Mi fa ancora incazzare e stare male pensare che lei ti ami meno di quanto ti ami io mentre tu la ami più di quanto tu abbia mai amato me. Non è un ragionamento che fila, io ti amo e vorrei che tu mi amassi. Ma non basta, vorrei anche l'esclusiva. Io ti amo proprio tanto tanto, tanto che faccio quasi schifo, tanto che le persone mi stanno lontane per paura che io inizi a parlare di te-ancora una volta-ti amo tanto, così tanto che me ne sto zitta. Però c'è questo tarlo che mi disturba e mi fa inciampare quando cammino, mi fa dimenticare come mi chiamo, mi distrae quando parlo e rende il mio letto un inferno: lei ti ama. E ti ama bene, ti ama come si deve, ti guarda dritto negli occhi, ti parla piano, ti lascia la mano libera perché quello che vuole di te sono i pensieri. Questo, questo non lo posso sopportare. Puoi amarla quanto vuoi, ma il mio amore, il mio amore doveva rimanere unico, doveva essere inarrivabile. Doveva essere vera quella cosa che mi dicesti poco prima di attaccare dopo una delle nostre infinite telefonate “non amerò mai nessuno quanto amo te”. Doveva essere vera.











