NON È UNA QUESTIONE DI FIDUCIA
Uno degli aspetti terribili di questa pandemia è che non puoi percepire il rischio né con la razionalità né affidandoti al tuo istinto. Devi solo seguire le regole, e l’essere umano odia seguire regole di cui a pelle non sente l’utilità. Per cui succederà che quando rivedremo parenti o amici, il nostro impulso sarà quello di togliere la mascherina, di avvicinarci, di abbassare le difese, magari di abbracciarci pure... perché lui è mio fratello, mio amico da una vita, di lui mi posso fidare, lui di me si può fidare.
Questo è il grande inganno che ci può trascinare più di ogni altra cosa verso una seconda ondata. Perché non c’entra niente la fiducia, non c’entra niente che lui è tuo fratello o tuo amico, non ha nessuna rilevanza il fatto che in questo momento stiate entrambi benissimo... tu potresti essere la sua causa di morte, lui la tua. Quindi non facciamoci trarre in inganno dal nostro istinto, dal nostro cuore, dal nostro imbarazzo nel fermare lo slancio di chi conosci da una vita... ognuno di noi è l’altro che può essere positivo. Tu per primo.
So che questo messaggio verrà percepito come terribile, cupo, eccessivo ma non è così. È solo un messaggio di speranza nutrita di realtà e razionalità. Perché se tutti lo teniamo in considerazione, se tutti seguiamo le regole che il nostro cuore non accetta, ne usciremo prima. E torneranno i baci e gli abbracci, torneranno le feste e la libertà. Tornerà la vita piena, quella che ci piace.