L’anno scorso avevo attraversato le montagne che vedo da casa mia per la loro larghezza (da Ovest a Est) percorrendo 61 Km per 3300m di dislivello positivo lungo quello che avevo pomposamente chiamato Il cammino dei due castelli.
Quest’anno ho deciso invece di attraversare le mie montagne in profondità... non dentro le grotte, eh! Ma da Sud a Nord, partendo dalla base delle montagne, presso la sorgente del Gorgazzo (45m sul livello del mare), salendo sull’altopiano del Cansiglio (fino a 1350m circa) e scendendo fino al lago di Santa Croce, in Alpago. E ritorno. Partire quindi dall’acqua, toccare un’altra grande acqua e ritornare indietro, formando un anello: il trail delle due acque, appunto. Il tutto in 59 km e 2800m di dislivello positivo. E, nonostante l’abbia affrontato correndo ove possibile, ci ho messo lo stesso tempo del giro dell’anno scorso: 16 ore e mezza. Probabilmente è stato determinante lo scarso allenamento durante il lockdown.
La partenza all’aurora e l’arrivo al crepuscolo sono quindi state una costante. Così come incontrare cervi e caprioli. Il percorso però è stato sicuramente meno selvaggio perché ho attraversato una zona molto frequentata da turisti a piedi e in bicicletta. Ma questo non significa non aver attraversato boschi bellissimi, come quello della Riserva Naturale Integrale Col Piova.
Tempo ottimo, spesso nuvoloso ma senza pioggia, con un po’ di sole ogni tanto, ad esempio quando sono arrivato al lago di Santa Croce e mi sono rilassato per pranzare, alle 11:30.
Qui, invece, è dove, tornando indietro, volevo fotografare una capra da così vicino che, toccando la recinzione, ho preso una bella scossa. Risultato: una foto sfocata e uno screenshot nel breve tempo che la corrente stava attraversando il mio braccio.
A parte questo piccolo incidente, della strada del ritorno non dimenticherò mai il ramo verso Sud-Ovest del sentiero E1 in Cansiglio: salita durissima, segnavia sugli alberi, nessuna traccia sul terreno.
Finito questo tremendo E1 ho imboccato il sentiero del Taffarel: quasi perfettamente in piano, ben tracciato e lungo circa 12 milioni di chilometri. Davvero, non finiva più.
Anche adesso che sono passati 3 giorni sono convinto che stia ancora continuando.
Qui invece è dove avevo finito le salite ed ero convinto che, vedendo ormai la pianura, fossi quasi arrivato alla fine del mio giro.
Ma in realtà mancavano ancora 2 ore di discesa. Diciamo che dopo 14 ore abbondanti sulle gambe non è proprio il massimo scendere di 1100m consecutivamente.
Beh non proprio consecutivamente, perché a metà discesa ho fatto una deviazione per la Mezzomonte Walk of Fame: dovevo lasciare la mia impronta sul carbonato di calcio fresco:
No, dai, scherzo. Se contate le dita potete scoprire che l’impronta non è mia, ma di un’altro famoso dinosauro: Beppino.
Alle 21:45 sono tornato alla sorgente del Gorgazzo. Nel frattempo il sentiero del Taffarel era ancora lì che andava avanti.