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l'amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.
La coscienza di Zeno, Italo Svevo (via sodiesseresola)
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti, che ti appoggi quando fai il ridicolo, che rispetti il tuo essere libero, che ti accompagni nel tuo volo, che non abbia paura di cadere. Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie che ti porti l’illusione, il caffè e la poesia.
(via lle-vesta)
Caio pulcino, me la spieghi la prova con l'arco di Marina?
Ciao pulcino - così mi ci chiama mio fratello, eheh. Immagino tu stia parlando di Rest Energy
Sono un po’ arrugginita con lo scrivere di arte, spero di risultare comunque vagamente comprensibile. In breve, è una metafora sui rapporti d’amore. Sono soli loro due, uno di fronte all’altra. Se ci fai caso, poi, sono anche molto simili: vestiti degli stessi colori, molto semplici, persino un taglio di capelli affine, come se fossero interscambiabili in quella che tu chiami prova ma che io definirei più propriamente performance (non è l’abbozzo di qualcosa che sarà poi definitivo, né una sfida o una fatica di Ercole, .. è una performance).Insieme tengono in mano un arco. Ulay - il compagno di Marina, tiene la corda e incocca la freccia appuntita mirando dritto dritto al cuore di lei. E lei non si sottrae a questa minaccia di pericolo. Non scappa, anzi sostenendo l’argo e piegandosi all’indietro, è lei stessa che permette ad Ulay di tendere l’arco, dandogli la possibilità di ferirla (ucciderla). E lui non lo fa, e da quella situazione di tensione dei corpi inclinati all’indietro, con l’arco teso tra di loro, si ritorna eretti, a riposo. E non smettono mai di guardarsi negli occhi.
Vedi, adesso finirà che sparerò una infinità di frasi stucchevoli alla Fabio Volo, ma è così che funziona nelle relazioni, no? Un salto nel vuoto con un’altra persona, alla quale ci si affida completamente. Fiducia completa, anche quando l’altro ha la possibilità di farti del male. Il rapporto autentico prevede probabilmente questo: la consapevolezza che anche nel maggiore pericolo non si dovrà avere paura. Chi tende l’arco nella coppia ha il potere, in potenza, di ferire, ma non lo fa. Chi ha la freccia puntata al cuore, potrebbe non permettergli di tendere l’arco, restando ferma - e invece si mette in gioco comunque. Sa che nulla di male potrebbe succedere, nonostante tutto. Marina la definì una delle sue performance più intense: durò quattro minuti. Quattro lunghissimi minuti in cui la gif che vedi si ripeteva all’infinite. Sotto le camicie avevano delle specie di microfoni che amplificavano il suono del battito del cuore. Più il tempo passava, più il battito di entrambi (e non solo di Marina eh!) accelerava nervosamente, and though it lasted just four minutes and ten seconds, I’m telling you, for me it was forever. It was a performance about the complete and total trust (cit. Marina bella)
In ultima battuta, e poi giuro che chiudo - volevo soffermarmi da ignorante in materia sul titolo della performance: Rest Energy, Energia a riposo. Se qualche esperto in materia vuole intervenire sarebbe carino, io per questi concetti fisici devo affidarmi a wikipedia:
L’energia a riposo (o massa-energia a riposo) di una particella elementare è l'energia che essa possiede quando è ferma rispetto ad un sistema di riferimento inerziale. Questo tipo di energia può essere immediatamente convertito in energia potenziale e/o cinetica;
Energie latenti che potrebbero diventare effettive - la possibilità di farsi del male, la violenza, il dolore. Eppure, anche se può essere immediatamente convertita in energia potenziale e/o cinetica, qui niente.
Tu non sei i tuoi anni, nè la taglia che indossi, non sei il tuo peso o il colore dei tuoi capelli. Non sei il tuo nome, o le fossette sulle tue guance, sei tutti i libri che hai letto, e tutte le parole che dici sei la tua voce assonnata al mattino e i sorrisi che provi a nascondere, sei la dolcezza della tua risata e ogni lacrima versata, sei le canzoni urlate così forte, quando sapevi di esser tutta sola, sei anche i posti in cui sei stata e il solo che davvero chiami casa, sei tutto ciò in cui credi, e le persone a cui vuoi bene, sei le fotografie nella tua camera e il futuro che dipingi. Sei fatta di così tanta bellezza ma forse tutto ciò ti sfugge da quando hai deciso di esser tutto quello che non sei.
Ernest Hemingway (via egocentricacomeigatti)
I want to write a novel about silence. The things people don’t say.
Virginia Woolf (via fiore-di-mandorlo)
– Guido Catalano
La mia casa dimora tra le tue braccia
in qualunque battaglia
questa mia faccia stanca
sa tornare da te.
Fedeli al duro accordo non ci cerchiamo più. Così i bambini giocano a non ridere per primi guardandosi negli occhi e alcuni sono così bravi che diventano tristi per la vita intera.
Michele Mari, Fedeli al duro accordo, da “Cento poesie a Ladyhawke”. (via whitechoccolate)
Fedeli al duro accordo Non ci cerchiamo più.
(via debdesigner)
Cosa non darei per leggere le lettere perdute di Milena a Kafka. Per vedere cosa gli disse esattamente, con quali parole gli rispose quando lui le scrisse: “Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso.” Spero che lei gli abbia risposto subito, con un telegramma, che è proibito a un essere umano accettare di trasformarsi in coltello per un altro. [David Grossman, ‘Che tu sia per me il coltello’]
La malinconia te la portavi addosso come un profumo.
Oriana Fallaci, Lettera a Pier Paolo Pasolini (via lelettere)
Probabilmente non sei più chi sei stata, ed è giusto così.
Eugenio Montale (via giubbottiantiproiettile)