Incrocio le dita perché è il primo libro che leggo di Bukowski! 😄🍃📖
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Incrocio le dita perché è il primo libro che leggo di Bukowski! 😄🍃📖
Lettura che va un po' a rilento.. 😓😫
COMPAGNI DI SBRONZE
Una sera quest’estate, avevo proprio voglia di darci dentro. Sarà stata l’aria calda che soffiava, ma sentivo proprio la necessità di spaccarmi a merda. Avete presente quei giorni, quando siete ancora al lavoro ma non state più nella pelle per l’imminente arrivo del Sabato sera? Beh, quel giorno era proprio da matti. Vedevo alcool dappertutto. Alle 8 dopo aver timbrato la fine del turno, mi butto direttamente nel primo bar sulla via, cominciò a Campari per scaldarmi un po’, ero cosi euforico che mi bevevo gli uno in due da solo, brindando con entrambe le mani! La temperatura si alzava sempre di più grazie ai Negroni e agli Sbagliati. Cosi, dopo un lungo aperitivo, passato in compagnia di qualche sconosciuto fanatico dell’alcool come me, decido di raggiungere la mia ciurma, e li trovo in piazza tutti agghindati carichi per la serata. Io avevo ancora addosso la divisa da lavoro. Così mi unisco alla ciurma a patto che mi diano solo il tempo di cambiarmi veloce. Ancora un paio di chupiti e mi fiondo a casa per docciarmi veloce, ma mi rendo conto di non aver ancora mangiato, cosi mi stappo una birra con i denti (cosa mai provata prima) e per poco non ci lascio gli incisivi. Dopo 3 secondi il dolore è passato. Anestetizzato dall’abbassamento di tasso alcolico dato dalla birra chiara. Con il sapore del sangue che ancora mi scorre dalla gengive, mi faccio un panino con il salame (mi sentivo the Renevant). Poi, doccia con Paul Kalkbrenner a manetta. 10 minuti dopo, eccomi di nuovo fuori sulla cabrio del mio amico, con i capelli ancora bagnati e la camicia aperta, modalità anti-pezzo per evitare di sudarla ancor prima di entrare nel locale.
In macchina girava un po’ di tutto: le ragazze bevevano Rosè, mentre il mio amico da buon autista, una bottiglia di Jack. Mischiai un po’ di tutto, e arrivato in discoteca, cominciavo già a sbiascicare. Dopo il momento serietà, in coda davanti ai buttafuori, entro nel locale, cacciando un urlo degno di Massimo Decimo Meridio. Incontro un sacco di persone che non vedevo da una vita e con ognuno di loro mi fermo a scambiare due chiacchere e qualche altro chupito. La notte è bella, io mi sono perso. Non trovo più nessuno. La musica che suona è latina. Noto una ragazza carina, (per quel che mi ricordo, poteva benissimo essere il mostro di Lockness), preso dai fiumi dell’alcool decido di lanciarmi e dopo qualche discorso più o meno sensato e un paio di birre, lei mi chiede se mi va di ballare. Sono al settimo cielo ormai c’è l’ho fatta, mi ricordo che pensavo. Poi però il peggio, lo scoordinamento causato dalla sbornia mi fa entrare in una fase di labirintite acuta, e dopo la quinta volta che le schiaccio i piedi le si allontana senza dire una parola.
Era andata. Ma la notte era ancora lunga.
Ricordo di averla presa un po’ male, e infatti mentre tornavo al bar, uno stronzo mi ha urtato facendomi cadere la birra sulla camicia, e così ho cominciato a spingerlo e da cosa nasce cosa, abbiamo cominciato a pogare, manco fossimo al Number One sulle note di Enrique Iglesias!!
Naturalmente 5 minuti dopo io e il ragazzo che mi aveva rovesciato la birra sulla camicia eravamo fuori “in punizione”, ad aspettare che i buttafuori ci facessero rientrare.
Scopro che il ragazzo è un crucco. Era messo male quasi quanto me, e nonostante la lite iniziale facciamo subito amicizia. Mi dice che ha dell’erba per alleviare l’attesa. Ben contenti ci “appartiamo” nelle scale d’emergenza e il crucco si dimostra un rollatore d’altri tempi, facendo su un carciofo da un grammo che per poco non mi stende. Ormai mi sono rilassato e voglio far vedere ai buttafuori che mi sono calmato e sono pronto a rientrare, ma loro non ne vogliono sapere. Dicono di aspettare ancora un po’. Io mi giro e guardo il ragazzo tedesco accanto a me. Non stava minimamente ascoltando ciò che dicevo in italiano. Ma muoveva le labbra senza senso, con lo sguardo perso nel vuoto e facendo su e giù con la testa. Non ci faccio caso, d’altronde anche io sono fatto. Dopo qualche minuto senza parlare, lui mi prende il braccio bruscamente cose se avesse avuto un’illuminazione e comincia a cantare: “…lasciatemi cantare, con la chitarra in mano, lasciatemi cantare una canzone piano piano!”, e io sorridendo gli vado dietro “lasciatemi cantare perché ne sono fiero!! Sono un italiano…ITALIANO VERO!”
Le persone che erano li fuori a fumare e quelli che uscivano dal locale sbronzi, si unirono tutte al coro, e nel giro di un minuto cantavamo a squarciagola, italiano vero di Cutugno, incitati da un Crucco! Persino i buttafuori, dopo lo stupore iniziale, cominciarono a cantare.
Poi presi dalla foga della folla ci aprirono i cancelli e ci fecero entrare in Discoteca, non so per quanto andammo avanti a cantare, persino minuti o ore dopo al bar sempre cantando, ci siamo bevuti un bel po’ di shoots di Jagermeister per onorare anche la sua patria, sempre accompagnati dalla canzone del buon vecchio Totò.
Ovviamente, solo pochi minuti dopo eravamo in bagno a vomitare l’anima. Una scena che non dimenticherò mai è stata quando, mentre vomitavamo uno di fianco all’altro, nei luridi cessi del locale, io urlavo lasciatemi SBOCCARE a ritmo della canzone e sentivo la sua voce che tra un rantolo e l’altro si univa al mio coro!
Epico!
Passata l’ondata del vomito, decidemmo di sciaqquare la bocca con una Lager Bier come la chiamava lui. Non so di che parlammo per tutte le ore seguenti. Mi ricordo solamente la sua faccia sconvolta che saltava scatenata in mezzo alla pista.
Poi alle 6 di mattina quando il DJ annuncio l’ultimo disco, come per magia ecco spuntare i suoi amici, felici di averlo finalmente trovato. Gli proposi un ultimo Jager prima di salutarci, e così dopo non poca fatica per aver ingoiato quel liquore, lo abbraccio e gli prometto di andarlo a trovare a Berlino, lui sorride e mi dice che l’Italia era ritornata a piacergli dopo questa serata, perché era da quel goal di Grosso ai mondiali che non poteva vedere Italiani! Onorato prendo il cellulare e chiedo il suo nome su FB, lui mi dice qualcosa, ma è incomprensibile, intanto i suoi amici spazientiti, lo chiamano a squarciagola. Io provo a dargli il cell per farlo scrivere a lui, ma dopo pochi istanti mi rida il telefono e mi guarda con una faccia che è viola e annuncia: “Sorry but i must SBOCCARE!”, e così dicendo se ne va dai suoi amici correndo fuori dal locale. Quella è l’ultima volta che ho visto Mouritz di Berlino, naturalmente il nome che mi ha scritto su Fb era frutto della sua sbronza perché c’erano scritte solamente lettere a caso.
Quindi, dovunque tu sia Mouritz, prima o poi sono certo che ci rivedremo e torneremo a cantare italiano vero insieme ma soprattutto a SBOCCARE zusammen.
JTL
Buongiorno così 😍📖 Trilogia Silver finalmente completa. - Compagno di sbronze - Mi sa che fuori è primavera - La settima onda
"E nell'incertezza vivo nel terrore dell'abbandono e dell'angoscia mentre cerco di tener duro! Non c'è nessuno qui che capisce i miei tormenti?" Cit. Charles Bukowski
"E' bello guardare in alto qualche volta, è bello avere degli eroi, è bello trovare qualcuno che porta un pò del tuo peso." (Charles Bukowski-Compagno di sbronze) #compagnodisbronze #bukowski #libri #itsalifeunpocosi #quote
Ma alle volte diventa un film dell'orrore vero e proprio e la sola fine è la morte o la follia.
Bukowski
la santità mentale è un'imperfezione
Bukowski, compagno di sbronze