“L’incidenza elevata di atti criminali tra i funzionari di polizia americani, rilevata da diversi criminologi, non ha equivalenti in Inghilterra e va messa in relazione con i frequenti contatti con la malavita, con le occasioni e le tentazioni cui vanno incontro e con la necessità di realismo da parte di questi apparati di coazione che rende inevitabile l’esistenza nelle forze dell’ordine di una frangia di quasi-criminali. Le forze di polizia e le guardie carcerarie attirano molte personalità aberranti perché offrono mezzi legali per infliggere dolore, per piegare gli altri con la forza, e perché ruoli del genere conferiscono a chi li detiene un’immunità assai vasta; a sua volta, questa situazione consente alle predisposizioni psicopatiche di crescere e di farlo in modo disordinato... E’ sbagliato restringere la categoria di coloro che mancano di senso morale ai soli criminali. Si dimentica spesso che molte vocazioni legittime implicano una mancanza di sensibilità. Il prototipo è il boia, ma anche il secondino che usa la sferza sul prigioniero. Eppure questi sono soltanto gli esempi più grossolani, quelli che non è facile occultare con la scusa che il fine giustifica i mezzi.”