Scusami.
Ti chiedo perdono perché mi hai mandata via innumerevoli volte, sei stanco di me, non reggi più nemmeno il tempo di un caffé, hai tolto le mie foto dai tuoi ricordi, non mi sopporti, non mi sopporti, non sopporti di vedere le mie occhiaie perché sai che hanno a che fare con te.
Ti chiedo perdono perché in fondo non mi hai fatto niente: mi hai voluta, mi hai avuta, ci siamo tenuti e poi ci siamo persi. O meglio, io ho perso te, io mi sono persa e tu ti sei ritrovato.
Ti chiedo perdono perché sei stato sincero e ti ho accusato di essere stato meschino perché le tue verità non erano quelle che avrei voluto ascoltare.
Ti chiedo perdono perché continuo a chiamarti ogni sera sperando che tu cambi idea, perché ogni mattina ti auguro di passare una buona giornata, perché sei ancora il mio fiore raro in mezzo all'asfalto.
Ti chiedo perdono per le mie speranze infinite, per il modo in cui ci credo, per le lettere troppo lunghe, per averti inzuppato la camicia con i miei sogni stanchi.
Ti chiedo perdono perché ricordo ancora vividi i momenti passati a farci il solletico, i momenti al sole con gli occhi più chiari e più sereni. Le mattine, le albe, i tramonti, le mille lune, i papaveri, le margherite, gli abbracci fatti di sciarpe e cappotti, i regali, i messaggi proibiti, le cene speciali e i giorni normali.
Ti chiedo perdono perché so che mi vuoi bene, perché so che non mi ami più.
Ti chiedo perdono perché, anche se non mi ami più, io continuo ad amarti.
Scusami.