I custodi della foresta
Nel solo mese di settembre scorso l’Amazzonia ha perso ogni giorno un’area pari a oltre 4mila campi di calcio, più di 1200 kmq, come l’intera superficie di Roma. E' il dato peggiore degli ultimi dieci anni. Da gennaio a settembre, quasi 9mila kmq di foresta sono andati in fumo. Ogni anno perdiamo un pezzo di polmone verde del Pianeta per far posto a coltivazioni di soia e allevamenti di bestiame, ma anche impianti minerari, pozzi per l’estrazione di idrocarburi.
A causa di incendi e deforestazione gli alberi che muoiono smettono di produrre ossigeno e il carbonio da loro immagazzinato viene rilasciato nuovamente nell’atmosfera contribuendo al cambiamento climatico. L’impatto sulla fauna selvatica è devastante e anche le popolazioni indigene che abitano quei luoghi vivono conseguenze disastrose. Una lotta impari per difendere i loro territori dalle minacce rappresentate dai molti predatori della foresta.
Rispetto alle intese greenwashing siglate alla COP26 per lo stop alla deforestazione entro il 2030 qualcuno compie azioni concrete come l’associazione onlus che si chiama COSPE, la quale ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per realizzare progetti concreti di tutela e difesa ambientale al fianco dei custodi della foresta amazzonica. https://bit.ly/3oz0Q8q
Photo by Charlie Hamilton James













