23.02.2025
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La jungle di Marco Fratarcangeli. Alla sesta edizione de "La Via Dell'Arte"
“La jungle di Marco Fratarcangeli: quando la natura non si lascia addomesticare.” A la sesta edizione de "La Via Dell'Arte - Colleferro"
Nel cuore della mostra "La Via Dell’Arte, in corso a Colleferro" fino al 20 luglio, svetta su una parete bianca il dipinto centrale di Marco Fratarcangeli — una dichiarazione visiva - che firma un dipinto che si configura come campo pittorico diretto e denso, dove l’architettura visiva si sviluppa per opposizioni, e la narrazione non è didascalica, ma spinta dalla tensione interna fra materia, colore e presenza.
La composizione, densa di contrasti e spontaneità, ci trasporta in una giungla immaginaria, dove il linguaggio pittorico si fa selvatico. I colori saturi, dall’arancio crepuscolare del cielo al verde vivido della vegetazione, danzano attorno a un’imponente montagna blu, che sorveglia la scena da lontano. Gli alberi laterali non si limitano a incorniciare, ma sembrano voler - abbracciare - lo spettatore, coinvolgerlo, quasi trattenerlo in questo ecosistema espressivo.
Le pennellate sono decise, intuitive quasi ribelli: Fratarcangeli non descrive, trascina. L’opera è tensione, stratificazione, voce senza filtro.. Non è paesaggio, è tensione tra forza e quiete, tra natura e gesto. Il tramonto, più che un momento del giorno, diventa un tempo interiore. Ogni colore è un’emozione, ogni forma una pulsione.
Quella di "Marco Fratarcangeli" non è una natura da contemplare, ma da attraversare. Una giungla che non offre sentieri. È un invito a lasciarsi disorientare, a non trovare risposte ma ad accettare la densità dei colori come il peso delle emozioni. Ed è forse lì che l’ autore incontra sé stesso.
Ma Non basta guardare: bisogna perdersi! Nella jungle di → Marco Fratarcangeli, Artista - Lirica e Pittura
a: → La Via dell’Arte - Colleferro, fino al 20 luglio.
➡️ The Board Behind
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Repressione orwelliana è quando vi spaccheranno la faccia
Gente che si lamenta della repressione orwelliana perchè non si può più inneggiare a Hitler signora mia.
Poi Meloni si lamentava che con il reato di tortura la polizia non avrebbe più potuto fare il suo mestiere.
Il fascismo non è definito dal numero delle sue vittime, ma dal modo con cui le uccide.
Jean Paul Sartre
“Ho amici afroamericani che mi hanno fatto capire quanto sia dura per loro in America: a un posto di blocco stai sicuro che ti fermano. È come avere un cartello addosso. A loro dicevo che io sono cresciuto in un’epoca senza integrazione ma anche senza odio e che la comunità extracomunitaria in Italia sta iniziando a integrarsi ora. Quanto accaduto a Willy a Colleferro mi ha scioccato. Mi rendo disponibile a supportare la causa, a sostenere anche economicamente famiglia e legali: questa storia deve trovare un finale giusto, anche se quello che è accaduto non sarà mai giusto. E credo che ormai sia anche necessario creare un movimento Black Lives Matter in Italia. Anche qui sono disponibile a dare un aiuto, a cercare contatti”.
Tiziano Ferro
«In fin dei conti cos'hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario»
“Povero Willy” non si scrive, e non si dice.
Chi lo scrive sta contribuendo: a derubricare l’azione volontaria e consapevole di 4 assassini;
a depotenziare i valori, umani e civici, con i quali Willy è cresciuto.
Questa COMMISERAZIONE, questo banale e pietoso modo di trattare i morti PERBENE, fosse per me lo farei diventare un reato!
E poi, in questi momenti, anche se si è spiazzati comprensibilmente da tanta ferocia, non ci si affretta a rimarcare i confini geografici. Quasi come se la vittima appartenesse valorosamente ad un paese, il carnefice vergognosamente ad un altro.
Non si è Comunità diffusa solo nei successi.
Si è Comunità anche e soprattutto nelle tragedie, dove DIFFUSE sono, invece, le responsabilità.
E’ il giorno del dolore a Spoleto . Quello dell’ultimo saluto a Filippo Limini , l’operaio di 25 anni morto tra le 3 e le 4 del ma...
nessun martellamento mediatico? Nessuna dichiarazione indignata? Nessun talk show per riflettere sul degrado sociale?