Il mondo senza di noi
Il libro di Alan Weisman, scrittore, giornalista ed insegnante statunitense, affronta un tema scivoloso che spesso porta verso la china del catastrofismo o dell'ipotetica rinascita del genere umano. L'autore invece, con taglio giornalistico, analizza i dati scientifici disponibili alla libera consultazione, per concentrarsi sull'attuale situazione del pianeta Terra, creata dalla presenza del genere Homo, fornendo un quadro tanto interessante quanto allarmante di quali siano - oggi - i veri grandi pericoli con i quali coabitiamo.
Essendo Weisman un giornalista (non un biologo o un ecologo), ed essendo nato questo libro in abbinamento a un documentario televisivo, Il mondo senza di noi è costruito su "case histories" significative, e su interviste a diversi addetti al mantenimento dello "status quo" del mondo antropizzato (biologi ed ecologi certamente, ma anche semplici addetti alla sicurezza d'impianti a rischio costante di collasso, come ovviamente i depositi di gas e petrolio, ma anche, meno ovviamente, la Metropolitana di New York, che sarebbe completamente invasa dalle acque nel giro di poche ore dall'arresto delle pompe che oggi le permettono di rimanere all'asciutto).
Il libro spazia quindi dal ripopolamento spontaneo (da parte di specie ormai estinte altrove) della "zona neutrale" fra le due Coree, al destino della (indistruttibile!) plastica negli oceani, ai depositi di combustibili negli Usa e alla loro gestione, al probabile destino delle centrali atomiche (che se non fossero state spente al momento della sparizione della nostra razza causerebbero una devastazione radioattiva per decine di millenni), al triste destino di piante ed animali addomesticati (che senza l'aiuto umano in gran parte o sparirebbero, o tornerebbero alle forme selvatiche da cui discendono), via via fino ai "lasciti" involontari, come le piante e gli animali infestanti introdotti dall'uomo in continenti diversi da quelli d'origine, il buco nell'ozono, il riscaldamento globale.
Personalmente ha colmato un vuoto di informazioni abissale sul nostro presente, portandomi a spostare l'attenzione da quel che potrebbe accadere se gli umani si estinguessero alla consapevolezza che non c'è più nulla che si possa rimediare perchè, ormai, troppo è stato fatto per poter essere risanato o fermato.
L'unico aspetto sul quale si può agire è l'arroganza intellettuale dell'Homo sapiens sapiens (??) convinto di poter salvare il pianeta mentre riuscirà unicamente a spazzare via la razza umana dal libro della Vita. Impegnarsi a diventare umili è l'unica "salvezza" possibile.













