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Marco
SOCIAL NETWORK: Rilassanti o stressanti?
Aspettare l’autobus, preparare un esame, litigare con il proprio partner o con i propri familiari. Principalmente sono queste le cause più comuni dello stress, la risposta fisica che il nostro organismo effettua in presenza di stimoli esterni ritenuti personalmente troppo eccessivi. Una persona poco paziente ha problemi ad aspettare qualsiasi cosa, mentre una persona molto ordinata si stressa in presenza di disordine acuto.
In passato, il consiglio principale era “stacca la spina!”, ”prenditi un po’ di tempo per te”, insomma, rilassati e cerca di non pensare a niente, possibilmente in un luogo dove puoi stare tranquillo e dedicarti a te stesso.
Proviamo a pensarci: è mai possibile in questo momento storico seguire un consiglio del genere? Ovviamente si, ma risulta di difficile applicabilità.
Quante volte avete letto un messaggio su WhatsApp e vi siete sentiti in dovere di rispondere perché ormai il mittente sa che avete letto?
Quante altre volte avete provato a non pensare più a un determinato contesto cui avevate lavorato molto, e avete dovuto abbandonare per vari motivi, ma quest’ultimo ricompare nei banner pubblicitari durante la navigazione online?
E ancora: quante volte vi siete innervositi perché il browser non carica la pagina web o perché il buffering di un video è lento? ( Uno studio effettuato da Ericcson mostra come una pausa non voluta durante la visualizzazione di un video aumenta lo stress del 15%)
- Una delle cause più frequenti dello stress è la mancanza di una connessione internet
Simbolo WiFi con divieto
Fonte: "Flickr"
Insomma, la possibilità di avere una connessione internet ovunque non contribuisce affatto a rilassarsi, in quanto il relax è ormai diventato sinonimo di “svagarsi con il telefono”.
Alcuni studi effettuati dalla Royal Society for Public Health hanno mostrato come alcuni social siano deleteri per la salute mentale, soprattutto a livello giovanile, in quanto la presenza dei cosiddetti “influencer” nella maggior parte dei casi portano a stati di depressione (alimentando un problema già esistente o creandolo ex-novo).
Ragazza stressata a causa di internet
Fonte: "Pixabay"
Come si potrebbe risolvere questo problema? Innanzitutto bisogna lavorare su noi stessi, rendendosi conto che la vita reale è ben diversa dalla vita online, cercando gradualmente di trascorrere meno tempo con lo smartphone in mano se non è necessario e cercare di capire che il concetto di relax da svago online, ormai consolidato nella mente giovanile (la mia in primis), in realtà porta a risultati completamente opposti.
Bisogna ritornare ad essere noi stessi, ricordandosi fondamentalmente che non è necessario utilizzare lo smartphone per la maggior parte della giornata, ritornando a svagarsi nel modo che ognuno di noi ritiene più opportuno.
Marco
Analfabetismo funzionale, una piaga “social(e)”
2018. Ci troviamo a vivere in un periodo storico nel quale possiamo attingere a qualsiasi informazione di cui abbiamo bisogno, con una velocità quasi immediata e ovunque ci troviamo, insomma viviamo nel cosiddetto mondo “a portata di click”. Ma a cosa servono tutte queste informazioni, se la maggior parte delle persone non è in grado di elaborarle, capirle e utilizzarle adeguatamente?
Mi sto riferendo al fenomeno dell’analfabetismo funzionale, un fenomeno che in Italia risulta essere una vera e propria piaga sociale: ben 1 persona su 3 (età compresa tra i 16 e i 65 anni) rientra in questa categoria, secondo i dati Ocse-Piac (2016), dati che portano il nostro Paese nel primo posto di questa importante classifica. Di chi è la colpa? Della scuola? Della pigrizia? Dell’abitudine che ha una persona nel dare tutto per scontato e fare affermazioni “per sentito dire”? Qualunque sia questo motivo, l’unica certezza consiste nel fatto che il mondo social risulta essere completamente invaso da Analfabeti Funzionali, e probabilmente anche questa possibilità dell’ ”internet per tutti” è stata una delle cause che ne ha portato all’aumento. In teoria, infatti, non è complicato verificare se una notizia che abbiamo letto risulta veritiera. In pratica non si ha la voglia di verificare l’attendibilità della fonte dando tutto per scontato, e questo è un problema molto più grave.
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Informativa IFLA riguardante il riconoscimento delle fake news - Fonte: "Wikimedia"
Effettivamente pensandoci, ormai il Web è così vasto che la presenza di fake news dovrebbe essere scontata: Esistevano già nel 1814 e non dovrebbero esistere ora? Questo fenomeno dell’analfabetismo social, che sembra raggiungere il suo picco proprio in questo periodo, in concomitanza con il periodo di elezioni politiche e l’inizio della nuova legislatura, è una piaga da debellare assolutamente, in quanto contribuisce solamente a trasformare social network come Facebook in un luogo di panico, dove un qualsiasi post con una notizia di importanza nazionale diventa un continuo litigio tra gente che non legge la notizia in questione basandosi sul solo titolo e gente che commenta con frasi che non hanno completamente niente a vedere con il contesto portando le persone che hanno la capacità base di capire quello che viene letto a non aver neanche voglia di commentare la notizia, in quanto probabilmente si troverebbero a disagio solo al pensiero di voler confrontare le loro idee, giuste o sbagliate che siano, ma almeno logiche, con chi in realtà non si sa nemmeno di cosa si sta parlando, ma che sente l’esigenza di esprimere la sua ideologia comunque.
Abbiamo la possibilità di avere tutto ciò che ci serve nel momento in cui lo chiediamo: dobbiamo essere noi ad avere l’accortezza di saperlo utilizzare nel modo corretto, per noi, per chi sta leggendo e soprattutto, per chi leggerà in futuro.
Marco