«Rincorriamo i significati nascosti e dimentichiamo che l'essenziale splende davanti a noi, sulla sponda di una strada di campagna. Questo pomeriggio di inizio estate celebra la festa della visibilità interiore ed esterna. I colori del sentiero - il giallo pastoso del fieno e la ferita accesa del papavero - non sono semplici spettacoli per la vista, ma frammenti di un'unica carne universale che ci attraversa. Quando la luce del tramonto sfiora lo zaino del pellegrino, il tempo orizzontale si ferma per farsi verticale. Giugno non si conta in ore, si misura in fedeltà alla percezione. Resta solo l'ammirazione ontologica per un cielo che si dirada e per la terra che, nel suo silenzio ostinato, continua miracolosamente a narrarsi nel poco» (Sosio Giordano)
















