Compromessi e adeguamento
E' indubbio che per vivere la socialità i compromessi sono necessari. Si tratta di capire le esigenze altrui e adeguarsi senza che questo possa portare uno stravolgimento alla nostra sensibilità e si possa mantenere la giusta armonia con uno sforzo che rispetti il nostro equilibrio.
Infatti sono convinto che l'adeguamento che crea fatica e nevrosi, è quello di rapportarsi e cercare di adeguarsi a modelli ideali che non ci appartengono.
La nostra vita intima ha una sua dinamica che ha bisogno di esprimersi e concretizzarsi per quei valori che contiene.
Putroppo questi vengono confusi e sostituiti dalla necessità di rapportarsi con una società che pretende l'adeguamento ai valori comuni.
L'educazione e i condizionamenti ambientali, plasmano i nostri desideri e ci indicano degli obiettivi che non sempre rispettano la nostra natura.
Ecco la necessità di adattamento, il quale è giusto se si limitasse al solo comportamento, se fossimo consapevoli e distinguessimo quello che è necessario fare "per non recare scandalo" da quello che sono le nostre vere aspettative intime.
Insomma il rispetto per la sensibilità altrui può passare anche attraverso la repressione dei nostri desideri e di un adeguamento delle nostre azioni al fine di armonizzare con le persone che ci circondano, ma mai queste cose dovrebbero sostituirsi alla nostra vera identità di cui dobbiamo essere sempre consapevoli.
Sono convinto che le nevrosi non nascono tanto dalla repressione volontaria dei nostri desideri, quanto dai conflitti che si generano quando i nostri desideri sono falsati dai valori "adottati" e non nostri.
E' così che l'io cosciente si scontra con la nostra natura inconscia, la quale chiede rispetto e consapevolezza.
Vivere in divenire, non vuol dire impedire la manifestazione dell'essere con i suoi modelli, i quali non sono affatto ideali (l'idealismo è della mente e dell'io, non è mai della coscienza).
Credo proprio che la maggiore difficoltà nella ricerca del nostro benessere sia nel voler continuare a nasconderci la nostra vera natura.
E' incredibile come siamo bravissimi a costruirci una prigione di ignoranza basata sulla saggezza altrui; buona per placare la mente, ma distruttiva per il nostro equilibrio spirituale.
Così quella libertà, tanto desiderata, viene confusa con quello che altri vogliono da noi, disconoscendo quello che davvero siamo e davvero ci è necessario.