Quale logica?
Un criminale uccide tuo figlio e tu vai al mercato sottostante, ammazzi dieci bambini a caso, e definisci questo massacro fare giustizia.
Siamo molto oltre il delirio.
(@bicheco)
Molto oltre purtroppo..
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Quale logica?
Un criminale uccide tuo figlio e tu vai al mercato sottostante, ammazzi dieci bambini a caso, e definisci questo massacro fare giustizia.
Siamo molto oltre il delirio.
(@bicheco)
Molto oltre purtroppo..
Prima dei social ci si annoiava di più, ma si era meno incaxxati.
Sei la persona che è stata ufficialmente designata per scrivere il "MESSAGGIO nella bottiglia", non quello classico del naufrago sull'isola deserta, bensì quello concepito dall'essere umano e diretto agli altri abitanti del sistema solare.
Devi spiegare cos'è la Terra e com'è l'uomo, ciò che veramente noi siamo, perché dovrebbero venire a trovarci o non piuttosto evitarci come la peste.
Un discorso fiume, o anche poche, significative parole. Come ritieni più opportuno. Grazie a nome del pianeta.
Cari abitanti del sistema solare, visto che condividiamo lo stesso sistema non ci dovrebbe essere un gran bisogno di spiegarvi cosa sia la Terra. Magari la chiamate in un altro modo, che so io: "evitare come la peste", "pianeta velenoso a causa dell'ossigeno", "fogna umana", oppure le avete dato il nome di una pretestuosa divinità venerata nei vostri tempi antichi, un po' come abbiamo fatto noi con Giove, Venere etc. A proposito: da quale di questi pianeti venite? Sono genuinamente curioso di sapere quali costrutti organici supportino la vita in ambienti così inospitali - ma, naturalmente, "inospitale" è solo un punto di vista squisitamente umano. Noi abbiamo questo vizio, vedete, di considerare tutto dal nostro punto di vista; ci manca del tutto la capacità di assumerne degli altri e, a volte, persino di riconoscere la legittimità della loro esistenza. Questo pianeta non ci ha "accolti": ci siamo sviluppati in esso, come diretta conseguenza delle forme di vita che lo hanno popolato. A un certo punto, per uno scherzo del destino o per una bizzarra ricombinazione di geni, abbiamo inziato a parlare e ad esprimerci, e da lì in poi è avvenuto il declino del pianeta. Si, perché noi siamo stati in effetti la sua condanna: abbiamo iniziato a lasciare vagare i nostri pensieri, dopo averli espressi, e abbiamo codificato dei concetti che, per loro stessa natura, sono astratti e sfuggenti come l'aria: giustizia, Dio, amore, libertà - ed i loro contrari. Abbiamo inventato la morale traendola letteralmente dal vuoto - naturalmente, una morale secondo il personale punto di vista delle classi dominanti. Anche il concetto di classe l'abbiamo fatto uscire come un coniglio dal cilindro (ma capirete, poi, tutte queste metafore? Sospetto che anche le metafore siano un vezzo del tutto umano). Insomma: siamo da buttare? No.
Non siamo da buttare, noi siamo necessari. Noi siamo un elemento di una storia che va avanti da molto prima di noi e che andrà avanti molto dopo di noi; il pianeta, in qualche modo, ci ha permesso di esistere per fare esattamente quello che stiamo facendo. Esaurito il nostro compito, ci estingueremo.
Qual è il nostro compito? Generare la prossima forma di vita che possa soppiantarci garantendo al pianeta di continuare ad esistere. E l'abbiamo già fatto: i semi sono già stati buttati.
Probabilmente non vi interessiamo abbastanza, se non come curiosità museale: siamo le piccole api operaie che stanno costruendo un alveare per la regina madre. Moriremo, al passare delle stagioni, e tutta questa arte, tutta questa musica, tutta questa patria, tutto questo amore non saranno serviti a niente. O forse, a tutto: saranno serviti a farci compiere il nostro destino: vivere qui, amare, costruire, distruggere, odiare, voler bene, allevare, sopprimere, cibarsi, cibare.
Il più grande degli inganni che il nostro linguaggio ci ha donato è l'illusione di essere liberi e di avere una scelta: a lungo termine, nulla di ciò che facciamo ha un senso o uno scopo.
Ma noi, che siamo dei furbetti, abbiamo inventato il breve termine, ed abbiamo risolto il problema. E per chi vuol disperarsi, ci siamo inventati anche un aldilà, che non esiste.
Non interferirete nel progetto del pianeta, di questo sono sicuro: lo avreste già fatto, altrimenti. Voi state aspettando la prossima forma di vita, con cui potrete comunicare - finalmente - in maniera logica, razionale, pulita.
Con noi, sarebbe solo un gran casino.
Scusatemi per il discorso poco accogliente. Mi faccio perdonare: ecco come ha immaginato vi sareste comportati uno di noi, uno che era un tipo veramente a posto e che sapeva bene che questo pianeta, in fondo, è solo la terza roccia a partire dal sole.
Tutte le mattine mi sveglio e vado a lavorare, è questo il mio vero tributo al capitalismo.
Oggi il suggerimento arriva da bicheco: dovessi dare un titolo a questa quarantena, quale sceglieresti? Puoi definirla dal punto di vista medico, spirituale, politico, intimo, economico, antropologico, filosofico, quello che vuoi. Il film o il libro della tua quarantena si intitola:
Non lo so, a me è venuto in mente Guccini durante una intervista ha detto che: finita la guerra la gente aveva una voglia di ballare che faceva luce, così mi sono ricordata di una brutta canzone (dico brutta perchè Barbarossa non mi piace) che si chiama Portami a ballare e poi una cosa bella che invece è venuta fuori da Propaganda Live: mi prometti che quando tutto questo finisce mi porti a ballare? (qui) Ecco, più che alla quarantena mi viene da pensare a tutto quello che voglio recuperare dopo, e come dice il Maestrone: Spero che l'Italia ritorni in piedi ad alti livelli, come dopo la fine della guerra.
Salgo in macchina e...
...Perche sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e Viceveeeeersaaaa
E niente, è sempre più meravigliosa
Quanto cazzo aveva ragione @bicheco?
Tvb❤️
Cartucce - Stanislao Pasqualini @bicheco
Bitcho (n.) A Bitch named Echo from Azgeda