“ Un bel giorno, era maggio, l’ufficiale incaricato dell’installazione incontrò per la strada un gruppo di carri armati. Di uno strano colore, però. Ma che! Conosceva forse tutti i modelli in uso nell’esercito francese? La colonna, poi, era impegnata in una manovra quantomeno bizzarra: sfilava verso Cambrai, in direzione opposta a quella del fronte. In una piccola città, dalle vie un po’ tortuose, non può forse capitare che le guide perdano l’orientamento? Il nostro uomo si apprestava a raggiungere il capo del convoglio per indicargli la strada, quando un tizio, più accorto, gridò: «Attento! Sono Tedeschi!» Questa guerra è stata una continua sorpresa. Le conseguenze, sul piano morale, sono state a quanto pare gravissime. So di toccare un argomento delicato, in merito al quale, già lo si è detto, non ho una diretta esperienza. Ma certe cose vanno dette, anche brutalmente. L’uomo può disporre di tutte le sue energie quando si trovi ad affrontare un pericolo previsto sul luogo previsto; ben più difficilmente potrà tollerare di sentirsi minacciato all’angolo di una strada che egli presumeva tranquilla. Ricordo, dopo la battaglia della Marna, una compagnia che era andata valorosamente all’assalto durante un terrificante bombardamento; il giorno successivo, vidi gli stessi uomini in preda al panico quando tre granate, senza provocare feriti, caddero lungo una strada al cui margine erano state ammucchiate le armi durante la corvè dell’acqua. «Siamo partiti perché c’erano i Tedeschi»: tante volte, in maggio e in giugno, mi è capitato di sentire queste parole. Traducete: là dove non li aspettavamo, dove nulla lasciava supporre che avremmo dovuti trovarli. Sicché certi cedimenti, che temo innegabili, hanno avuto origine nel battito troppo lento cui erano stati allenati i cervelli. I nostri soldati sono stati sconfitti, si sono, in qualche misura, lasciati sconfiggere troppo facilmente, innanzitutto perché noi pensavamo in ritardo. “
Marc Bloch, La strana disfatta. Testimonianza del 1940, (traduzione di Raffaella Comaschi, a cura di Silvio Lanaro, Collana Biblioteca studio), Einaudi, 1995. (Libro elettronico)
[ Edizione originale postuma: L'Étrange Défaite. Témoignage écrit en 1940, Éditeur Franc-Tireur, 1946 ]












