Nelle ultime due settimane ho dovuto fare due progetti orali in tedesco e dare tre esami scritti, di linguistica, arabo e russo. Dall'operazione in poi mi è sembrato di non avere tregua e di sprofondare nella marea di cose da studiare, di lezioni da seguire e di lavoro da fare. Venerdì scorso finalmente ho finito tutto.
La sera sono arrivata a casa sotto una luna enorme che sovrastava la città, e ho ballato in cucina da sola, con gli Arcade Fire a tutto volume, sollevata e libera.
Due notti dopo è arrivato il sogno che aspettavo, a sancire l'esito di questi ultimi tre mesi di fuoco. Non quello ufficiale, naturalmente, ma quello al cospetto di me stessa.
Partecipavo a un sabba. Per farlo mi impossessavo del corpo di un'altra donna e mi spogliavo completamente. Mi cospargevo di unguenti, circondata e aiutata da altre donne, una comunità femminile e potentissima; essere nuda davanti a loro mi sembrava la cosa più naturale del mondo.
Fumi di alloro e di salvia mi bruciavano nelle narici mentre iniziava una danza frenetica; le luci erano violente e rapide e su un grande telo bianco sullo sfondo scorrevano i problemi di ognuna di noi.
Il mio era di non riuscire a pagare l'affitto per mantenere due sorelle minori. Le altre donne mi garantivano che il problema era risolto, ma mi spiegavano che non avevo bisogno del loro aiuto: ero perfettamente in grado di creare l'oro da sola. Dovevo solo ricordarmi i gesti e le parole giuste.
Mi mettevo ben dritta, con le braccia incrociate sul petto ansante e i pugni chiusi. Improvvisamente mi rendevo conto di non ricordarmi le parole da dire, ma nonostante ciò sentivo i palmi delle mani che mi pizzicavano e tiravano.
Quando riaprivo i pugni, sui palmi delle mani avevo una pagliuzza d'oro.
Le altre donne sorridevano e dicevano che se fossi riuscita a ricordarmi le parole avrei potuto creare tutto l'oro che volevo.
Il sogno cambiava. Mi ritrovavo in un letto d'ospedale, spossata ma non malata, stanca ma felice: mi stavo solo riprendendo dalla frenesia da baccante, ma sarei stata bene.
Al mio fianco c'era un uomo bellissimo, che mi baciava, dicendo con un sorriso "Sono contento che tu sia tornata".
Mi sono svegliata radiosa e consapevole.
Se mai dovessi avere dubbi su ciò che sono in grado di fare, nei momenti più bui, mi basterà ricordarmi di questo sogno per sapere che so creare oro con le mie stesse mani.