Vitamina D ☀️
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Vitamina D ☀️
look I lowkey (lol) think this marketing trend is a way to complain about how gen z is lazy and unprofessional but I also think the taglines I have to do are very lame and cheesy so here's my take on this
A los tontos como este les ponía 24 horas pero trabajando en la obra:
Do you prefer 12 hour clock or 24 hour clock?
Thank you for the poll request, anonymous, and sorry for taking over 24h to post it, I've been super busy! Keep 'em coming, folks.
Do you prefer using the 12 hour clock or the 24 hour clock?
12 hour clock
24 hour clock
24h Spa 2022 by Ste Tit
24h in Budapest 💛
✍️💞🍁
Un piacevole incontro
(24h per sognare)
Non so bene cosa mi aspettassi, ma quando l’ho visto arrivare ho sentito subito quella scossa nello stomaco che non riesci a mascherare.
Il suo sorriso era insieme sicuro e un po’ timido, e il suo profumo… sottile, caldo, quasi impercettibile , con una nota fresca che mi è entrata dentro e che da quel momento non ho smesso di sentire.
Mi sono sentita sorpresa da quanto mi piacesse subito. Ho sorriso, e mi sono accorta che il cuore mi batteva troppo veloce.
Dopo un primo saluto , (un po’ impacciato a dire il vero), abbiamo iniziato a camminare fianco a fianco.
Parole leggere, qualche risata, ma soprattutto silenzi che non pesavano. Era il modo in cui la sua mano sfiorava la mia, per caso, a riempire quei vuoti: ogni tocco accidentale era come una piccola scossa, un richiamo che mi lasciava senza fiato.
Poi è arrivata la pioggia, a sorprenderci. All’inizio qualche goccia, poi sempre più fitta. Abbiamo iniziato a ridere come due ragazzini, correndo senza sapere bene dove, stringendoci per non scivolare. L’odore delle pietre e delle foglie bagnate, dei fiori, del temporale nell’aria… tutto sembrava amplificato, ma quello che sentivo davvero era il suo profumo, sempre più intenso, mescolato alla pioggia e alla mia pelle bagnata. Ci siamo fermati sotto un portico a prendere fiato e i suoi occhi nei miei erano vicinissimi.
Quando siamo rientrati eravamo zuppi, i capelli gocciolanti, i vestiti appiccicati addosso. Ridevamo ancora mentre cercavamo un asciugamano. La doccia è stata inevitabile. L’acqua calda ci avvolgeva, e il vapore riempiva la stanza. Ridevamo, ma ogni volta che le mani si sfioravano per gioco, il silenzio ci cadeva addosso all’improvviso, e mi accorgevo che il cuore accelerava, mentre non c’era fretta nei movimenti , solo timidezza e curiosità da far tremare le mani.
In cucina, poi, ci muovevamo stretti, goffi ma in sintonia. Preparavamo insieme: tagliavamo, mescolavamo e assaggiavamo. Il vino sprigionava il suo aroma caldo e profondo, e ogni volta che ridevamo, mi accorgevo che lo stavo guardando più di quanto avrei voluto ammettere.
Intanto i profumi del cibo che cuoceva riempivano l’aria, ma la cosa che sentivo più forte era ancora lui, lì vicino, a pochi centimetri da me. Una goccia di salsa sulla mia guancia è diventata il suo pretesto per sfiorarmi, e in quel gesto ho sentito che tutto stava cambiando.
A tavola abbiamo mangiato lentamente, imboccandoci, ridendo, scambiando sapori e sguardi. Ogni boccone era più buono perché condiviso, ogni sorso di vino più intenso perché restava sulle sue labbra prima di arrivare sulle mie.
Quando ci siamo lasciati cadere sul divano, ho sentito subito la morbidezza dei cuscini accoglierci, il tepore della stanza che contrastava con il ricordo fresco della pioggia.
La luce era calda, e la musica bassa in sottofondo: un brano dolce, quasi impercettibile, che sembrava seguire il ritmo dei nostri respiri scivolava come un filo sottile, quasi un sussurro.
Lui si è avvicinato piano, senza fretta, e quando mi ha sistemato il plaid sulle spalle ho sentito le sue dita sfiorarmi appena la pelle del collo. Ho avuto un brivido che ha attraversato tutto il corpo, e credo che lui se ne sia accorto, perché il suo sguardo si è fermato sul mio un attimo più a lungo.
Mi sono accoccolata contro di lui quasi istintivamente. Il calore del suo corpo era totale, reale: potevo sentire il battito del suo cuore sotto la camicia, e il suo respiro lento che mi sfiorava dolcemente.
L’odore della sua pelle, un misto di sapone, vino e qualcosa di profondamente suo , mi entrava dentro come un segno indelebile.
Le nostre dita si sono intrecciate e in quell’incastro semplice ho sentito una forza incredibile: come se il corpo sapesse prima della mente che era lì che voleva stare.
Quando si è piegato un po’ verso di me, le sue labbra hanno sfiorato i miei capelli umidi, e quel gesto così piccolo mi ha acceso dentro più di qualsiasi parola.
E poi il bacio, lento ,morbido , profondo, con le labbra che si sono cercate e trovate senza esitazioni. Sulle sue labbra c’era ancora il gusto del vino, un sapore caldo che si mescolava al mio. Ogni volta che ci staccavamo per un respiro, la pelle della mia guancia sfiorava la sua, e quel contatto era un incendio dolce, delicato ma totale.
Le sue mani mi tenevano stretta, una sul fianco, calda, l’altra a guidare piano i miei movimenti, come se avesse paura di rompere qualcosa di fragile.
Io scivolavo tra le sue braccia con naturalezza, sentendo il tessuto della sua camicia contro la pelle nuda delle mie braccia, e ogni contrasto, caldo e fresco, liscio e ruvido, mi lasciava un segno.
La musica continuava in sottofondo, ma quasi non la sentivo più: il vero suono era il suo respiro mescolato al mio, i sospiri che scappavano tra un bacio e l’altro. Fuori la pioggia cadeva ancora, e dentro il calore era totale. Il calore di due corpi che imparavano a riconoscersi, lentamente, pelle contro pelle, come se fosse la cosa più naturale e inevitabile del mondo.