“Non c’è un perché. Non si smette di amare qualcuno, così come non si ama per un motivo. Non lo capiscono quasi tutte le persone intelligenti, questo?”
— Richard Yates, Una ragazza naturale (Bugiardi e innamorati)

Kiana Khansmith
occasionally subtle
ojovivo
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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

Andulka
Jules of Nature

oozey mess
hello vonnie
Lint Roller? I Barely Know Her

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🪼
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ellievsbear
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DEAR READER

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@monick
“Non c’è un perché. Non si smette di amare qualcuno, così come non si ama per un motivo. Non lo capiscono quasi tutte le persone intelligenti, questo?”
— Richard Yates, Una ragazza naturale (Bugiardi e innamorati)
“Am I in love? –yes, since I am waiting. The other one never waits. Sometimes I want to play the part of the one who doesn’t wait; I try to busy myself elsewhere, to arrive late; but I always lose at this game. Whatever I do, I find myself there, with nothing to do, punctual, even ahead of time. The lover’s fatal identity is precisely this: I am the one who waits.”
― Roland Barthes, A Lover’s Discourse: Fragments
<3 The One Who Waits
““Allora io raccolgo i chilometri di pellicola della mia vita, mi ci avvolgo come nelle spire di un serpente e alla fine trovo quel pezzo di racconto. Cerco di togliere via il troppo dolore, e la futilità , e i particolari superflui, tanto so che torneranno poco alla volta.””
— - Margherita Dolcevita, Stefano Benni (via saltatempox)
“Hai gettato un’ombra bella e ferma sui miei giorni inquieti. Intorno ad essa la luce si è fatta incredibilmente forte. Mille strade d’un tratto sono andate verso il mare…”
— Henrik Nordbrandt (via robertacroft)
“Mi piace aprile. Ha molti varchi e fessure, e puoi infilarci dentro molte cose, un biglietto, un avviso, una speranza minima. Dopo aver imbucato la tua sottilissima illusione, ti senti meglio. E ti sembra persino di aspettare una risposta.”
— ========== Atlante degli abiti smessi (I coralli) , Elvira Seminara
Ammoniaca
Ci sono persone che non se ne vanno. E sia chiaro che questa non è una buona cosa, ma la peggiore delle maledizioni. Anche perché non è che nel frattempo ci sono. Non ci sono, ma proprio per niente, però ogni tanto vengono a fare la pisciatina nell’angolo. E la cosa peggiore è che dopo che queste persone hanno pisciato così tanto negli angoli che hai la casa (leggi: testa) che puzza più di un sottopassaggio della stazione, dopo che hai fatto di tutti per tenerli lontano da casa, hai ripulito tutto, ti stai dimenticando quell’odore d’ammoniaca che ti frigge tutti i neuroni, e ti senti bene e anche un po’ figa, diciamo la verità , dopo tutto questo lavoro a loro basta un’altra piccola pisciatina. E tu pulisci subito tutto di nuovo, ma l’odore rimane ancora, e ci mette un secondo a riappiccicartisi dappertutto, nelle narici, in mezzo alle sinapsi. E loro lo sanno che rimane. Solo che non se ne curano granché, l’importante è averti ripisciato un attimo per casa, essersi liberati, aver fatto in modo che tu ti ricordassi di loro, pur in modo così sporco e inutile. Non gli interessa nient’altro, pisciarti in casa, far in modo che tu ti ricordi di loro, e bon, poi se ne tornano a fare quello che fanno e che non si sono mai degnati di dirti cosa fosse. Sei il loro pisciatoio. Che bello.
#theshapeofus
Quando poggio la mia mano sul corpo di un’altra donna, tutto il rimpianto della tua carne mi sale alle labbra. E quando qualcuna si appoggia alla mia spalla, l’ucciderei senza concederle un sorriso per punirla di avere tentato d’imitare una tenerezza che non appartiene ad altri che a te.
Albert Camus (via aslavetothedetails)
L’orizzonte è deserto, non ci sei che tu. Tu sei l’orso e la grotta. Perciò io sto ora accucciata tra le tue braccia, perché tu mi protegga dalla paura di te.
Italo Calvino, Prima che tu dica “pronto” (via doppisensi)
I tuoi fiori rossi tra le foglie verdi appassiscono, bellissimo geranio! Ma tu non chiedi acqua. Tu non puoi parlare! Non occorre che parli – tutti sanno che stai morendo di sete, ma non ti danno l’acqua! Passano oltre e dicono: «Il geranio ha bisogno d’acqua». E io, che avevo felicità da spartire e desideravo spartire la tua felicità ; io che ti amavo, Spoon River, e anelavo al tuo amore, appassii sotto i tuoi occhi, Spoon River – assetata, assetata, muta per il pudore dell’anima di chiederti amore tu che sapevi e mi vedevi morire davanti a te, come questo geranio che qualcuno ha piantato sopra di me, e lascia morire.
Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River (via lelettere)
Si sente sola, ascolta musica. La musica ascolta lei, quando il resto del mondo la ignora.
Mostro ft Briga / Solamente unico (via romanticismoamodomio)
Me @ Gilmore Girls
It’s like my life isn’t even real to me unless you’re there and you’re in it and I’m sharing it with you….
Maybe sometimes you have to let go of people, and of all the things they do, and just hope that they’ll find their way back to you if they’re supposed to.
Stefanie Gaither, Falls the Shadow (via simply-quotes)
Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore. A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos'altro. Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove. Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l'amore. Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere. Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare.
Il quadro mai dipinto (via pvssymakestherules)
– Io, – dissi, – non ti stacco mai da me. Ti tengo là , fra le mie cose. Se no certe volte, la mia cornice, non potrei sopportarla. – Pure la sopportavi, – lui disse, – quando non esistevo ancora, io, per te. – Sì, la sopportavo, – dissi. – Mi pesava, ma la sopportavo. Ma non sapevo, allora, che la vita potesse avere un altro passo. Lo immaginavo, così, vagamente, ma non lo sapevo. – Non sapevo, – dissi, – che la vita potesse andare di corsa, suonando il tamburo.
Natalia Ginzburg, Le voci della sera