Nonostante possa sembrare un argomento frivolo, credetemi, non lo è.
Lo shatush è una piaga sociale.
Mia nonna la chiamava "ricrescita", mia madre la chiama "ricrescita", mia cugina lo chiama shatush.
Cos'è accaduto nel passaggio generazionale? E' arrivata Belen,
Lo shatush non è altro che la manifestazione dell'omologazione seriale al brutto: Uno stacco irreale, allucinogeno, che nemmeno Iggy Pop nei tempi migliori avrebbe osato.
Uno del cult peggiori degli ultimi tempi, peggio dei macarons gusto mora e violetta, peggio dei braccialetti Cruciani in collaborazione con Damiani, peggio del piuttosto che usato come congiuntivo e non avversativo, peggio dei Coldplay che incidono con Rhianna (perdendo definitivamente la stima residua), peggio delle pagine "Spotted", peggio che tatuarsi una frase di Vasco -possibilmente da "Sally"-, peggio che citare Fabio volo (no, forse questa no), peggio di questi elenchi abusati che fanno sembrare fighi.
(Perfino Fazio e Saviano avevano rotto il cazzo.)
Il problema, tuttavia, non sta tanto nel voler inconsciamente sembrare un glamster senza sapere chi sia Marc Bolan. Il problema non è nell'estetica (de gustibus) ... è nel concetto. Cosa? Si chiama moda? Ne sono affetta anch'io "altrimenti non porterei questi occhiali da hipster"? Beh, che c'entra, io voglio sembrare la ragazza di Morrissey, consapevolmente. E poi vabbe', diplomazia, stream of consciousness ed improbabili ricaute sociali a parte, non è vero, il problema è che lo shatush fa semplicemente cagare.