ottusità
E in Abruzzo è ancora scontro su Rita Bernardini garante - È dal 2011 che il consiglio regionale dovrebbe procedere alla nomina, D.A.
Lo sciopero della fame delle due detenute anarchiche recluse nella sezione di alta sicurezza del carcere de L’Aquila e le varie problematiche che affliggono il resto delle carceri abruzzese, hanno innescato uno scontro politico sulla mancata nomina del garante dei detenuti regionali dell’Abruzzo. Da una parte il centrosinistra che chiede con forza subito una nomina, dall’altra il M5S che contesta il fatto che abbiano proposto, da diverso tempo, Rita Bernardini, l’esponente del Partito Radicale. Il motivo della contestazione? Ammettendo la sua indubbia preparazione e voce di rilievo sulla tematica delle carceri, «non può essere considerato l'unico profilo spendibile – dice il consigliere regionale Pietro Smargiassi del M5S -, perché le condanne da lei riportate, seppur relative ad atti di disobbedienza civile, rappresentano un fattore sul quale non si può soprassedere».
Uno scontro che dura in realtà da anni. È dal 2011 che la regione Abruzzo si è dotata della legge che prevede l'istituzione dell'ufficio del Garante. La proposta della candidatura di Rita Bernardini era nata grazie ai rapporti di stima intellettuale tra Marco Pannella e Luciano D'Alfonso, l’allora presidente della regione Abruzzo. Quest'ultimo ha riconosciuto la competenza e dedizione sul campo dell’esponente radicale. Ha voluto la sua candidatura nonostante lei non sia in linea con la sua storia di appartenenza politica. La candidatura l'ha accolta con entusiasmo, soprattutto perché l'Abruzzo era terra di origine di Marco Pannella. Una candidatura, tra l’altro, sostenuta trasversalmente, come dal Partito della rifondazione comunista guidato da Maurizio Acerbo. Ma, finora, nulla di fatto.
All’ennesima problematica che affliggono gli istituti penitenziari abruzzesi, Americo Di Benedetto, consigliere regionale del gruppo Legnini Presidente, chiede subito la nomina del Garante sottolineando che «nel carcere dell'Aquila due detenute del reparto di massima sicurezza sono in sciopero della fame dal 29 maggio. Protestano per l'isolamento a cui sono costrette e denunciano una struttura chiusa e dura. La garanzia della certezza della pena non può escludere la tutela dei diritti basilari delle persone, men che meno privarle di un senso di umanità». Ma l'Abruzzo, continua Di Benedetto, «ha diversi istituti penitenziari e tutti con tante problematiche. Alla luce di queste considerazioni si rileva ancor più l'urgenza della nomina del Garante regionale dei detenuti».
Arriva la replica del M5S tramite le parole del consigliere regionale Pietro Smargiassi. «Rita Bernardini è senza dubbio una persona preparata e voce di rilievo sulla tematica delle carceri – replica il consigliere del M5S -, ma non può essere considerato l'unico profilo spendibile». Il motivo, come detto, sono le condanne da lei riportate, seppur relative ad atti di disobbedienza civile. Per il M5s non si può soprassedere. da Il Dubbio di stamani 20 giugno 2019















