Alcune notti il letto è un po’ più freddo, ti penso e cerco di immaginare come sarebbe sentire le tue braccia intorno a me. Quelle stesse braccia che mi toccano quando balliamo insieme, quelle poche volte che mi inviti alla pista e io sento il pavimento cadermi sotto i piedi, e in un secondo contare fino a otto diventa più difficile che guardarti negli occhi e non arrossire.
Ci provo a non sorriderti quando ti guardo, ma non riesco e so che se ti sorrido poi tu lo capisci e c’è questa enorme parte di me che non vuole che tu lo sappia. Non voglio ferire il mio orgoglio, e la paura è troppa. Di cadere e farmi male di nuovo, su un corpo ricucito insieme dal tempo e dalla vita.
E allora non ti guardo e aspetto che tutto sia finito, così che vado avanti e mi lascio il passato alle spalle sperando che con esso restino i miei sentimenti.
Ma quelli indietro non restano mai.
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